È morto Sante Notarnicola: il poeta/brigante: mi è stato presentato per la prima volta da Angelo Busoni. Eravamo insieme per farlo incontrare con Pio Baldelli e li ho visti piangere insieme.
Sante raccontava poco volentieri della sua infanzia: nato il 15 dicembre 1938 a Castellaneta, un paese di briganti e con uno sguardo verso i normanni. I primi anni dell'infanzia li aveva trasoorsi in un Istituto. Diceva che non ricordava ma aggiungeva anche che quell'esperienza aveva tracciato la sua vita. A tredici anni insieme alla madre decisero di andare a vivere a Torino. Una città dove la rabbia era nell'aria. Dove gli operai lottavano e la povertà era tangibile, dove tutti erano immigrati!
Ben presto si era allontanato dalla sinistra istituzionale e dalla FGCI, poi dal PCI, e si avvicinò ai gruppi dell'anarchia e della sinistra rivoluzionaria.
Nel 1963 con la Banda Cavallero compie una serie di 18 rapine che serviranno per finanziane azioni rivoluzionarie. Il 25 settembre 1967, finisce la sua militanza a Milano quando la polizia interviene sparando in mezzo alla folla, nel tentativo di prendere i rapinatori. Si conclude con 4 morti.
Dopo otto giorni di latitanza, tra le campagne inospitali della Pianura Padana, Notarnicola e Pietro Cavallero vengono arrestati il 3 ottobre. Il processo presso la Corte di Assise di Milano inizia il 3 giugno 1968 e dura 21 udienze; la sentenza dell8 luglio infligge l'ergastolo a Notarnicola, a Cavallero e Rovoletto. Il carcere non spegne il suo spirito rivoluzionario, infatti insieme agli altri detenuti si batte, rivoltandosi contro le condizioni carcerarie medievali nelle quali i detenuti erano costretti a vivere, riuscendo a conquistare con queste prime rivolte, una serie di diritti loro negati, dall'avere carta e matita per poter scrivere o avere più di un libro in cella. Ha protestato contro il sistema penitenziario, le condizioni detentive, i decreti legge sulle carceri; come la lotta sul decreto di amnistia per i detenuti politici incarcerati durante "l'autunno caldo", le condizioni detentive in massima sicurezza e l'introduzione delle carceri speciali, del regime in 41bis art. 41bis codice penale.
Partecipò alle rivolte in carcere, che segnarono la storia carceraria italiana e di coloro che vi furono imbrigliati per tutto il periodo antecedente e successivo alla legge Gozzini.
Nel novembre 1976 tenta di evadere con altri quattro detenuti dal carcere di Favignana attraverso un tunnel sotterraneo che venne però scoperto dagli agenti. In carcere inizia a studiare, legge e scrive: Feltrinelli pubblica il suo primo libro nel 1972 "L'evasione impossibile" di cui Pio Baldelli ne farà la prefazione, è stato autore di diversi scritti poetici.
La sua prima raccolta poetica è Con quest'anima inquieta, a cui fa seguito La nostalgia e la memoria che diverrà anche il titolo di una canzone dell'album Terra di nessuno degli Assalti Frontali, Gianfranco Manfredi e gli Onda Rossa Posse gli dedicano canzoni.
Nel 1978 fu il primo nella lista dei 13 nomi indicati dalle Brigate rosse come detenuti da liberare in cambio del rilascio di Aldo Moro. Dal 1995, era in regime di semilibertà e gestiva il pub Mutenye a Bologna. Finalmente libero dal 21 gennaio 2000.
Ora nel 2021 è libero da questa vita terrena.
1. Opere
Sante Notarnicola, Lanima e il muro. Poesie, introduzione a cura di Daniele Orlandi, disegni di Marco Perroni, Odradek, Roma, 2013
Sante Notarnicola, Con quest'anima inquieta, Edizioni senza galere, Milano, 1979
Sante Notarnicola, Levasione impossibile, Odradek, Roma,1997
Sante Notarnicola, … Camminare sotto il cielo di notte. Intervista a Sante Notarnicola, a cura di Radio Sherwood, Calusca editrice, Padova, 1993
Sante Notarnicola, Levasione impossibile, con una prefazione di Pio Baldelli, Feltrinelli, 1972
AA. VV., Mutenye. Un luogo dello spirito, Odradek, Roma, 2001
Sante Notarnicola, La farfalla. Versi rubati, a cura di Daniele Orlandi, Petite plaisance, Pistoia, 2015
Sante Notarnicola, La nostalgia e la memoria, Giuseppe Maj editore, Milano, 1986
Sante Notarnicola, Materiale interessante. Liberi dal silenzio, a cura di Pino Cacucci, Edizioni della Battaglia / Junk books, Palermo, 1997
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