Il governo indiano, supportato dall’associazione delle vittime, ha chiesto alla Corte Suprema la riapertura del caso Bhopal, perché le pene inflitte ai dirigenti dell’azienda e i risarcimenti proposti alle vittime risultano irrisori. Gli otto dirigenti sono stati condannati nel giungo 2010, per omicidio colposo a un massimo di due anni di reclusione e a pagare una multa di appena 2000 dollari. L’incidente del 1984 della multinazionale americana Union Carbide, produttrice di pesticidi, ha provocato la morte di oltre 3.500 persone, ma almeno 15 mila ne pagano tutt’ora le conseguenze. Mercoledì si è espressa la Corte Suprema respingendo la richiesta di riapertura per mancanza di validi motivi.
Fonte: Bbc
Paola Cama/DEApress
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