L’esercito di Saif Gheddafi, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, è vicino alla città di Tripoli roccaforte dei ribelli, dove si è insediato il Consiglio Nazionale della Libia Liberata.
L’annuncio arriva questa mattina, 16 marzo, dopo un’intervista da parte di Euronews al figlio del colonnello, il quale dichiara che le forze governative sono vicine a Bengasi che cadrà in meno di 48 ore. La tv libica questa mattina si è rivolta ai cittadini della città controllata dai dissidenti esortandoli a consegnare le armi, e rassicurandoli che non ci saranno ripercussioni.
Questa mattina già è stato messo in atto il primo attacco da parte delle forze pro-Gheddafi contro la città di Misurata, a est di Tripoli, provocando 4 morti e una decina di feriti, come ha riferito un portavoce dei rivoltosi.
Intanto la comunità internazionale si divide in merito alla proposta da parte della Francia di intervenire militarmente in Libia insieme a diversi paesi arabi. Solo la Gran Bretagna apoggia Sarkozy mentre gli Stati uniti si mostrano titubanti e l’Italia si dichiara contraria. Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha dichiarato di essere favorevole a sanzioni politiche e economiche mentre si mostra contrario a un attacco militare. Il titolare della Farnesina ha infatti sottolineato che ci sono buone prospettive di organizzare il vertice tra Ue, Unione africana e Lega Araba nei prossimi 7 giorni per arrivare a conclusioni condivise e favorire l'adozione in Consiglio di Sicurezza di un pacchetto di misure che includa il cessate il fuoco.
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