Da domenica Al-Wasat, il maggiore quotidiano di opposizione in Bahrain, ha cessato le pubblicazioni. La censura segue una comunicazione ufficiale del Ministro dell'Informazione sulla TV di Stato. L'agenzia di stampa governativa accusa Al-Wasat di aver tenuto un comportamento illecito nella copertura della rivolta sciita che da Febbraio infiamma il paese. Secondo le autorità, il quotidiano avrebbe fabbricato false notizie relative ad abusi polizieschi e sono già state annunciate indagini al riguardo. Fin dal mese scorso le autorità governative del Bahrain hanno dichiarato lo stato di emergenza, inasprendo i controlli su internet e carta stampata (fonte: Al Jazeera).
ll conflitto in atto nell’arcipelago, governato fin dal XVIII secolo dalla dinastia Khalifah, ha origine dalla richiesta di maggiori aperture democratiche. I musulmani di dottrina sciita costituiscono circa il 70% della popolazione, tuttavia l’accesso a cariche pubbliche e militari è loro precluso dalla minoranza sunnita al potere. I processi di naturalizzazione per stranieri di dottrina sunnita, al contrario, sono agevolati dal governo nel tentativo di riequilibrare le proporzioni religiose sul piano demografico.
La rivolta esplosa a Febbraio ha finora visto le autorità rispondere con inaudita brutalità. Il governo ha invocato l'intervento del Consiglio di Cooperazione del Golfo, alleanza militare guidata dall'Arabia Saudita. Lo scorso 16 Marzo i militari hanno ucciso 6 manifestanti e provocato centinaia di feriti nella capitale Manam. L'ingresso di truppe straniere in Bahrain ha provocato la reazione dell'Iran (nazione a maggioranza sciita che supporta la protesta in atto) e la rottura delle relazioni diplomatiche fra i due paesi. Gli insorti hanno invocato l'aiuto di ONU e Stati Uniti, ma solo pochi giorni fa il segretario di stato Hillary Clinton ha pubblicamente auspicato una via politica alla risoluzione del conflitto (fonte: Al Jazeera).
Nonostante gli Usa abbiano criticato l’operato del Consiglio di Cooperazione del Golfo, un diretto coinvolgimento degli americani nel conflitto in atto sembra alquanto improbabile. Non dobbiamo dimenticare che Bharain e Arabia Saudita sono fra i maggiori alleati degli Stati Uniti nella regione. Fino a questo momento, alcuni organi di stampa hanno addirittura tentato di ricondurre all’influenza iraniana le ragioni della protesta, avvallando di fatto l’intervento militare saudita. Come sempre, l’opportunismo economico determina l’applicazione di due pesi e due misure nella gestione delle crisi in atto a livello internazionale, e a farne le spese sono ancora una volta civili inermi.
Federico Fragasso
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






