DEApress

Thursday
May 07th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Una cattedrale minimalista?

E-mail Stampa PDF

Raymond Carver, Cattedrale, Milano, Mondadori, 1989

Raymond Carver, senza dubbio una delle più significative voci della letteratura americana contemporanea, pubblicò la raccolta di racconti Cathedral nel 1983. Già dall’anno successivo giunsero in traduzione in Italia, presso la collana Scrittori Italiani e Stranieri della Mondadori.

‘Minimalista’ è stata spesso definita la sua scrittura: definizione che, se da un lato coglie alcuni tra i suoi elementi fondanti, può anche trarre in inganno, specie se applicata senza le dovute cautele. Più che di minimalismo, per i racconti di Carver sarebbe giusto parlare di una straordinaria capacità di cogliere quei particolari minimi che, nella loro apparente marginalità, riescono invece a chiarire le più profonde ragioni di un’anima, di una situazione. È proprio grazie a queste brevi ‘illuminazioni’ che il senso di ogni racconto si rivela improvviso al lettore – in parte alluso, non detto, ma al contempo incredibilmente chiaro e definito. E si può anche comprendere perché così spesso si è parlato di minimalismo: questi particolari possono infatti essere tra i più semplici e banali, come per esempio i piedi nudi di un uomo colti di fianco a una pozza d’acqua sul pavimento (che rivelano a una moglie l’intollerabile decadimento psichico e fisico del marito nullafacente, bloccato di fronte allo spettacolo del frigorifero guasto, del cibo andato a male, dell’acqua che ha invaso la cucina) oppure una briglia trovata in un appartamento abbandonato (segno dell’abbandono anche dei sogni e delle speranze di chi ha dovuto lasciarlo – l’equitazione, le scommesse, ma, soprattutto, un futuro per la propria famiglia)...

Perché l’America raccontata da Carver è una middle America spesso sofferente, divisa, se non proprio indirizzata al sicuro fallimento. E protagonisti delle sue storie sono sempre coppie, ma costantemente in crisi – capaci semmai di cogliere una nuova opportunità di condivisione proprio nei momenti di più terribile difficoltà (la perdita di un figlio, lo sfratto, crisi economiche e psicologiche, alcolismo…). E questi protagonisti, pur uniti da vincoli o necessità, alla fine denunciano un’intollerabile solitudine di fronte alla vita, di fronte ai suoi problemi più insostenibili. Così l’attenzione del narratore, a fine racconto, si concentra sulla percezione di uno dei componenti della coppia – il quale, proprio cogliendo qualcosa che l’altro non è in grado o non ha intenzione di rilevare, trova un’occasione di rilancio, per rimettere in gioco queste nuove  energie nel rapporto con l’altro.

Sembrerebbe quasi una cattedrale in rovina, se non in frantumi, questa di Carver, ma le opportunità di riscatto sorgono proprio da questa decomposizione del reale nei suoi più minimi frammenti. Forse davvero non c’è speranza, non c’è futuro per i protagonisti di questi racconti, ma quello che il lettore alla fine riesce a cogliere è una straordinaria forza vitale, uno stimolo ad andare avanti, per quanto triste e vuota possa essere la strada intrapresa. E l’occasione per questo rilancio vitale non deriva da riflessioni esistenziali o filosofiche, ma dal semplice aprirsi improvviso della realtà di fronte alla percezione (spesso passiva) del protagonista. Non c’è quasi mai un vero dialogo o comprensione tra i personaggi: la ‘verità’ si rivela autonomamente e spesso in modo del tutto incomunicabile. È questa la conclusione dell’ultimo racconto della raccolta, che ne determina anche il titolo. La ‘rivelazione’ giunge inattesa al protagonista e narratore, in un momento di effettiva ‘non comunicazione’: un uomo cerca di disegnare assieme a un cieco l’immagine di una cattedrale, per fargli capire cosa questa oscura parola possa significare nel mondo dei vedenti – ma a un certo punto egli stesso chiude gli occhi:

«Così continuammo. Le sue dita sulle mie mentre andavano su e giù sul foglio. Era una cosa come nessun’altra in vita mia fino a quel momento.
Poi lui disse: “Penso che vada bene così. Secondo me ci sei riuscito” disse. “Dà un’occhiata, come ti pare?”
Ma io avevo gli occhi chiusi. Pensai di tenerli così ancora per un po’. Pensai ce fosse giusto tenerli così.
“Be’?”, disse lui. “Stai guardando?”
Gli occhi li tenevo ancora chiusi. Ero nella mia stanza. Questo lo sapevo. Ma era come se non fossi dentro a niente.
“Grandioso” dissi.» (p.198)

Simone Rebora

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

DEAPRESS . 06 Maggio 2026
Didattica-Espressione-Ambiente Corsi-Laboratori-Seminari  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE WWW.DEAPRESS.COM- Email redazione@deapress.com   4 Incontri giorno e orari della settimana da stabilire Acquerelloterapia CANVA Crea il tu...
Silvana Grippi . 06 Maggio 2026
Gianni Silvestri, è stato un amico che ho conosciuto negli anni ottanta quando studiava Scienze geologiche, ho seguito i suoi lavori e la sua crescita artistica. Le sue personali e collettive hanno avuto come progetto comune la ricerca della difesa ...
Silvio Terenzi . 06 Maggio 2026
Salvario"Fragili Meravigliose Città" Ascoltalo on Spotify Il dietro le quinte del grande rumore di città. Il frstuono di infinite singolarità. Qui trova la pace il suono nuovo di Salvario, un disco che rtroviamo anche in vinile, scritture d...
Luca Vitali Rosati . 06 Maggio 2026
    Impressioni su Pratolini - Raramente ho trovato – nella mia vita di studioso, di lettore – affinità tali da rendermi “simpatico” un artista, ancor prima di leggere quello che aveva effettivamente scritto. E non solo per una...
simone fierucci . 05 Maggio 2026
Il Governo Meloni “privatizza” gli sfratti e alla macelleria sociale che si abbatterà sulle città serve una grande risposta sociale e democratica. La segretaria nazionale dell’Unione Inquilini, Silvia Paoluzzi, spiega: Questo DDL rappresenta u...
simone fierucci . 05 Maggio 2026
Anatomia di un Primo Maggio rovesciato. Come il decreto Meloni regala un miliardo alle imprese, svuota l’articolo 36 della Costituzione, dimentica i morti sul lavoro e premia chi non firma i contratti.   dossier di Mario Sommella   Es...
Silvana Grippi . 05 Maggio 2026
Pino Gori è un artista poliedrico che cerca di mescolare il sociale con l'arte e tende a costruire un piano di ricerca avanzata con l' interpretazione del concetto di pittura e trasformandolo  in linguaggio per poi comunicare la propria passione...
Silvana Grippi . 05 Maggio 2026
FESTIVAL MEDIAMIX   PARTERRE - SALA MARMI (PIAZZA DELLA LIBERTA' - FIRENZE) GALLERIA D.E.A.  con la collaborazione del Comune di Firenze Q,2      Primo laboratorio creativo dal 27 al 30 maggio 2026...
DEAPRESS . 05 Maggio 2026
Segnaliamo la mostra personale dell'artista Rachele Deborah Materiale dal titolo "Il filo conduttore - L'essenza del legame".L'esposizione, curata dall'Associazione Borgo Accogliente, sarà ospitata nella suggestiva cornice del Monacato di Villa Euche...

Galleria DEA su YouTube