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Riprendiamoci la nostra libertà

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Una crisi istituzionale accompagna questa crisi economica. Un nuovo partito nazionalsocialista rivelatosi a dispetto di una presentazione liberale, ha formato un Governo di centro-destra che ha svoltato del tutto su posizioni revisoniste e retrogade e sta riportanado l'Italia tra le braccia dei vecchi poteri forti, massonici e fascisti. 

Non è un caso che a ministro della Repubblica troviamo elementi che 40 anni fa erano noti picchiatori del MSI i quali si fregiavano di svastiche al collo e saluti romani e che all'oggi sono la nuova-vecchia classe dirigente e i responsabili di Dicasteri ministeriali, che comandano nelle Imprese, le testate giornalistiche, le televisoni, le Banche e decidono leggi e Consulte, Governatorati e Comuni, provincie ed Enti locali, e che pesantemente intervengono nelle question's personali etiche e le rendono morali, rendendosi complici delle frangie ultra-conservatrici dell'ecclesia cattolica. 

Anche il Ministero della Giustizia...ingiusta che a fronte di 11 milioni di processi pregressi, dona a questo Paese 250.000 prescrizioni annue e nega una Amnistia con Indulto per liberare le carceri da una umanità reclusa, costretta come fossero prigionieri nei lager nazisti. Nell'anno 2010 appena passato ci sono stati 60 suicidi, compreso quello del Direttore della casa circondariale di una città del sud-italia. Più di 120 persone sono morte per mancata assistenza e la popolazione carceraria è in aumento, perché le politiche di questa maggioranza sono proibizioniste, e vive in condizioni di sovra-affollamento, dato che vede 70.000 carcerati a fronte di una disponibilità all'accoglienza di 43.000 posti pagati e paganti. 

Così che in celle da 2 persone ci vivono in 6 e più volte il Parlamento Europeo ha denunciato la non praticabilità degli Istituti di pena, denunciando la Giustizia e il Governo di questo Paese per le condizioni inumane di tutte quelle strutture penitenziarie. Le difficoltà sono aumentate anche a fronte di mancate assunzioni della forza di polizia penitenziaria, i concorsi bloccati, i tagli delle economie particolari, le mancate liberalizzazioni e avanzamento di carriera nelle Procure, l'assegnazione dei ruoli nei Tribunali ed anche la normativa processuale è ferma agli anni '80. 

Solo la mancata notifica di un provvedimento allunga i tempi del giudizio o/e permette l'absentia e il posticipo del giudicio di  Appello e Cassazione, allungando i tempi delle sentenze.

Anche non provvedere a derubricare alcuni reati, ormai sanzionabili amministrativamente, va a riempire ruoli e carceri in una perversa spirale dove si affermano ingiustizia e mancanza di quella pietas che dovrebbe essere causae e directio di una Giustiizia non solo più giusta, ma anche più moderna. 

Ed è per tutte queste condizioni che l'ex Presidente della Repubblica del Brasile Luiz Lula ha rifiutato l'estradizione in Italia del " bandito Battisti ". E noi non facciamo  buona cultura, né buona informazione se ci accodiamo a queste insulse e becere rimostranze contro una decisione che sembra  una decisione razionale e umana. All'oggi fare rientrare Battisti in Italia, sembra dire Mr. Lula, è come condannarlo a morte.....perchè i carcerati italiani sono in questa situazione e sono a rischio, per le spaventose e citate condizione di disagio e disastro dei nostri penitenziari e delle nostre case circondariali e dell'arretratezza del nostro ordinamento giudiziario.

Oltre modo va detto che il Battisti è stato giudicato in secondo grado quando era contumace, e ciò non è garanzia di un giudizio regolare e imparziale. Le accuse pesantissime riguardano degli omicidi che sono avvenuti 30 anni fa. 

Il coro giacobino e giustizialista sembra aver contagiato tutti i rappresentanti poliitici, i partiti e naturalmente il Governo che è sempre pronto a puntare il dito e l'opinione pubblica contro questa deriva giudiziaria giustizialista quando tocca il premier o altri componenti del Governo e del Parlamento, ma che in questo caso è smemorato e indifferente di somigliare al peggior richiedente vendetta, invece di ricercare Giustizia.

D'altra parte un Governo che non riesce a regolare leggi e disposizioni in questa "materia sensibile", tra denuncie e allarmi degli organi sovra-nazionali ( ONU, EU, Alta corte di Giustizia, ecc.) è privo di titoli ed etica, non che di una sana energia amministrativa per farlo.

Nel nostro Paese si ode questo unico lamento bipartisan, equiparando quegli omicidi del Battisti a motivo di criminalità  comune o di criminalità più o meno organizzata, spogliandoli invece del " significato politico " e scartandoli dal momento storico che ricordo bene in quegli anni era significativanmente marchiato dall'attività di gruppi armati rivoluzionari, e intriso di lotta rivoluzionaria sociale. 

Una generazione che decise di ricorrere ad una scelta Partigianamente ideologica, per combattere l'ingiustizia e l'immobilità Parlamentare e Istituzionale, tutta dominata da rappresentanti politici  ormai disciolti. 

Oggi quella quella rappresentanza politica è stata condannata dalla Storia e dalle diverse scelte politiche avvenute nel Paese. Organizzazioni quali Democrazia CristianaPartito Socialista Italiano, Partito Comunista Italiano, Movimento Sociale Italiano ecc. subivano ed alimentavano lo scontro nel Paese.

Per le forze del cambiamento e rivoluzionarie erano  loro lo scontro e il soggetto politico con cui scontrarsi, per creare un nuovo rinnovamento politico, per una rinascenza  Istituzionale e di rappresentanza che sappiamo bene quanto è costata in termini di vite umane e di Democrazia nella millenaria storia di questa nazione. Così avvenne che molti giovani universitari, docenti e operai si organizzarono da movimenti critici politici a gruppi armati combattenti. 

Il nome è l'emblema di quella storica intenzione partigiana e resistente formatasi tra il 1941-45 : Brigata combattente, che nella vulgata popolare di quegli anni e nell'informazione particolare, era detta Brigate Rosse.

Gli interventi politici e filosofici che prepararono le lotte dalla discussione strettamente ideologica avvennero negli anni della presa di coscienza che attraversò la generazione tra il 1968 e il '70, e tutto il successivo nucleo del Movimento rivoluzionario andò formandosi con l'idea molto real-simbolica de': assalto al cielo e si formò nelle lotte di liberazione internazionali, nella solidarietà con le scelte cubane, vietnamite e del maggio francese. All'inizio sotto i colpi dei nuclei combattenti furono colpiti (non uccisi) dirigenti o capo-reparto della SIEMENS, della FIAT e delle grandi fabbriche del nord industriale.

Colpito un rappresentante di fabbrica disumano e autoritario alle gambe, colpito al cuore l'ordinamento Costituzionale con l'introduzione di leggi speciali che normalizzarono il divieto di "assembramento" e così proibirono  l'adunanza delle persone ( più di 5 persone assieme diventò sospetto)  con decreti repressivi  e autoritari che continuiamo a portarci appresso ancora oggi nel 2011 ( Legge Reale, leggi Cossiga, ed inasprimento delle leggi del Codice Rocco presente dal 1933 ) 

Ecco perché  la presa di posizione contro l'estradizione di Battisti da parte del governo brasiliano è qualcosa più che un semplice diniego. Per cui a me pare che non sia bene frettolosamente soluzionare e stralciare avvenimenti che appaiono filo-guidati e provocatori, uniformando quelle morti, quegli scontri, solamente come " bande di ragazzi " malviventi e malavitosi, come il coro becero tenta di avvallare, per colpire la generzione che ha lottato e conquistato diritti Costituzionali, civili e sociali nel decennio 1968-77 

Le mafie sono altro e anche i gesti della criminalità comune sono altro; perché tanto altro e alto è stato lo scontro ideologico, politico e  sociale di quegli anni, di cui anche Battisti si era comunque dichiarato aderente. Allo stesso tempo il Battisti era " fuorilegge " ma rappresentante  un soggetto politico, anche se in seguito i suoi comportamenti e le sue scelte si discostarono dalla lotta armata rivoluzionaria. 

Ma in definitiva Battisti diventa il pretesto per la nuova dirigenza politica per liquidare quelle scelte e quei momenti di forte scelta ideologica, che li ha visti a vario titolo protagonisti. Cosa facevano all'epoca i nostri contemporanei rappresentanti del Governo??  Molti di questi poliitici, ex dei partiti scomparsi, militanti di organizzazioni disciolte o solamente che hanno cambiato denominazione, vogliono oggi cancellare tutto quanto è successo in nome di un giustizialismo che non ha ragioni, se non quelli della parte avversa. 

Quando si cerca di equiparare i morti della Repubblica di Salò, che scelsero un ideologia mortifera e una dominazione straniera ai Partigiani delle Brigate, che erano i combattenti per la libertà, si cerca di distruggere le memorie. 

Quando in nome di signora morte si vuole rendere uguali chi scelse di liberare il Paese da una Guerra Totale e mondiale e da una dominazione ideologica e invasiva, che stuprava e  impiccava ragazzi e ragazzine nelle piazze di Paese, si vuole riprendere una rivincita contro la nostra Costituzione e contro i Padri Costituenti, a favore di forze sociali ignobili e reazionarie, si torna indietro dalla storia e ci ritroviamo di fronte i figli e gli aderenti di quel partito xenofobo, razzista e sterminatrore di cives e civiltà.....e il silenzio o la falsa indignazione, così come la mancata riflessione e consapevolezza, non assolve....non giustifica e sopratutto non è la reale rappresentanza di quanti invece da quello orrore ne sono usciti, come vittima o carneficie, sia cambiando veramente pensiero politico, sia crescendo dentro i termini di uno Stato di Diritto, nell'ambito di una democrazia parlamentare, sindacato e libertà civili. 

Cittadino nato da quella Resistenza, da quelle scelte di coraggio e sacrificio, da una visione di uguaglianza e libertà. Non sarà e non deve essere un fantasma ideologico obsoleto e sconfitto dalla grande Storia a ripresentarsi alle nostre mense, a bussare alla nostra porta un altra volta.

Se la crisi del Capitalismo crea i mostri della ragione è il segno dei tempi più maturi che tutti assieme: vincitori e vinti e nuove generazioni dobbiamo riscrivere il patto della convivenza civile, in nome della crescita e dello sviluppo. in nome di una nuova frontiera economica e spirituale, in nome della vita. 

Sconfiggiamo assieme, continuiamo a sconfiggere la morte civile, sociale, sindacale.

Riprendiamoci la libertà, riprendiamoci le fabbriche, le scuole, i Diritti e la nostra Umanità.

 

walter maccari - http://www.nuovaresistenza.org/

 

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