
(foto: Kara Murza Cat - Da Wikipedia)
Durante la seconda guerra mondiale i giapponesi hanno eseguito numerosi esperimenti sui prigionieri di guerra, e anche sui civili, in Cina. Questi esperimenti erano soprattutto correlati alla guerra batteriologica e chimica. Furono condotti regolarmente esperimenti per testare gli effetti di malattie, virus e infezioni, con l’obiettivo di sviluppare delle armi dai virus e dai batteri. C'era un' unità speciale dell'esercito giapponese addetta a ciò. Si chiamava unità 731. Venivano usati dei campi prigionieri apposta vicino alle montagne, in zone remote. Wikipedia riporta un'elenco di questi esperimenti tra cui spiccano molti esempi di crudeltà.
In alcuni di questi fu effettuata l'iniezione di batteri coltivati da pulci infette, altri prigionieri furono deliberatamente infettati direttamente con sifilide e gonorrea, o tubercolosi; ad altri ancora venne tolto lo stomaco, o il fegato, i polmoni o altri organi; o addirittura il cervello in operazioni senza anestesia. A volte gli arti venivano amputati ed attaccati ai lati opposti del corpo. Alcuni prigionieri furono appesi per i piedi a testa in giù, per osservare quanto tempo impiegavano a morire per asfissia. Fu testata la velocità di insorgenza dell’embolia attraverso l’iniezione di bolle d'aria nel flusso sanguigno. Ad alcuni prigionieri fu iniettata urina di cavallo nei reni. Molti furono semplicemente legati a dei pali ed utilizzati come bersagli per provare bombe batteriologiche, chimiche ed esplosive.
Quello che suscita più orrore, sono gli esperimenti batteriologici. Come già ricordato i prigionieri furono infettati con vari agenti patogeni, tra cui oltre alla silfide e tubercolosi, c'era la peste e la tularemia, detta anche febbre dei conigli. Veniva fatto ciò per studiare i loro effetti e per inventare nuovi metodi di diffusione. Inoltre i parassiti infetti, come le pulci e i pidocchi, i vestiti degli ammalati, e gli alimenti contaminati risultanti di questi esperimenti furono gettati su vari obiettivi.
I soggetti usati come cavie, secondo la maggior parte degli studiosi erano tra i 3000 e i 12000. Altri arrivano a suggerire addirittura un numero prossimo alle 200 000 vittime a causa dei contagi conseguenti agli esperimenti.
Le armi biologiche,così sperimentate vennero in seguito occasionalmente utilizzate sul campo - sempre in Cina. Vennero ideati due tipi diversi di proiettili di artiglieria in cui la carica esplosiva era sostituita da materiale batterico; vennero inoltre prodotte alcuni tipi di bombe batteriologiche ad esempio la bomba cosiddetta " HA" contenente spore di antracosi, e le bombe chiamate "Uji" e "Uji-50", contenenti pulci e farina, le pulci erano infette di peste. Dopo l'impatto con il suolo la farina avrebbe attirato i topi, su cui sarebbero salite le pulci; un'altro tipo era chiamato bomba "RO", contenente fluido batterico, e un tipo chiamato “Madre e figlie”, in cui la bomba madre era equipaggiata con un radio trasmettitore pensato per detonare all’impatto un cluster di bombe contenenti un carico di batteri.
I ricercatori coinvolti in questi crimini di guerra, alla fine del conflitto, ricevettero segretamente l'immunità dagli Stati Uniti, in cambio dell "know how", l'insieme di tecniche e informazioni ottenute che gli statunitensi avrebbero riutilizzato poi nella realizzazione di un proprio programma di armamento biologico. Solo alcuni di questi ricercatori furono catturati dai russi e processati .
Ni Weijun /DEApress
Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_731#Produzione_delle_armi_biologiche
http://www.controappuntoblog.org/2014/01/12/unita-731-armi-biologiche-dellesercito-imperiale-giapponese-e-torture/
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