Esiste ancora chi fa musica con estrema passione, travalicando i generi musicali e senza dare troppo ascolto alle logiche commerciali (anche se alla fine un po' di "vile" denaro non guasta mai): Andrea Lovito, giovane cantautore di Empoli, appartiene a questa razza in via di estinzione.
“Lavoretto a catena” è una raccolta di canzoni in cui si dà libero sfogo a pensieri del tutto personali, che qui vengono interpretati in chiave jazz-cantautoriale, uniti ad importanti spunti di riflessione e fresche ventate di ironia.
Molto curioso il percorso di lavorazione di questo disco, lungo e spezzettato a causa delle esigenze lavorative di Andrea Lovito e della collaborazione con una quindicina di musicisti ed amici, tramite canali che non si possono certo definire “convenzionali”.
Nonostante tutto ciò, le canzoni di “Lavoretto a catena” riescono a farsi voler bene, grazie ad una produzione curata nei dettagli ed modo loro finiscono per rappresentare una piacevole colonna sonora dei nostri tempi, amaramente tragicomici.
Musica e parole si lasciano ascoltare piacevolmente, grazie alle indubbie doti autoriali di Ance e al prezioso contributo di Snowdonia alla produzione, che come al solito privilegia l’urgenza creativa su tutto il resto.
Sarebbe del tutto inutile dare un giudizio alle singole canzoni esaminandole una per una: già dal primo ascolto si capisce che Ance ha qualcosa di importante da comunicare e lo fa con estrema chiarezza ed umiltà, tramite testi ironici, riflessivi ed a volte anche surreali.
Le sue canzoni “toccano” la sensibilità di chi le ascolta e se si leggono bene i testi si capisce che la sua è una vera e propria dichiarazione d’amore per la musica, tipica di chi utilizza questo canale comunicativo come ancora di salvataggio per una vita che forse non sta andando come si sperava.
Massimiliano Locandro