Un sondaggio del Jerusalem Center for Public Affairs rivela che la maggioranza degli israeliani si oppone a qualunque forma di ritiro dalla Cisgiordania occupata, mentre il 79% ritiene che sia importante mantenere tutta Gerusalemme sotto il controllo eslcusivo dello Stato ebraico.
La notizia è stata riportata dal sito nena-news.it e rivela come la politica del governo ultranazionalista guidato da Netanyahu, che punta ad una nuova ondata di colonizzazione come primo passo verso l'annessione dei territori palestinesi occupati, goda di un ampio consenso tra la popolazione dello Stato ebraico, non solo tra i coloni ed i settori ultraortodossi.
Poco tempo fa l'esecutivo aveva annunciato l'intenzione di avviare la costruzione di una nuova colonia in Cisgiordania, decisione alla quale si deve aggiungere la sanatoria per gli insediamenti illegali ed un crescente ampliamento delle colonie già esistenti (vedi qui).
Secondo i risultati del sondaggio il 77% degli israeliani si opporrebbe al completo ritiro dalla Cisgiordania. Solo il 57% si dichiara contrario se si escludono gli insediamenti coloniali, mentre la quota scende al 44% qualora venissero annessi ad Israele i blocchi delle colonie illegali ed il futuro Stato palestinese rimanesse demilitarizzato.
Uno schiacciante 81% di israeliani afferma, invece, l'importanza di continuare ad esercitare la sovranità sulla strategica valle del Giordano.
Per quanto riguarda le sorti di Gerusalemme, da sempre il centro nevralgico del conflitto israelo-palestinese, il 79% degli israeliani ritiene che sia importante mantenere Gerusalemme unita sotto il controllo di Israele, mentre il 52% si oppone a qualsiasi divisione tra "settori ebraici e arabi". Infine, l'83% è contraria al trasferimento ai palestinesi della moschea di Al-Aqsa, nota tra gli ebrei come il Monte del Tempio.
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