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Ricordando Ferruccio Masini

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Si è svolta Giovedì 17 novembre nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, la presentazione dell’ultimo numero della rivista “Il Portolano”, interamente dedicato alla memoria di Ferruccio Masini (1928-88).

Stefano Lanuzza ha aperto l’incontro introducendo il pubblico alla figura del germanista, poeta, pittore e filosofo, inseguendone “i meandri della via eccentrica”. Un lungo collage di citazioni e riflessioni personali, per condensarne in impossibile sintesi “le mille vite” (Marianelli). Un invito, soprattutto, a leggerne le opere spesso dimenticate – e da molti anni, ormai, non più ripubblicate.

Mario Specchio si è poi disteso in una lunga rievocazione dell’amico e uomo – di una statura intellettuale, in vita, comparabile a quella dei soli Luzi e Bilenchi. Anch’egli sottolineandone il carattere multiforme di intellettuale (con i suoi “registri innumeri bruciati al fuoco di una stessa fiamma”), Specchio ha poi ridato vita alla Sospensione tonale della sua poesia, con una splendida lettura tratta dalla raccolta omonima. Ma la rievocazione ha toccato anche i più alti livelli di speculazione filosofica, richiamando in causa i “suoi” Kafka e Nietzsche, la sua vocazione (di matrice nietzschiana) ad “uscire dai concetti per trasformarli in immagini”, per “recuperare alla poesia un’epistemologia che non è più solo logos”.

Di fronte a tale profondità di analisi (chiusasi su una delle più splendide immagini di ulteriorità – nell’aforisma del vento e della nube, che s’incontrano solo oltre il termine della notte) Michele Brancale ha scelto d’impostare il suo intervento all’insegna dell’ironia – quell’ironia tanto cara a Masini, specie quanto rapportata all’inevitabile dolore del vivere.

L’incontro è stato introdotto ed organizzato da Paola Lucarini (Presidente dell’Associazione “Sguardo e Sogno”), che ha deliziato il pubblico con le splendide letture di alcune tra le più suggestive poesie di Masini. Al termine sono anche intervenuti Ernestina Pellegrini, che ha brevemente descritto la storia de “Il Portolano”; Giuseppe Bevilacqua, raccontando il suo lungo rapporto e il primo incontro con il giovane Masini; e Maria Fancelli, che ne ha tracciato il singolare ritratto di germanista.

Per DEApress, Simone Rebora

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