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Tracce della Firenze Felix

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TRACCE DELLA FIRENZE FELIX - FIRENZE SCIENZA  - le collezioni, i luoghi e i personaggi dell’Ottocento 

La fine dei Lorena a Firenze inizia il 27 aprile 1859, quando con una rivoluzione pacifica il popolo fiorentino si riuniva in Piazza Indipendenza (allora “Maria Antonia”, ma per i fiorentini ancora “Piazza Barbano”), per quella manifestazione patriottica che avrebbe allontanato il Granduca Leopoldo II di Lorena – il Canapone – e avviato il processo inarrestabile dell’Unità d’Italia.Inizio dalla fine, dal 1859, per descrivere il percorso scientifico-artistico che si articola in quattro prestigiose sedi fiorentine dal titolo “Firenze Scienza” nel periodo 1829 – 1859, anno della dipartita dei Lorena da Firenze.Questo per sottolineare, se mai ce ne fosse bisogno, dell’illuminante prima che conservatrice, azione che i Lorena ci hanno lasciato in eredità e che oggi possiamo ammirare curiosi e stupiti nell’interessante percorso della mostra.Il progetto Firenze Scienza. Collezioni, luoghi e personaggi nell’800 è coordinato dalla storica della scienza Mara Miniati e fa parte del ciclo Piccoli Grandi Musei, prodotto dall’Ente Cassa di Risparmio con la direzione scientifica di Antonio Paolucci.Piccoli musei, come il Gabinetto di Fisica di via Giusti con il percorso dal titolo “La didattica nelle scienze dell’800”, che conserva una raccolta di apparecchi tra le principali esistenti in Europa con circa 3000 macchine in diverse discipline: ottica, idraulica, acustica, meccanica acquisite dall’Istituto Tecnico Toscano nel 1850 e perfettamente conservati.Merita sicuramente una visita questo luogo nascosto e curioso anche se osservando gli strumenti non si ha un’immediata percezione del loro utilizzo e, infatti, come spiega uno dei curatori, verranno esposti a breve dei filmati che mostreranno gli strumenti in funzione.Questo per non esporre ad una eccessiva usura i delicati apparecchi dai nomi inconsueti: fonografo (acustica), fenachistoscopio da proiezione (ottica), saccarimetro a penombra  di Laurent (ottica,) giroscopio di Bohnenberger (meccanica fisica).L’iniziativa Firenze Scienza è stata anche l’occasione per la pubblicazione della guida del Gabinetto di Fisica dell’Istituto Tecnico Toscano, che accompagnerà il visitatore non solo nella descrizione degli apparecchi esposti, ma anche nel lavoro svolto per ricostruire sia le fasi di conoscenze scientifiche che i nomi dei costruttori e la loro storia.Il Museo della Specola non è un piccolo museo, ma con Firenze Scienza si inaugura la riapertura dopo 150 anni di abbandono del “Torrino”, l’osservatorio ottocentesco, un gioiello architettonico visitabile dal pubblico grazie al restauro effettuato dall’Università degli Studi di Firenze con il contributo della Regione Toscana e dell’Ente Cassa di Risparmio ed allestito come mostra permanente.La riapertura del Torrino ha avuto un’ampia risonanza internazionale, infatti l’articolo di Alison Abbott pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”, ripercorre la storia dell’antico osservatorio e ne raccomanda la visita.Il percorso espositivo si articola passando dalla Tribuna di Galileo” e la Specola fiorentina, curato da Fausto Barbagli e ci riporta alle origini dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale , dove i Granduchi di Lorena concentrarono molte delle loro collezioni più importanti del mondo.La Tribuna di Galileo è uno dei rari  esempi fiorentini di architettura neoclassica e fu realizzata nel 1841 dal Granduca Leopoldo II per omaggiare il grande scienziato ed esporre i suoi strumenti che attualmente sono custoditi presso il Museo di Storia della Scienza.Il Torrino arriva fino a 40 metri di altezza e , con una vista a 360 gradi , offre un panorama spettacolare della città. Meravigliosa la sala sottostante detta “Sala della Meridiana o delle Cicogne” per via degli uccelli di stucco progettati verso il 1840 dall’Arch. Giuseppe Martelli come elementi decorativi. I telescopi che vi vennero installati nel corso dell’800 potevano essere puntati in ogni direzione grazie alle 8 finestre della sala ottagonale.Nel Torrino è esposto un ritratto di Jean-Louis Pons, il montanaro analfabeta, assunto come custode presso l’Osservatorio di Marsiglia e che diresse il  Torrino dal 1824 al 1831. Insieme al ritratto è esposto anche il suo canocchiale donato dagli eredi al Museo di Storia della Scienza.Il Torrino è anche un esempio di come l’arte e la scienza sono spesso un binomio inscindibile: le Cicogne come decorazione e il pavimento che alloggia un orologio solare in marmo, rame e argento con segni zodiacali in scagliola decorata realizzato nel 1784, da notare che è perfettamente conservato e funzionante.Ancora il connubio arte e scienza nelle tele di Bartolomeo Bimbi della Firenze medicea.Vi sono esposte alcune  cere del Museo Botanico dell’Università degli Studi di Firenze (sez. Botanica del Museo di Storia Naturale) a grandezza naturale e perfettamente conservate.La ceroplastica a Firenze era praticata fin dal XIII secolo con scopi soprattutto devozionali e propiziatori e nel corso del XVII l’uso della ceroplastica avrà finalità didattico-scientifica per la realizzazione di modelli di anatomia umana che sarà l’insegnamento e la guida dei futuri medici in quanto era difficile studiare dal vero per la veloce decomposizione dei cadaveri e poi c’era la proibizione della Chiesa di scomporre i cadaveri,  che durerà fino al XVIII secolo.Da sottolineare lo stretto legame tra Calamai (ceraiolo) e Giovan Battista Amici che diresse l’Osservatorio Astronomico ed era anche responsabile delle osservazioni microscopiche.I modelli in cera eseguiti da Calamai sotto la direzione di Amici servivano ad illustrare sia nei convegni che ai visitatori del Museo le scoperte fatte dal famoso fisico, come il modello del fiore di zucca di cui una esatta copia è conservata nella Sala Ostensiva del Museo Botanico ed ora, in occasione di Firenze Scienza,  esposta accanto al microscopio di Amici, al Museo di storia della Scienza in Piazza dei Giudici, nel  percorso dal titolo “La fisica a Firenze nell’Ottocento”. Si tratta di un’esposizione concentrata su macchine e modelli che documentano le innovazioni settecentesche acquisite dal Granduca: le ricerche di Leopoldo Nobili sull’elettromagnetismo, del fisico Giovan Battista Amici e del chimico Giuseppe Gazzeri.Per l’occasione sono stati costruiti una serie di modelli funzionanti che il visitatore può provare ed esercitarsi, curioso il modello dell’apparentemente paradossale doppio cono saliente che riesce a fare un percorso in salita, ma non in discesa. La sintesi delle esposizioni di Firenze Scienza si trova nella efficace e penetrante raccolta di Palazzo Medici Riccardi, una mostra allestita dall’Arch. Cupellini  come un salotto ottocentesco che si sviluppa lungo un corridoio e  con sobrietà e armonia  accompagna il visitatore alla scoperta  dei dipinti, le sculture, i disegni, i progetti, gli strumenti – il telegrafo a quadrante di Lorenzo Turchini - e le biografie scientifiche dei personaggi che nel periodo 1829 – 1859, a Firenze,  in un clima paradossalmente conservatore e illuminato, sono stati gli artefici di un progresso inarrestabile e che oggi, grazie ad questa stimabile e meritoria iniziativa, si apre agli occhi del visitatore in un contesto storico e scientifico di facile e immediata lettura. REDAZIONE DEA PRESS FIRENZE

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Novembre 2009 11:56 )  

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