Mercoledì 23 marzo, il parlamento israeliano (il Knesset) ha approvato una legge sulla deportazione delle famiglie dei Palestinesi uccisi dalle forze israeliane e accusati di aver eseguito attacchi contro israeliani.
La legge, proposta dal ministro dei Trasporti israeliano, Israel Katz, e sottoposta al Knesset dal deputato David Bitanem, è stata sostenuta da un'ampia maggioranza dei partiti compreso Yish Atid (partito che si definisce centrista e laico).
Il primo disegno di legge proponeva di deportare le famiglie a Gaza o addirittura in Siria (cioè all'estero, sarebbe come deportare i genitori di un ragazzo italiano in Albania perchè lui è accusato di aggressione a pubblico ufficiale). Il consiglio legale di Israele ha rifiutato la prima proposta di legge solo perchè questa “potrebbe portare all’isolamento globale di Israele”. Ma poi un accordo è stato trovato chiedendo il trasferimento delle famiglie in Cisgiordania e inserendo ulteriori restrizioni ai loro movimenti.
La situazione è particolarmente allarmante: punire le famiglie per i reati commessi da un singolo individuo, in un paese in cui spesso prima si uccide i palestinesi e poi si cerca il motivo (vedi qui , qui o qui). Potenzialmente chiunque potrebbe essere accusato di attacchi contro israeliani e quindi potenzialmente tutti i palestinesi potrebbero essere cacciati dalle proprie terre. Viene da chiedersi se la legge non sia un pretesto per compiere un ulteriore passo nella pulizia etnica dei territori occupati illegalmente da Israele.
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Fonti:
- http://www.infopal.it/?p=82972
- https://it.wikipedia.org/wiki/Risoluzione_242_del_Consiglio_di_sicurezza_delle_Nazioni_Unite
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