Scontri tra copti e musulmani in Egitto
Sabato sera il quartiere del Cairo di Embaba è stato teatro di scontri tra due gruppi di copti e di salafiti che hanno provocato circa 11 morti. Secondo alcune testimonianze, oggetto dello scontro è stata la notizia del sequestro nella chiesa cristiana di Saint Mina, di una donna convertitasi all’Islam.
L’esercito è intervenuto con la forza e ha effettuato numerosi arresti, dovuti anche alla forte preoccupazione da parte delle autorità egiziane che dopo le proteste dello scorso febbraio che hanno portato alle dimissioni di Mubarak, cercano di riportare il paese alla normalità. Il tema religioso è una delle questioni scottanti dell’Egitto poiché la minoranza cristiana, che rappresenta circa il 10% della popolazione, lamenta di essere discriminata (e questo forse potrebbe avere ripercussioni nei rapporti diplomatici tra il paese e gli altri Stati occidentali a maggioranza cristiana). La questione torna dunque a galla, sebbene durante gli scontri anti-regime di questo inverno le due fazioni religiose avevano solidarizzato e dimenticato la strage di capodanno ad Alessandria d'Egitto attribuita a estremisti islamici, dove un'autobomba era esplosa tra il 31 dicembre e il 1 gennaio davanti ad una chiesa alla fine della messa di mezzanotte, provocando 23 morti.
Sull’accaduto è intervenuto anche il Gran Mufti Ali Gomaa, una delle più alte autorità religiose del Paese, affermando che i responsabili delle violenze non possono essere persone veramente religiose, cristiane o musulmane, e che occorre in questo momento delicato per le sorti dell’Egitto, non mettere a repentaglio la sicurezza del Paese.
(Fonte: Ansa, Blitz quotidiano)
Roberta De Luca/DEApress
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