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Diario di Viaggio - Abitudini iraniane

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Dimenticatevi il materasso in memory foam, quello con le molle insacchettate o il myform di ultima generazione ad alta tecnologia, le reti con 42 doghe e quelle com multistrato in faggio, per non parlare di quelle con balancelle che assicurano flessibilita’ ed ergonomia.
Se venite Iran, dimenticatevi di tutti i sabati che avete trascorso vagando per la citta’ alla ricerca del letto perfetto, perche’ cosi’ facendo, soffrirete un po’ meno, la sera prima di andare a letto, sia che siate ospiti di amici, sia che alloggiate nei tradizionali alberghi.
Sembra quasi che per gli iraniani  il letto sia  una cosa superflua, un pezzo di arredamento di scarsissima importanza. E per certi versi lo e’.
Quando sono stata a casa di Sorush, dopo la cena e le bevute,  e quando sono cominciati I primi sbadigli, sapendo che io, Parastoo e gli altri amici, saremmo rimasti a dormire in casa sua, ho fatto un rapido calcolo mentale. “Cucina, soggiorno e una camera con un letto. Nessun divano- letto. Noi siamo in sei… e dove dormiamo tutti quanti?”. Sorush ha lasciato il letto a me e a Parastoo. Tutti gli altri hanno dormito sul tappeto in soggiorno.
Stesso quesito mi sono posta quando sono stata ospitata dalla famiglia di Nooshin, la sera, prima di andare a letto. “Loro sono in quattro. I genitori dormono nella loro camera, il fratello nella sua, Nooshin nella sua. Dato che non ci sono piu’ camere, io dove dormo? Sul tappeto?” . No, Nooshin mi ha lasciato il suo letto ed e’ andata lei a dormire in soggiorno, sul tappeto.
“Per noi e’ normale” mi ha detto.  “A volte ci sta il babbo a dormire, a volte Behzad e a volte io”.
Commossa dal generoso gesto, prima di addormentarmi  mi sono detta che se anche avessero lasciato a me la postazione –tappeto,  forse il pavimento non sarebbe stato poi tanto meno duro di quel letto. E sicuramente avrei evitato di stare attaccata alla stufa del gas, accesa 24 ore su 24 come si conviene nella miglior tradizione iraniana, che con le sue improbabili esalazioni, per certi versi piu’ efficaci del Valium, ha reso le mie notti decisamente inquietanti.
Ecco, un’altra caratteristica delle case iraniane, in autunno e in inverno, e’ il riscaldamento acceso 24 ore al giorno. Temperatura interna sui 25 gradi, tanto che si sta tranquillamente  con la maglietta a mezze maniche.
Ho provato a ad “educarli” al rispetto dell’ambiente, ma non c’e’ niente da fare. La partita e’ persa in partenza quando si ha a che fare con un Paese, dove praticamente il gas te lo regalano.
Ho chiesto quant’e’ la bolletta mensile, nonostante il consumo esagerato. “Circa 5 euro”.
Ho rinunciato ad educarli.

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