[cfr. prima parte]
Nel numero successivo, il Direttore responsabile Silvana Grippi annuncia, in una breve ma sofferta «Nota di redazione» (p. 3), la necessità di «sciogliere, sebbene a malincuore, l’attuale redazione». Dietro a questa scelta stanno «motivi logistici» e «mancanza di fondi economici», ma anche il sopraggiungere di una serie di divisioni interne, effetto inevitabile di una scelta d’impostazione tanto coraggiosa quanto carica di rischi. È ciò che afferma il motto riportato sul primo numero dell’anno, accanto a una foto che ritrae Paolo Felicetti: «Questa rivista è… / è viva perché… / la vita è polemica / la polemica è vita» (p. 3). E se la defezione di Pina Vicario, redattrice «a tempo pieno» degli ultimi due numeri della rivista, è dovuta a «sopraggiunti impegni personali», il progressivo allontanamento di Paolo Felicetti (che continua comunque a comparire nella lista dei Collaboratori) sarà una delle note negative più forti di questo anno. Una scelta che comunque, nonostante gli effetti immediati sulla rivista, rappresenta anche un’affermazione dei principi-cardine dello stesso progetto D.E.A.: la necessità di seguire sempre la propria strada, senza mai lasciarsi uniformare da un pensiero comune o dominante, anche quando questo possa creare conflitto, polemica, e qualche inevitabile rottura.
La strada percorsa da D.E.A. è questa: una storia non priva di perdite, conflitti, divisioni e defezioni, ma anche una continua occasione di scambio e di confronto, senza mai temere l’incontro con il nuovo e il diverso, ma sfruttandolo come stimolo per procedere oltre.

«DEA aguardiente» (foto di copertina: sgf) è il titolo del secondo numero dell’anno(3/4): un’occasione per far conoscere il gruppo di musica e danza composto da Laura Torricini (ballerina), Luigi Cardigliano (cantante e musicista) e Simone Chiappi (chitarrista); un gruppo che «nasce come incontro fra artisti provenienti da varie esperienze e uniti dalla passione per il flamenco», che unisce «musica, movimento e canto senza disperderne la carica emotiva nel tentativo di raggiungere il “duende”».
“Aguardiente” è la forma spagnola del nostro Brandy, acquavite: e il riferimento all’alcool è forse un’allusione alle qualità ‘inebrianti’ del canto e del ballo spagnoli, come evidenziato dalla foto di copertina, che ritrae la Torricini in un momento della sua danza, immersa in un ambiente carico di suggestioni.
La quarta di copertina conferma poi il continuo interesse per la controinformazione, con la presentazione del programma di «“L’altrovertice” – Un’Europa dei popoli tra i popoli», una serie di incontri promossi dal Comune di Firenze, per stimolare un momento di dialogo e d’incontro tra culture. La presentazione degli Aguardiente rappresenta un altro esempio della costante collaborazione di D.E.A. con le attività del Comune: lo Spettacolo di Flamenco fu infatti uno dei momenti nella serie di incontri e spettacoli “Il mondo in piazza”, organizzato nella primavera del 1996 presso la Piazza dell’Isolotto. Nella retrocomposizione vi sono quattro foto (in un formato più piccolo del solito, per lasciare spazio al programma de “L’altrovertice”), che vedono la prima collaborazione di Sandro Bini, con lo scatto dal titolo «Pubblicità»: un b/n dai forti contrasti, che coglie un manichino vestito da sposa su uno sfondo oscuro e impenetrabile – macchia bianca di un’umanità ormai ‘di plastica’, in forte contrasto con la vitalità esuberante della prima di copertina. Nelle altre foto: una coppia «Esso/Essa» (lui nero, lei bianca); Umi A. Vaughan un uomo di spalle davanti al colonnato di Piazza del Vaticano (e qui è nella ‘macchia nera’ la vera umanità, in contrasto col bianco del travertino sullo sfondo); infine Consuelo lancia il suo umanissimo (ma un fin troppo ‘metropolitano’) «GRRR…» di fronte a un cartello di Lavori in Corso.
[continua]
Simone Rebora
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