« D.E.A. utopia» espone in copertina un’opera a colori dello scultore, pittore e orafo Fabio Gianni («Exit I», foto di M. D’Amato), un esempio del suo «uso di materiale alternativo» per costruire «strutture con rilievi e movimenti armonici»: «Ag925, composto chimico a reazione, lente ottica» si fondono a comporre una sorta di Macchina Fotografica/Lanterna Magica, in linea con gli interessi dominanti D.E.A. in campo artistico. Ma è soprattutto la grande varietà di proposte e produzioni supportate dalla Galleria, ciò che emerge da questo numero: all’opera di Fabio Gianni si accompagna infatti una lunga lista di argomenti, un anticipo dei contenuti della rivista: «Arte e… / mixage / psicologia / attualità / cinema / teatro / musica / interviste / libri / cultura / stages ‘97».
“Utopia” è anche il nome della nuova Libreria con cui collabora l’Associazione in questi anni e condivide gli spazi, unendo le arti visive all’informazione; la fotografia, la scultura e la pittura alla letteratura e alla presentazione di eventi (tra cui libri e i suoi autori).

Ma le pagine di copertina di questo numero sono interamente dominate dalle arti plastiche e visive: nella quarta è quindi lo scatto di un’opera di Gigliola Caridi, già nota come poetessa, ma che «[dal] 1995 inizia a occuparsi di assemblaggi e pitto-sculture, creando figure plastiche ed essenziali, realizzate principalmente in metacrilato e metalli preziosi». «Balance» (argento, metacrilato, lega di metalli sottoposta a bagno galvanico) è un esempio di quest’arte essenziale ma carica di eleganza, nell’accostamento di materiali puri in un deciso slancio verticale. Al suo fianco è poi un elegante nudo di Silvana Grippi (foto graficizzata da Adriana Ardy) «Alla ricerca dell’Utopia», un flauto di Pan suonato però in un ambiente dai colori stravolti e stranianti, dove l’effetto negativo/positivo propone con forza l’idea dell’irraggiungibilità dell’Utopia, in uno slancio destinato a protrarsi all’infinito.
Con questo numero, D.E.A. inaugura un nuovo impegno e una nuova apertura alle molteplici componenti della cultura: da qui in avanti, i contributi non saranno più solo quelli dei soci, ma anche quelli di volontari e collaboratori ‘esterni’: artisti, studiosi, opinionisti… e tutti i rappresentanti di un tessuto sociale ricco e variegato.
Nel «Bilancio di fine anno», i collaboratori della Rivista annunciano: «La diffusione della rivista D.E.A., contrariamente alle pessimistiche previsioni, è aumentata. Ci sembra un risultato importante, data l’attuale crisi della “carta stampata”! La nostra pubblicazione, occupandosi di argomenti socio-culturali di pubblico interesse, ha suscitato l’approvazione dei lettori come si rileva dalle numerosissime lettere di incoraggiamento e stima, pervenuteci in redazione. Questo ci ha stimolato e convinto a resistere e a perseverare… La redazione, anche se sciolta, ha continuato a collaborare, professionalmente compatta, permettendo così l’uscita dell’ultimo numero del 1996.
Per il nuovo anno si profilano grosse novità. Attendiamo dunque anche le proposte dei lettori. A presto.» (p. 3)
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