Dopo un anno di interruzione, riprende qui la Storia della DEA, nell'intento di raccontare l'anno 1996.
Con il primo numero della Rivista (1/2), torna il Concorso Fanzine “Libera l’idea”. Nella seconda di copertina ne è annunciata la premiazione, con una mostra («per gentile concessione della Sala Espositiva del Consiglio del Quartiere Uno») presso il Palazzo Cocchi Serristori, in Via dell’Anguillara. La seconda edizione del Concorso giunge così al suo traguardo due anni dopo la prima esperienza, conclusasi nel 1994 con la pubblicazione della prima «Fanzine Antologica» (quarto numero dell’anno).
Nel corso di questi due anni, “Libera l’idea” ha consolidato la propria forma e diffuso i propri interessi, attirando un numero sempre maggiore di artisti, provenienti da tutta Italia e non solo: lo dimostrano la lista dei finalisti e la ‘Nota’ riportata in calce:
«La giuria, nonostante le difficoltà che tale operazione comporta, in quanto tutte le opere pervenute sono meritevoli di segnalazione, ha ritenuto doveroso restringere la rosa dei finalisti sui seguenti nominativi:
Assemblaggio-Reportage Davide Dainelli e Angelo Gotti
Racconti 1o Patrizia Agresti; 2o Antonio Salerno; 3o Consuelo
Poesie 1o Lidia Viviani; 1o Lucia Brovelli; 2o Lara Poggi; 2o Carla Brizzi; 3o Gabriella Galanti; 3o Domenico Ferrini
Fotografie 1o Sandro Bini; 2o Mario Passeri; 3o Carmela Abbate; 3o Paola Bondi
Grafica 1o Vincenzo Burlizzi
Pittura 1o Luisella Grondona; 2o Maria Brogi; 3o Gianni Silvestri
Scultura Claudio De Gasperi
Fumetti 1o Simone Pieralli; 2o Francesco Federici; 3o Nicola Formosa; 3o Eugenio Casini
Segnalazione del miglior artista straniero: Samuel Koska (Praga)»
Nella Giuria troviamo nomi già noti, nell’assidua collaborazione alla rivista («G. Caridi – A. Fiorentino – S. Grippi – S. Marti – P. Vicario – A. Visconti»), oltre al prof. Pio Baldelli, in veste di Presidente.
All’attuale premiazione si accompagna poi l’annuncio di una nuova edizione, in una breve Nota del Direttore: «Il bando del “Fanzine 3” può essere richiesto, anche per posta, alla redazione. La premiazione si prevede per la fine del corrente anno» (il Bando completo è esposto in terza di copertina).

Le immagini scelte per la copertina di questo numero rappresentano un commento visuale all’edizione del Concorso. Una ragazza addossata a un muro si offre all’obbiettivo del fotografo, lo sguardo calmo ma deciso, le braccia distese in un gesto che non è una resa, ma semmai un’offerta, di se stessa, così «Com’è». E «DEA Com’è» si apre al lettore proprio come lo sguardo di questa ragazza, decisa e sicura, pur essendo ‘messa al muro’, non potendo – ma soprattutto non volendo – più fuggire.
La metafora si completa poi confrontando la quarta di copertina, dove la stessa ragazza, di fronte allo stesso muro, è però girata di spalle, le braccia questa volta tese verso l’alto, quasi ad aprire come un arco la scritta «Fanzine», ancora una volta tracciata sul muro.
Un circolo che si chiude, una metafora come tutte quelle incontrate finora, ma forse la più significativa, per inaugurare uno degli anni più felici e ricchi di attività, proposte – ma anche conflitti – nella storia del Centro D.E.A.
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