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Il punto sulla situazione della guerra

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La notizia del giorno è che il ruolo di "paciere" è ormai quasi esclusivamente monopolizzato da Erdogan. Infatti mercoledì a Istambul le delegazioni russa e ucraina torneranno a parlarsi "faccia a faccia". Il fatto che solo il leader turco, quello con le mani "più sporche di sangue" tra i leader Nato faccia segnare qualche progresso all'idea di una pace negoziata è indicativo di quanto poco l'Occidente voglia la pace. A onor del vero anche Macron ha ripetutamente cercato di giungere a un qualche accordo, e ha anche blandamente criticato l'epiteto di macellaio che Biden ha affibbiato a Putin, ma la Francia non ha guadagnato nulla da questa guerra nè ha qualche interesse nell'allargamento del conflitto. Invece la Turchia ha molto da guadagnare nell'indebolimento della Russia, e se persino Erdogan ha paura che la situazione possa sfuggire di mano un pò a tutti, è segno che davvero "siamo su una brutta strada". Il nostro Draghi non può quindi che "accodarsi" al "trend" del momento, accantonando momentaneamente i suoi sogni bellici. 

Dopo lo sfoggio muscolare sul territorio polacco, di qualche giorno fa, ossia in uno dei paesi meno attenti ai diritti umani della Comunità europea, comunque anche Biden "ha un pò ridimensionato i toni" o almeno i suoi consiglieri devono avergli spiegato che cos'è la diplomazia. Un cambio di regime in Russia, adesso non è in programma, puntualizza il il segretario di Stato, Blinken, e anche l'alto rappresentante Ue, Josep Borrell ha dovuto asserire che questo sarebbe stato un pò oltre la giurisdizione dell'Occidente.

Zelensky vuole carri armati e aerei e adesso accusa l'Occidente di "mancanza di coraggio". Chiaramente la strategia del leader ucraino è quella di "tirarla alla lunga" nella speranza (non del tutto infondata) che alla fine l'Occidente intervenga direttamente in suo favore. E' un gioco che può riuscire, ovviamente a scapito della popolazione mondiale che non vuole una terza guerra mondiale. Comunque il leader ucraino si sta dimostrando obbiettivamente un pò ingrato, dopo tutto quello che l'Occidente ha fatto per lui...Le continue forniture militari hanno un costo, e nessuno può dire se l'Ucraina sarà mai  in grado di pagare tutto quello che le è stato inviato, mandare roba più costosa sembra davvero un cattivo affare, anche se l'obbiettivo "pagante" è quello di indebolire la Russia.

Se una pace negoziale qualunque essa sia, rischia di essere una sconfitta per l'Occidente che non ha potuto/saputo impedire a Putin di fare quello che voleva, il leader russo ha involontariamente mostrato tutte le "magagne" dell'apparato militare russo, distrutto da decenni di corruzione. Per salvare un minimo di apparenza, adesso "l'obbiettivo minimo" sembra essere la città di Mariupol nonchè le parti russofone ancora sotto il controllo ucraino. Sebbene Mariupol sia  notoriamente sede dei gruppi più apertamente neonazisti tra quelli che combattono per l'Ucraina (come il famigerato "battaglione Azov") è scontato prevedere che questi ultimi "la faranno franca", ma che la popolazione civile non sarà così fortunata, come sempre succede in questi casi. Da più parti ci si aspetta ulteriori scene cruente perchè Putin possa "salvare la faccia".

Fabrizio Cucchi /DEApress

Fonti: Ansa, Adnkronos

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Marzo 2022 00:28 )  

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