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La città di Milano, grazie alle ultime amministrazioni (Formentini, Albertini e soprattutto Letizia Moratti) sta attraversando il periodo più buio, oscurantista e anacronistico del Dopoguerra.
Una città perduta in un anonimato senza speranza e senza alcuna aspirazione. Una città attraversata solo da correnti di clientelismo e di corruzione, senza rispetto per l'ambiente né dei cittadini. Una città sempre più preda del cemento e di oscene costruzioni senza grazia né anima, espressione dilagante del malaffare e di una incultura arrogante. Ecco il punto, Milano è la vera metropoli italiana senza aspirazioni culturali e senza guide. Non bastano alcuni insignificanti o sgradevoli spazi espositivi (il Museo del Novecento, una vergogna che chiede vendetta, sia dal punto di vista architettonico che contenutistico), diretti da dilettanti allo sbaraglio, figli di una politica distorta e clientelare.
Giuliano Pisapia, il sindaco in pectore, a cui auspichiamo un ineccepibile successo, è uno straordinario professionista e un'ottima persona. Speriamo che diventi, attraverso l'umiltà e il desiderio di apprendere, anche un buon amministratore.
Ma noi milanesi vogliamo soprattutto un amministratore delle piccole cose quotidiane, non un teorico dei grandi sistemi come è stata Letizia Moratti.
Vorremmo strade e quartieri puliti, marciapiedi per i pedoni e non parcheggi per le vetture o motorini impazziti. Vorremmo giardini curati e custoditi in ogni quartiere. E vigili urbani e poliziotti, finalmente in strada, a colloquiare e a dare consigli alla gente.
Caro Giuliano Pisapia, dopo la tua elezione e quando vorrai, ti inviterò, totalmente a mie spese, a Praga: ti porterò a visitare Prague Biennale, un incredibile esempio di creatività Made in Italy (a costo quasi zero) che però non ha trovato spazio in Italia, né a Milano né altrove. Insieme andremo a visitare alcuni tra le centinaia di parchi cittadini, tutti attrezzati per anziani e bambini, con tantissimo verde e con sorridenti poliziotti a vigilare e a collaborare con tutti. Vorrei portarti all'Ufficio doganale di Praga, dove ti accolgono in una sala con fiori e tavoli puliti, offrendoti caffé, thé, biscotti e cioccolatini. Collaborando con te, amichevolmente, per risolvere gli eventuali problemi o errori commessi.
Caro Giuliano Pisapia, sto forse parlando di un altro pianeta? No, semplicemente di una città a un'ora di volo, uscita da poco dalla tragica realtà comunista ma già molto più moderna di Milano e dove, guarda un po' gli incarichi, soprattutto a livello culturale, vengono affidati agli specialisti e non al primo portaborse.
Caro Giuliano Pisapia, il mondo della cultura di Milano ti chiede un po' di impegno e serietà. Fai ripartire questa città culturalmente depressa, amareggiata e rassegnata, allontanando da te e dai posti chiave, per quanto sarà possibile, impostori e opportunisti. E poi, ricorda, noi ti vogliamo vedere all'opera soprattutto per le piccole cose di ogni giorno.
Buon lavoro caro Giuliano, e auguri, soprattutto a noi.
Giancarlo Politi giancarlo.politi@tin.it
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