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Galleria DEA presenta Patrizia Lagan

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La Galleria DEA presenta

"TESSUTI – COLLA –STORIA"

Mostra personale di Patrizia Laganà

dal 14 al 31 ottobre  2009

inaugurazione il 14 ottobre dalle ore18:30 in poi

 

I PATCHWORKS di Patrizia Laganà

 

Abbiamo avuto il piacere di faredelle domande all’artista Patrizia Laganà. L’autrice mostrandoci le sue opereci ha condotte negli anni ’70, quando l’arte veniva considerata una sperimentazione e veniva  “contaminata” per renderla più  fruibile. L'evoluzione artistica di fine secolo ha contribuito a far conoscere altre visioni dove l'arte povera venivae consideratauna forma nuova di linguaggio artistico anche attraverso il concetto del riciclaggio. I suoi lavori sono  una sorta di “mosaico”, fatto di ritagli di stoffe, di vestiti e ditappezzerie. Ogni situazione complessiva è una trama di vita vissuta dove una polis brulicantedi giovani entusiasti si confrontavano con sperimentazioni ed erano pronti adimmergersi in  nuovi tipi di esperienzeartistiche e di crescita formativa, ecologica, ma soprattutto emozionale. Come afferma la stessa Laganà nel corso dell’intervista " Una vera e propria 'magia' che si fa ritrarre "> .

 Come nascono  questi lavori? 

“Negli anni ’70 la città brulicava di robi-vecchi e cenciai, frequentatissimi da giovani entusiasti delriciclo di abiti e mobili. Durante le incursioni in questi luoghi l’artistaraccoglieva, oltre che abiti, anche ritagli “intriganti” di stoffe risalenti aidecenni precedenti, all’incirca dagli anni ’40.

Non è raro per chi osserva unlavoro con attenzione, riconoscere in alcune delle tessere del “mosaico”ritagli di indumenti o tappezzerie già incontrate nel corso della propriaesistenza.

E il pathos cresce se, chi si faritrarre, propone, per partecipare alla creazione e alla “magia” dell’opera,stoffe che in qualche modo hanno segnato emozionalmente la sua vita.

Il motivo portante di questilavori consiste nell’uso di due materiali : il CENCIO (preferibilmente vecchioe un po’ liso) e la COLLA VINAVIL, che sposandosi, danno luogo ad una crostamaterica con effetto finale in alcuni casi pittorici (vedi ritratti), in altrietnico-tribale (animali, oggetti, astratti). Le FORBICI a loro voltaintervengono sezionando e selezionando le trame, i disegni, i colori. Nonsecondario il riferimento alla POP-ART, inteso come uso insolito dei materialiscelti e come ricorso ad una tecnica assai particolare: la stoffa è usata comecolore ed il pennello che serve ad amalgamare il tutto è intriso di collavinavil fino a formare vari strati sovrapposti e tra loro trasparenti dove ognisingolo ritaglio di colore è portante per l’intera opera”.

Quest’esperienza dell’artista èinteressante perché parla di un “vissuto” e attraverso ogni quadro ci narradelle storie. Osservando le opere di Patrizia si può dedurre le varie fasi dicontaminazione ed essere attratte dall’effetto scenico dell’insieme dove ladecorazione implica una stratificazione di contenuti. Il riciclaggio è parteintegrante del concetto filosofico artistico che la Galleria ci mostra e ogniopera riflette le varie fasi di lavorazione fino a costruire un modelloantropologico temporale.

Da un punto di vista cromatico siha una forte personalità dove l’arte di Patrizia Laganà conferma una capacitàsensoriale e intuitiva di costruzione informale del percorso anteriormentestudiato dove l’incontro e lo scontro tra caldo e freddo, spigoloso erotondeggiante, artificiale e naturale attuano una guerra di contenuti dove lasovrapposizione di emozioni così diverse riescono a toccare l’anima. Da questaesposizione emerge l’esigenza di unire il vecchio con il nuovo, una voglia diripristino della tradizione e del dettaglio, attraverso l’unità del presente edel futuro.

Senza perdere di vista lasemplicità che è la caratteristica predominante delle sue opere, uniche traloro nel rispetto della propria singolarità ma accomunate dai tratti imperantidella sensibilità personale della Laganà.

 Francesca Toccacielo - Elena Saccomanni - 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Ottobre 2009 16:02 )  

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