Da martedì 28 dicembre 2010 a martedì 4 gennaio 2011
(lunedì 3 gennaio riposo)
Diana Oris
presenta
CARLO GIUFFRE’
in
I CASI SONO DUE
di Armando Curcio
con
ANGELA PAGANO e ERNESTO LAMA
Personaggi e interpreti
Giuseppe cameriere - Vincenzo Borrino
Gaetano cuoco - Ernesto Lama
Maria cameriera – Paola Verrazzo
Federico maggiordomo- Claudio Veneziano
Ottavio Barone - Carlo Giuffre’
Aspasia Baronessa - Angela Pagano
Sormani Investigatore - Danilo della Calce
Gaetano II babbo babbo - Gennaro Di Biase
Ciro Manfrecola contadino di Afragola - Vincenzo La Marca
scene e costumi di ALDO TERLIZZI
luci di GIGI ASCIONE
musiche di FRANCESCO GIUFFRE’
regia di CARLO GIUFFRE’

Spettacolo del 31 dicembre, ore 20,30
Prezzi: Platea 50,00 euro - Posto palco 33,00 euro - Galleria 22,00 euro
pergola.comunicatostampa 22/12/2010 firenze
Carlo Giuffrè e Angela Pagano celebrano la grande tradizione comica napoletana con I casi sono due di Armando Curcio, nella settimana del capodanno al Teatro della Pergola.
La grande tradizione comica napoletana accompagna nel nuovo anno il Teatro della Pergola e il suo pubblico insieme alla grande interpretazione di Carlo Giuffré. Dopo sessant'anni di carriera Giuffrè prosegue nel suo intento di restaurare un repertorio otto-novecentesco proponendo la messinscena del testo di Armando Curcio I casi sono due. Alla sua già affiatata compagnia si unisce in questo spettacolo Angela Pagano, custode insieme a Giuffrè di una tecnica attoriale straordinaria, piena di sfumature e registri, che affonda le proprie radici proprio nell’inesauribile repertorio napoletano.
Una vita in scena e per la scena quella di Carlo Giuffrè che ha raggiunto il traguardo delle nozze di diamante con il palcoscenico: “il teatro è la mia vita – ha raccontato recentemente – voglio e sto invecchiando con il teatro, una grande emozione ogni sera e anche un elisir di lunga vita”
Numerosi premi e prestigiosi riconoscimenti hanno accompagnato la lunga carriera, primo fra tutti l’onorificenza del Presidente della Repubblica che gli ha conferito il titolo di Grande ufficiale nel 2007.
Carlo Giuffrè torna all'opera di Curcio per la terza volta dopo A che servono questi quattrini, La fortuna con la effe maiuscola e il primo allestimento del 1982 de I casi sono due. Il testo di Armando Curcio, noto oltre che come autore come fondatore dell'omonima casa editrice, nonché giornalista, debutta nel 1941 con la compagnia dei fratelli De Filippo e proprio nel personaggio del cuoco Gaetano Esposito, Peppino de Filippo colse il carattere per la maschera di Pappagone che raggiunse un'enorme popolarità nella trasmissione della Rai Scala Reale.
La commedia è ambientata a Napoli, più precisamente nella casa del barone Ottavio e di sua moglie Aspasia. I due, ormai anziani, sentono la mancanza di un figlio, di un erede. Spinto da questo sentimento, il barone incarica un investigatore di ritrovare un suo figlio illegittimo, nato da una passione giovanile e prematrimoniale per una cantante. La sorpresa di Ottavio è grande quando gli viene comunicato dal suo incaricato che il figlio tanto cercato e per anni ignorato è in realtà Vincenzo Esposito, scontroso e rozzo cuoco al servizio dei baroni. Vincenzo, acquisito il nuovo status di nobile, non perderà occasione di vessare la servitù e di sfoggiare i suoi modi discutibili.
L’atmosfera della commedia, ambientata gli anni ’40, è accompagnata dalle indimenticabili musiche di C.A. Bixio come “Torna Piccina Mia” , “Vivere” ,“La canzone dell’amore” e “Parlami D’Amore Mariù”.
E' con piacere ed affetto che Carlo Giuffrè ricorda le parole che Federico Fellini dedicò al suo primo allestimento della commedia nell'82 ”Ecco il teatro quello vero che funziona da sempre, come una bella festa fra vecchi amici con cui stai subito bene” e augurava ”che tutto ciò che di spensierato, allegro, buffonesco, patetico, assurdo e straziantemente umano, hai visto accadere su quel palcoscenico, spente le luci e uscito dal teatro, tu possa ritrovarlo fuori nella vita! ”
E' il successo di quella edizione, e le innumerevoli critiche appassionate ricevute, a guidare Giuffrè trent'anni dopo, nuovamente, tra le righe e le battute di Armando Curcio.
NOTE DI REGIA
Fra le tante Commedie che sto recitando da più di 30 anni, da quando cioè ho una mia Compagnia (nei primi 10 anni assieme a mio fratello Aldo e poi da solo), non saprei proprio dire quale sia quella che è piaciuta di più al pubblico.
Ho ricevuto nel 1999 l’ambito premio “Renato Simoni” la cui motivazione fra l’altro dice: sempre più forti e quasi esclusivi con il sopraggiungere della maturità, si sono fatti in lui l’impegno e la responsabilità di “Custode della grande tradizione attoriale napoletana”. Ed ecco quindi la mirabile serie di spettacoli destinati a restaurare un repertorio otto-novecentesco con accento nobile da Scarpetta a Curcio, e a mantenere vivo nella coscienza e nel cuore degli spettatori, con un marchio costante e inconfondibile di intelligenza critico-storica, il patrimonio di questo meraviglioso repertorio.
Ho recitato 6 Commedie di Eduardo, di Armando Curcio ne ho realizzate tre: “A che servono questi quattrini”, “La fortuna con la effe maiuscola” (scritta con Eduardo) e “I casi sono due”, che fu – nel 1982 - la prima Commedia realizzata con la Diana OR.I.S. di Lucio Mirra, che produce ormai i miei spettacoli da 30 anni.
Fu un inizio travolgente, piacque molto a Federico Fellini, che vide lo spettacolo tre volte e scrisse fra l’altro “Ecco il teatro quello vero che funziona da sempre, come una bella festa fra vecchi amici con cui stai subito bene” e concludeva dicendo ”Nutrendo la speranza che tutto ciò che di spensierato, allegro, buffonesco, patetico, assurdo e straziantemente umano, hai visto accadere su quel palcoscenico, spente le luci e uscito dal teatro, tu possa ritrovarlo fuori nella vita! ”
Il critico Enrico Fiore del Mattino di Napoli scrisse: “E’ uno degli spettacoli più compatti, calibrati e divertenti che si siano visti negli ultimi anni.”
Giovanni Raboni, sul Corriere della Sera scrisse: “Avrò il coraggio di dire che “I casi sono due” di Armando Curcio, messo in scena da Carlo Giuffrè che lo interpreta da par suo, è lo spettacolo più bello di questa stagione? Si, ormai l’ho detto e spero di essere creduto! Giuffrè ne ha tirato fuori un capolavoro di intelligenza, di comicità pacatamente irresistibile, di scintillante malinconia”.
Per questo rimetto in scena la Commedia, perché piacque molto allora ai critici e al pubblico e sono certo che piacerà anche questa volta; ho dei bravi attori accanto a me e soprattutto ho la fortuna di avere al mio fianco Angela Pagano, grande amica e grandissima attrice.
Su il sipario e buon divertimento!
Carlo Giuffrè
Orario spettacoli:
dal martedì al sabato: ore 20.45, domenica: ore 15.45
Prezzi biglietti interi:
Platea: € 27 + € 3 (diritto di prevendita) € 30
Posto Palco: € 20+ € 2 (diritto di prevendita) € 22
Galleria: € 13,00 + € 2 (diritto di prevendita) € 15
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Paola Pace
Ufficio Stampa Teatro della Pergola
055/2264347 tel.
055/245346 fax
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