“Non è morto nessuno”
Tracklist:
01_ bradipo
02- l’uomo che imparò a volare
03_ rachmaninov
04_ canzone del dormire
05_ rape rosse
06_ sentiero rosso
07_ requiem dell’amore
08_ macelleria
09_ denti
10_ la ricetta dell’uomo perfetto
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Dietro al semiserio “nick” elio p(e)tri (con le iniziali rigorosamente minuscole) si nasconde la curiosa figura di Emiliano Angelelli, musicista (e giornalista) umbro (ma non chiamatelo cantautore altrimenti si infervora) dall’indiscutibile talento.
Non è morto nessuno è il suo primo disco e nasce dalla collaborazione con Matteo Dainese aka "Il Cane" (già batterista di Ulan Bator, Jitterbugs, Meathead e Here) che ne ha curato la produzione artistica e le registrazioni.
La storia vorrebbe che i due si conoscano su My Space (allora c’è ancora qualcuno che lo usa) grazie ad una richiesta di amicizia e che, a partire dall'estate del 2009, inizino a lavorare insieme su una serie di demo casalinghe, registrate tra il 2005 e il 2008 in diversi appartamenti romani.
Tralasciamo per un attimo queste futili (e poco attendibili) nozioni storiografiche per parlare delle dieci canzoni di “Non è morto nessuno”, che a mio parere è davvero un buon disco.
C’è chi, con apparente semplicità, riesce a spremere sangue dalle rape, chi tira fuori deliziose marmellate con aspre foglie di ortica: elio p(e)tri (con le iniziali minuscole) tira fuori Canzoni (con la “c” maiuscola)
da una manciata di parole scelte e gettate alla rinfusa, senza orpelli, in un’apperente assenza di logicità testuale.
Così Emiliano Angelelli snocciola i suoi mantra, uno dopo l’altro, con una naturalezza tale da farci pensare che un giorno potrebbe anche cantare il menù di una tavola calda o il titolo delle riviste sparse sul bancone del parrucchiere (e chissà che l’idea non lo accarezzi un giorno: in questo caso caro elio ricordati di me).
In fondo la sua ricetta è la più semplice ed appagante che si conosca: i sentimenti cotti al vapore vanno subito mangiati, senza pensarci troppo su.
Massimiliano Locandro
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