Ai May I Refuse non piace stupire con effetti speciali: la loro è una musica che nasce dal cuore e punta dritto a smuovere emozioni in chi ascolta.
Il quartetto fiorentino dopo un lungo periodo di pausa ritorna alla ribalta con un disco dedicato alle stagioni dell’anima, dieci romantiche composizioni pop-rock che non hanno niente da invidiare ai fin troppo celebrati colleghi britannici.
Ciò che coivolge in questo lavoro è la grande capacità dei MIR di creare ariose melodie pur partendo da strutture fisse, con una costante rincorsa melodica tra chitarre e piano su cui si eleva la languida voce di Leopoldo Giacchetti, che a tratti sembra cantare col cuore in mano.
E’ su questo campo che i MIR convincono, giocando sulle emozioni e dimostrando di sapersi mettere in gioco completamente, costruendo canzoni che magari non hanno nella varietà compositiva la loro componente principale, ma che nella maggior parte dei casi riescono a toccare corde nascoste in chi ascolta.
Così ci si ritrova, quasi senza volerlo, a cantare il ritornello di “Constellation”, dopo aver assaporato la struggente malinconia di “Athens” ed essersi lasciati sedurre dalla romantica “Odyssey”, non senza essere passati per i meandri ariosi della sincopata “Moon”.
I MIR con Weather Reports ci consegnano un lavoro sincero, che colpisce per la limpidezza dei suoni e per l’intensità delle trame melodiche.
Un disco che punta dritto al cuore e che non mancherà di suscitare emozioni, il che non è da tutti.
Massimiliano Locandro
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