La disfatta di Laurent Gbagbo, annunciata da fonti vicine ad Alassane Ouattara solo pochi giorni fa, è stata sconfessata dai recenti avvenimenti in Costa d’Avorio. Secondo quanto riferisce il ministro degli esteri francese Alain Juppé, i negoziati fra i due schieramenti sono falliti di fronte all’intransigenza di Gbagbo - tuttora restio a riconoscere la vittoria elettorale del rivale - che è tornato ad asserragliarsi nella sua residenza-bunker. Le truppe di Ouattara hanno dunque ripreso l’offensiva contro il palazzo presidenziale, ma per il momento non sono riusciti ad espugnarlo. Nel frattempo la situazione ad Abidjan è fuori controllo, con abitanti barricati in casa e città in preda ai saccheggi (fonte: Euronews). In questo contesto si intensifica la presenza delle truppe francesi sul territorio, oggi coinvolte in un ennesimo scontro a fuoco con gli uomini di Gbagbo. Secondo Thierry Burkhard, portavoce delle forze armate, il contingente Licorne sarebbe intervenuto su richiesta delle Nazioni Unite, per portare in salvo l’ambasciatore giapponese Yoshifumi Okamura e il suo staff dopo che i sostenitori di Gbagbo avevano occupato l’ambasciata, montando un lanciarazzi sul tetto dell’edificio. Nel corso dell'operazione, conclusasi con successo, è rimasto ferito un diplomatico giapponese (fonte: Reuters). A seguito dell’episodio, il governo israeliano si è affrettato a chiedere l’aiuto della Francia per garantire l’evacuazione del proprio personale diplomatico (fonte: Ansa). Il coinvolgimento francese nel conflitto, secondo Al Jazeera, non è visto di buon occhio dalla comunità ivoriana di stanza a Parigi. Nel corso di un’intervista concessa al network, Nicholas Norbrook - editore della rivista parigina The Africa Report - ha spiegato che le azioni francesi sembrano confermare l’ipotesi secondo cui Ouattara sarebbe supportato dalle potenze Occidentali, rafforzando le posizioni anticolonialiste da sempre sostenute da Gbagbo.
Federico Fragasso
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