LA
RIGENERAZIONE
di Italo Svevo, adattamento Nicola Fano, regia di Antonio Calenda
con Gianrico Tedeschi, Valeria Ciangottini, Fulvio Falzarano, Francesco Benedetto, Gianfranco Candia, Carlo Ferreri, Zita Fusco Ivan Lucarelli, Sveva Tedeschi. Scene Pier Paolo Bisleri, costumi Stefano Nicolao, musiche originali Germano Mazzocchetti, luci Nino Napoletano
Al Teatro della Pergola fino al 7 dicembre
Il burattinaio Svevo si balocca con un mondo borghese arido, fatto di marionette benpensanti, eppure sfrontate nella loro incapacità di cogliere l’importanza del rispetto, ove non sia decoro. Ma un vecchio illuso da un intervento miracoloso percepirà la discrasia tra la felicità e la conoscenza, si accorgerà dell’impalpabile velo di ipocrisia che copre le nostre vite. “Credere è vivere meglio”, non indovinare, non cogliere la realtà è l’unico modo per non conoscere la sofferenza e il rimpianto.
Questo vuoto, intelligentemente rappresentato da una scenografia minimale ma con un tocco beffardo di stantio (con evidenti richiami alle scene di Maurizio Balò ne “Le tre sorelle”), fa da cornice a una storia ricca di vivacità e di ironia, in cui l’ombra di Svevo incombe costantemente a sottolineare l’umorismo inconsapevole delle marionette.
La sagacia dei dialoghi lascia dal canto suo spazio all’eccellente interpretazione di Fulvio Falzarano e, soprattutto, alla gigantesca prova di Gianrico Tedeschi, che domina la scena con un’autorevolezza rara, di una forza fresca e potente. Tedeschi e il teatro sono il frutto di un connubio imprescindibile, magnifico, perfettamente orientato a raccontare con ilarità una storia ordinaria, a fare una scommessa contro la violenza della mediocrità televisiva, a sfidare, con una storia triste che fa ridere, mille orrende storie felici che fanno solo piangere.
Giulio Gori
con Gianrico Tedeschi, Valeria Ciangottini, Fulvio Falzarano, Francesco Benedetto, Gianfranco Candia, Carlo Ferreri, Zita Fusco Ivan Lucarelli, Sveva Tedeschi. Scene Pier Paolo Bisleri, costumi Stefano Nicolao, musiche originali Germano Mazzocchetti, luci Nino Napoletano
Al Teatro della Pergola fino al 7 dicembre
Il burattinaio Svevo si balocca con un mondo borghese arido, fatto di marionette benpensanti, eppure sfrontate nella loro incapacità di cogliere l’importanza del rispetto, ove non sia decoro. Ma un vecchio illuso da un intervento miracoloso percepirà la discrasia tra la felicità e la conoscenza, si accorgerà dell’impalpabile velo di ipocrisia che copre le nostre vite. “Credere è vivere meglio”, non indovinare, non cogliere la realtà è l’unico modo per non conoscere la sofferenza e il rimpianto.
Questo vuoto, intelligentemente rappresentato da una scenografia minimale ma con un tocco beffardo di stantio (con evidenti richiami alle scene di Maurizio Balò ne “Le tre sorelle”), fa da cornice a una storia ricca di vivacità e di ironia, in cui l’ombra di Svevo incombe costantemente a sottolineare l’umorismo inconsapevole delle marionette.
La sagacia dei dialoghi lascia dal canto suo spazio all’eccellente interpretazione di Fulvio Falzarano e, soprattutto, alla gigantesca prova di Gianrico Tedeschi, che domina la scena con un’autorevolezza rara, di una forza fresca e potente. Tedeschi e il teatro sono il frutto di un connubio imprescindibile, magnifico, perfettamente orientato a raccontare con ilarità una storia ordinaria, a fare una scommessa contro la violenza della mediocrità televisiva, a sfidare, con una storia triste che fa ridere, mille orrende storie felici che fanno solo piangere.
Giulio Gori
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