Il cinema che non c’è: dichiarazione d’intenti
A cura di Rino
Poiché “il cinema sembra aver perso il potere d’infrangere l’indifferenza e la stupidità, la volgarità e il finto ottimismo che invadono ogni forma di comunicazione assoggettata al mercato”, tutti faremo leva su quella particolare comprensione di cui ogni individuo ha costantemente bisogno: la condivisione sociale dei sogni fatti ad occhi aperti nei quali si capisce molto di più di chi sogna solo di notte.
Saremo, quindi esentati , da apocalittici fantasy, da affreschi di magia nera, da foschi medievalismi, da piccoli e grandi brividi, saremo affascinati, invece, da miraggi fragili come cristalli e taglienti come spade.
Allora, umiliando la superbia dei potenti ed esaltando la semplicità degli umili, in questa congrega di fissati per la settima arte e la decima musa, il cinema, ci riprenderemo di volta in volta la parola e la libertà.
In sintesi e in piena anarchia, il catalogo è questo:
Tutti i venerdì alla DEAcine
11 maggio - I due mondi di Charlie: Ralph Neeson (USA 1968, c., 106’)
18 maggio - Elvira Madigan: Bo Widerberg (Svezia 1967, c., 84’)
25 maggio - L’imperatore del Nord: Robert Aldrich (USA 1973, c., 118’)
1 giugno - La morte corre sul fiume: Charles Laughton (USA 1955, b/n, 84’)
Settembre/Ottobre/Novembre
Mano pericolosa: Samuel Fuller (USA 1953, b/n, 83’)
Detour: Edgar J. Ulmer (USA 1946, b/n, 65’)
L’occhio che uccide: Michael Powell (GB 1960, c., 109’)
Il corridoio della paura: Samuel Fuller (USA 1963, b/n, 101’)
Sangue blu: Robert Hamer (GB 1949, b/n, 104’)
El Cochecito: Marco Ferreri (Spagna, 1960)
Il coltello nell’acqua: Roman Polanski (Polonia 1962, b/n, 94’)
Il collezionista: William Wyler (USA 1965, c., 119’)
Cinefolli di tutto il mondo, riunitevi!
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