Il quotidiano "La Stampa" (lo scorso 31 Gennaio) ci informava della petizione per il boicottaggio degli accordi presi dalle università di Cagliari e Firenze, nonchè dai Politecnici di Torino e Milano con il Technion di Haifa.
La raccolta di firme ha visto l'adesione di oltre 169 membri appartenenti al mondo delle università. Le motivazioni di questa protesta risiedono, particolarmente, nel timore di ricadute militari sulle ricerche e che esse potrebbero essere usate per continuare l'oppressione al popolo palestinese. Spulciando il sito dell'istituzione israeliana, si può infatti notare come alcuni degli ambiti di ricerca - ad esempio l'ingegneria aereospaziale - sono in effetti sospettabili di qualche "scambio" con ambienti militari. I detrattori della protesta rispondano che gli accordi si concentrano nel settore "acqua e agricoltura", ma è facile considerare anche il problema dell'acqua o dell'agricoltura come "di competenza geografico militare" in una regione naturalmente povera dell'elemento come il Medio Oriente. Anche per le nanotecnologie - altro "tema di scambi" - viene da pensare che in vari ambienti si teorizzi un "utilizzo militare" (vedi fonti citate).
La questione è particolarmente sentita (o quantomeno: la petizione è particolarmente osteggiata) a Torino dove il sindaco Fassino si è pubblicamente espresso contro di essa. Bisogna però ricordare che all'Università di Londra, lo scorso anno, un referendum del personale accademico decise un boicottaggio totale degli scambi, una misura ben più radicale di quella chiesta dai professori italiani contro cui si è scagliato Fassino.
Sempre a Torino l'università si è detta solidale con i docenti turchi arrestati dalla polizia per aver firmato un'appello che chiedeva una soluzione pacifica del conflitto curdo. Ma il senato accademico ha comunque deciso di continuare i rapporti esistenti con le università turche. Varie università italiane hanno firmato (o stanno discutendo) appelli sul tema. E' chiaro che anche gli scambi internazionali di conoscenza, specie di natura tecnica, facciano sempre più parte del dibattito politico, dato l'attuale scenario internazionale.
Fabrizio Cucchi, DEApress
https://it.wikipedia.org/wiki/Technion
http://www.technion.ac.il/en/
http://www.altrainformazione.it/wp/2012/06/22/zanzare-droni-le-nuove-nanotecnologie-militari-usa/
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