Alla Galleria Dell’Accademia la mostra del fotografo Robert Mapplethorpe è uno degli accostamenti meglio riusciti tra arte rinascimentale e “arte contemporanea”. Le opere di Mapplethorpe sono semplicemente splendide, lavoro riuscito di un genio che dedicava agli scatti fotografici uno studio e una pazienza davvero incredibili e infiniti. La genialità di pensare alle parti di un insieme, non come parti di un qualcosa di più grande e perfetto, ma come elementi già perfetti in sé. Il corpo umano nelle sue simmetrie più perfette; Mapplethorpe riesce a far risaltare la rotondità delle forme in un modo divino. Sembra quasi che la realtà dei corpi umani perda messa a confronto della fotografia dell’artista. Ruolo fondamentale lo gioca la scelta del bianco e nero; bianco e nero non solo delle fotografie, ma anche la scelta di modelli neri e bianchi per le pose. Un confronto di luci e colori continuo. Una mostra eccezionale, resa ancora più splendida dall’accoppiata con le sculture di Michelangelo e gli altri capolavori dell’Accademia; come anche a secoli di distanza il corpo umano venga visto nella sua perfezione di geometrie e forme e come questa idea venga espressa con arti diverse ma con un risultato simile, quello di mozzare il fiato.
Matteo Ghetta
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