Autorità e singoli individui hanno lanciato i loro moniti. Per fare ascoltare la propria voce alcuni hanno compiuto gesti plateali che, anche se dettati da buone intenzioni, non sempre sono stati accolti favorevolmente.
Ci sono anche varie organizzazioni che lanciano l’allarme contro le minacce ambientali. Esse includono l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente e Greenpeace. Alcuni si limitano a denunciare i problemi ambientali quando interferiscono col loro lavoro; altri si sono dedicati completamente alla questione. Greenpeace è famosa perché invia i suoi attivisti nelle zone calde sotto questo profilo, richiamando l’attenzione sul temi quali il riscaldamento globale, le specie in via d’estinzione e i pericoli derivanti dal modificare geneticamente animali e piante.
Alcuni attivisti dicono di usare “metodi creativi per denunciare i problemi ambientali del pianeta”. Gli argomenti certo non mancano. Per esempio, sono giunti ripetuti avvertimenti, sia da parte di singoli individui che di organizzazioni, circa i pericoli dell’inquinamento dell’acqua. Tuttavia il quadro che si presenta è piuttosto tetro. Un miliardo di persone non ha accesso ad acqua potabile sicura. Secondo la rivista Time, “3.400.000 persone muoiono ogni anno per malattie contratte a causa dell’acqua contaminata”. Secondo una pubblicazione delle Nazioni Unite “l’inquinamento atmosferico uccide ogni anno da 2.700.000 a 3 milioni di persone e ne danneggia la salute di oltre un miliardo e 100 milioni”. In effetti, nonostante gli avvertimenti e le azioni intraprese finora, i problemi legati a questi elementi essenziali alla vita non hanno fatto che peggiorare.
Per molti la situazione è paradossale. Sulle tematiche ambientali si hanno a disposizione più informazioni che mai e il numero di coloro che si interessano alle problematiche ecologiche, sia individualmente che a livello organizzato, non è mai stato così alto. I governi hanno istituito appositi ministeri per contribuire alla risoluzione dei problemi ambientali. Nell’affrontare ciò disponiamo di una tecnologia senza precedenti. Eppure, non si intravedono segni di miglioramento. Perché?
Il progresso industriale avrebbe dovuto rendere a tutti la vita più facile, e in un certo senso l’ha fatto. Tuttavia ad aggravare i problemi ambientali del pianeta è proprio questo “progresso”. Apprezziamo le invenzioni e le innovazioni che si immettono nel mercato, ma spesso per produrre e utilizzare questi ritrovati tecnologici sono state rovinate alcune parti del mondo. Ne sono un esempio i veicoli a motore. Questa invenzione ha reso i viaggi più veloci e più facili. Pochissimi sarebbero disposti a tornare ad usare cavalli e calessi. Ciò nonostante i moderni mezzi di trasporto hanno contribuito a far sorgere tutta una serie di problemi. Uno di essi è il riscaldamento globale. Con l’invenzione di congegni che sprigionano milioni di tonnellate di gas, l’uomo ha alterato la composizione chimica dell’atmosfera. A quanto pare questi gas causano il cosiddetto effetto serra, che provoca il riscaldamento dell’atmosfera. Nel secolo scorso le temperature sono aumentate. L’EPA, l’ente americano per la protezione ambientale, riferisce che “i 10 anni più caldi del XX secolo si sono verificati tutti negli ultimi 15 anni del secolo”. Alcuni scienziati ritengono che nel XXI secolo la temperatura media del pianeta potrebbe salire di 1,4-5,8°C.
Si prevede che l’aumento della temperatura causerà altri problemi. I ghiacciai dell’emisfero boreale si stanno assottigliando. Agli inizi del 2002 nell’Antartide una sezione di 3.250 chilometri quadrati di piattaforma glaciale si è disintegrata. Nel corso di questo secolo il livello del mare potrebbe salire notevolmente. Dal momento che un terzo della popolazione mondiale vive vicino al mare, ciò significherebbe la perdita di case e terreni agricoli. Comporterebbe grossi problemi anche per le città costiere.
Alcuni scienziati dicono che le temperature più alte provocheranno un aumento delle precipitazioni e che condizioni meteorologiche proibitive si verificheranno con maggiore frequenza. C’è chi sostiene che gravi nubifragi come quelli avvenuti in Francia nel 1999, in cui sono morte 90 persone e sono andati distrutti 270 milioni di alberi, siano solo un’anticipazione di quello che ci attende. Altri ricercatori ritengono che i cambiamenti climatici causeranno il diffondersi di malattie come malaria, dengue e colera.
L’esempio dei veicoli a motore dimostra quanto siano complesse le implicazioni della tecnologia: invenzioni utili per la gente in generale possono causare una serie di problemi concatenati che influiscono su diversi aspetti della vita. È vero quanto dice una pubblicazione delle Nazioni Unite: “Ogni progresso tecnologico comporta potenziali benefìci e potenziali rischi, alcuni dei quali non sono facili da prevedere”. — Human Development Report 2001.
Spesso per risolvere i problemi ambientali ci si rivolge proprio alla tecnologia. Per esempio, gli ambientalisti condannano da tempo l’uso dei pesticidi. Quando si ottennero piante geneticamente modificate che avrebbero ridotto o eliminato il bisogno di pesticidi, sembrò che la tecnologia avesse trovato la soluzione giusta.Ma l’esperienza ci insegna che le “soluzioni” il più delle volte sortiscono l’effetto contrario causando altri problemi.
Francesca Toccacielo.| Share |
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