Paolo Saporiti
Burning the sun” è
la prima fatica per i Menrovescio, trio padovano che propone un rock
strumentale contaminato da varie influenze musicali.
Il disco,
ingentilito da un’artwork minimale e di immediato impatto visivo,
si compone di sei tracce strumentali cerebrali ed ipnotiche, che
viaggiano dritte sui binari ad alta velocità di un post-rock
immediato e sfrontato, che risente di influenze psichedeliche e
“stoner”.
I Manrovescio non conoscono “tempi morti”,
spingono a cento all’ora sull’acceleratore e lo fanno con grinta
e convinzione. Quando poi provano per un attimo a rallentare i ritmi,
inserendo il cantato di Francesca Morello in “Cyanure” ,
ci regalano scrosci di feedback in quella che è una convincente variazione sul
tema.
Musica per orecchie allenate, in grado di scovare le
melodie che si nascondono beffarde dietro a montagne granitiche di
rumore e a cascate di elettricità.
Massimiliano Locandro