2 _Corteccia
3 _Crepa
4 _Crinale
5 _Dolore
L’aria che si respira nella provincia bergamasca non deve essere proprio il massimo.
I Bancale l’hanno inalata per troppo tempo e adesso, in preda ad un’inaspettata crisi di rigetto, hanno deciso di imprigionarla dentro un sacchetto di plastica, forse per far capire agli altri l’effetto che fa.
Con le cinque canzoni di questo loro primo Ep i Bancale ci trascinano vorticosamente dentro “la tana del ragno”, in modo lento, inesorabile, quasi svogliato e decisamente diretto.
L’atmosfera che si avverte è claustrofobia, volutamente scarna, malata, ma non per questo priva di un suo angosciante fascino che ammalia: merito di testi allucinati ben curati, di un sound sincopato che non esce mai fuori dalle righe e di una voce flebile, “arrugginita”, decisamente adeguata al contesto.
Cinque lancinanti coltelli che si infilzano in altrettante piaghe scoperte, con una precisione chirurgica ed una lentezza ai limiti del sadico.
Meritano più di un semplice ascolto distratto.
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