Riceviamo e pubblichiamo da alberto.dicintio@unifi.it:
"L’ultima prova dello smantellamento dell'università l’abbiamo avuta con la presentazione in questi giorni del Programma Nazionale di Riforma (PNR) che offre al lettore, alla pag. 61, una preoccupante tabella nella quale si valuta l’impatto finanziario delle misure del PNR. Alla voce “capitale umano e innovazione” (il che è come dire scuola, università, ricerca) si legge di «minori spese» per 4 miliardi e 561 milioni per ogni anno che va dal 2012 al 2014. In totale, 13 miliardi 683 milioni in tre anni che, a valori correnti, è quanto ricevette l’Italia col Piano Marshall dal 1948 al 1952. Economie di spesa che comprendono quelle già previste fino al 2013 (i tagli annunciati nel 2008 a scuola e università), mentre la novità è la «minore spesa» per il 2014. Qiundi un ulteriore batosta giacchè minori spese sono ulteriori tagli sulla spesa preventivata. Ora, per la ricerca e l’università (oltre che per la scuola) in particolare riesce difficile dire dove si possa tagliare ulteriormente: le retribuzioni dei docenti sono bloccate in maniera indiscriminata - senza distinguere tra il super stipendio del rettore e il micro stipendio del ricercatore appena assunto - fino al 2013, senza alcun avanzamento di carriera e senza neppure l’adeguamento automatico ISTAT; il Fondo di Finanziamento ordinario dell’Università è all’osso, con un 2012 che si annuncia essere l’anno
del collasso economico del sistema universitario pubblico; gli enti pubblici di ricerca sono stati depredati delle risorse che oggi vengono ripresentate sotto forma di Piano Nazionale di Ricerca (1,4 miliardi) per premiare alcuni enti soltanto responsabili di (udite, udite) ben 14 (!) progetti bandiera, lasciando il grosso degli enti nelle sabbie mobili del dissesto finanziario e nell’incertezza sul futuro. Risultato: il sistema è in sofferenza, sottoposto a tensioni incredibili, vituperato e denigrato anche da chi dovrebbe difenderlo e proteggere la sua fondamentale funzione.
Il Piano Nazionale di Riforma è in realtà un piano nazionale di ROVINA.
del collasso economico del sistema universitario pubblico; gli enti pubblici di ricerca sono stati depredati delle risorse che oggi vengono ripresentate sotto forma di Piano Nazionale di Ricerca (1,4 miliardi) per premiare alcuni enti soltanto responsabili di (udite, udite) ben 14 (!) progetti bandiera, lasciando il grosso degli enti nelle sabbie mobili del dissesto finanziario e nell’incertezza sul futuro. Risultato: il sistema è in sofferenza, sottoposto a tensioni incredibili, vituperato e denigrato anche da chi dovrebbe difenderlo e proteggere la sua fondamentale funzione.
Il Piano Nazionale di Riforma è in realtà un piano nazionale di ROVINA.
Alberto Di Cintio
coord. ricercatori facoltà Architettura"
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