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Art.18 se perde il Sindacato, perdiamo tutti

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Se perde il Sindacato, tutti perdiamo qualcosa

 

Questa mattina su molti organi di stampa si legge l'accorato appello del Presidente Napolitano perché le parti sociali rispondano in positivo alla contro-riforma del Governo Monti che comprende anche il ridimenzionamento se non la cancellazione sostanziale dell'art.18. Viene da chiedersi perché un Presidente della Repubblica, che è il garante dello Stato di Diritto e della Costituzione si inserisca così prepotentemente nel dibattito sociale e politico, che non è proprio una delle funzioni deputate al Presidente della Repubblica, ma che appare conseguente invece di questa res-pubblicae.

 Da parte del Presidente non abbiamo notato lo stesso impegno sul decreto liberalizzazioni, svuotato dal Parlamento a protezione delle lobbie's economiche che di quel Parlamento sono i veri mandatari. Il nostro organo legislativo da molti anni è un Parlamento terzista. I terzisti sono una classe economica e sociale, da 20 anni e più oramai anche politica, nominati, non scelti, va detto, i quali nella loro vita al di fuori del Parlamento ( per cui in evidente conflitto di interessi) svolgono come “attività lavorativa” l'essere padroni e padroncini di negozi, centri commerciali, studi professionali e via cantando.

 Un “concerto” di “botteghe” e partite IVA (delle quali giova rimarcare che ne nascono 180.000 all'anno e ne “falliscono” o spariscono, oltre il 90%, (determinando con ciò delle spese economiche e dei costi rilevanti per la comunità) che credono di essere una delle forze propulsive per l'economia di questa miseranda Italia. 

Persone che nell'80% dei casi non ha mai veramente lavorato, ma o ha ereditato quella piccola impresa familiare o se l'è creata appositamente stante il varo di una bruttissima legge che permise la nascita di attività commerciali senza regole, varata nell'interesse dei commercianti in tutte le nostre città, e che ha dato il via alla distruzione dell'artigianato e una pletora di paninerie e piccoli magazzini di bibite, di scarpe e agenzie turistiche, di formazione, immobiliari e ludiche. 

Un “regalo” compensato in seguito con la nascita di innumerevoli Cooperative di servizio, ma che almeno quelle andarono ad assorbire e formare migliaia di addetti alla scuola, all'agricoltura, ai servizi ecc. Attività supplici e supplenti, perché anche queste nascono e muoiono entro l'anno, spesso senza aver adempiuto ad un minimo di legge per quanto riguarda assunzioni, servizi, manutenzione, sicurezza del luogo di lavoro, rifiuti, stoccaggio. Buste e bustarelle distribuite come formaggio 

Fanno a tempo queste obscure “ragioni sociali” a farsi assegnare prebende comunali e provinciali per appalti e forniture e servizi che poi rilasciano in delega ad altri soggetti, magari a nuove organizzazioni nate all'uopo e che vanno a sostituire anche nei modi e nei tempi quanto concordato dalla consorella scomparsa.

E' qui per uno dei tanti esempi che entra in campo quella normativa che il caro, carissimo Monti sta smantellando. Perché proprio all'interno di queste nouvelles consorterie è utile l'articolo 18 ed anche quella leggina ferma in Senato che sanziona corruzione, aggiottaggio e concussione. 

Chi tiene ferma quella leggina pronto al “ricatto parlamentare” nei confronti del Governo?? Ma il PdL naturalmente e i suoi consociati di destra, le quali fermando leggi necessarie alla crescita del Paese tengono sotto scacco il “Governo tecnico” che per ingraziarseli probabilmente va allo scontro col Sindacato su di una norma che è garanzia soltanto per i lavoratori della piccola impresa.

 ELIMINANDO L'ART. 18 ECCO COSA ACCADRA'. ... VERRAI LICENZIATO SE :

1)Sciopererai;
2) Sei donna e vuoi fare più di un figlio (ricordiamoci dei licenziamenti in bianco fatti firmare dalle giovani donne);
3) Ti ammali di una patologia invalidante e hai ridotto le tue capacità lavorative;
4) Passi un periodo di vita difficile e non dai il massimo;
5) Hai acciacchi ad una certa età che riducono le tue prestazioni (ed è molto probabile con l’allungamento dell’età lavorativa voluta dal Suo governo);
6) Sei “antipatico” al proprietario o ad un capo che ti mettono a fare lavori meno qualificati e umilianti (mobbing);
7) Chiedi il rispetto delle norme sulla sicurezza (nei luoghi di lavoro dove non esiste l’articolo 18 gli infortuni gravi e i casi mortali sono molti di più);
8) Rivendichi la dignità di lavoratore, di uomo e donna;
9) Sei politicamente scomodo (ricordiamoci dei licenziamenti e dei reparti confine degli anni 50 e sessanta);
10) Non ci stai con i superiori;
11) Contesti l’aumento del ritmo di lavoro;
12) T’iscrivi ad un sindacato vero (su 1000 lavoratori richiamati alla FIAT di Pomigliano non uno è iscritto alla FIOM);
13) Appoggi una rivendicazione salariale o di miglioramento delle condizioni di lavoro;
14) Fai ombra al superiore e se pensa che sei più bravo di lui e puoi prenderne il posto (a volte comandano più del proprietario);
15) Hai parenti stretti con gravi malattie e hai bisogno di lunghi permessi;
16) Non sei più funzionale alle strategie aziendali;
17) Reagisci male ad un’offesa di un superiore;
18) Dimostri anche allusivamente una mancanza di stima verso il capo e il proprietario;
19) Sei mamma ed hai un bimbo che si ammala spesso;
20) L'ente/azienda per ui hai dato una vita di lavoro non ha più bisogno di te.
 

E questo è quanto mr. Napolitano con accorato appello va ribadendo al Paese ormai da giorni e allora viene naturale chiedersi a quale Paese e Nazione, città e comunità fa riferimento il nostro, vostro, loro Presidente della Repubblica?!

Ricordando prima di tutto che questo “capo dello Stato” è stato un alto dirigente del partito comunista italiano, ala “migliorista” che turandosi parecchio il naso appoggiò le leggi Cossiga anti-terrorismo, leggi nefas per il Diritto e la Libertà individuale e Costituzionale ( furono molti gli escamotages creati appositamente per farle passare dall'Alta Corte ) e nelle quali troviamo anche una disposizione per “L'adunata sediziosa” di non troppo antica memoria para-fascista (nn potevamo più sedere sui gradini nelle piazze in numero superiore a 5, ragazzi, compagni e amici), dava l'agio di credere fossimo tutti dei terroristi. In anni di scoperta sensazionale post-sessantotto di aggregazione e conoscenza. Mr. Napolitano si spese anche per l'applicazione delle leggi Reale che aumentarono la detenzione preventiva e peggioravano le garanzie del “presunto innocente” non solo nelle aule di Tribunale, ma anche nei Commissariati. E' stato anche garante dell'accordo scellerato tra il PCI e la DC negli anni 80/90 e ultimamente si è più notato per la maschera di silenzio ferale per quanto riguarda le sue prerogative di Grazia questa si Istituzionale, se non di Giustizia. 

Ha forse insistito come sta facendo per le garanzie Giudiziarie contro l'affollamento barbarico delle”patrie galere” agendo così per una vera Riforma giudiziaria? Ed essendo il garante della Costituzione perché questo no-President non si impegna per la sua vera applicazione?

Per dirne una a caso e così ricordare a che punto siamo rispetto alle intenzioni e alle disposizioni dei Padri Costituenti, vado a memoria pensando che l'Istituzione delle Regioni Italiane si è avuta nel 1975/78 e cioè 30 anni dopo il dettato costituzionale. 

Avrete senz'altro notato che è un periodo dove tutti si riempiono la bocca (la bouche direbbero i franzosi) citando a sproposito la carta fondante il nostro Paese, io sono certo però che pochi l'hanno veramente letta.

Dov'è finito l'impegno per la crescita, lo sviluppo sociale ed economico di tutti gli italiani? E la vera riforma federalista che almeno cancellerebbe assurde ripetizioni amministrative e di uffici che ripetono all'infinito disposizioni burocratiche e magari invece liberando risorse troveremmo più scuole, case e asili ? E che fine ha fatto quella norma che voleva  l'istituzione di un esercito civile di popolo e di pace (mentre si spendano 500 mln al giorno per mantenere un esercito di professionisti e con loro le industrie che vendono cannoni? Qual fine ha fatto?

 E il welfare perché non è divenuto universalistico, non dico come “ da carta canta” ma almeno com'è in Germania e nelle democrazie del nord-Europa, che oltre ad un piccolo stipendio danno casa e servizi anche a chi non ha lavoro e davvero difendono la famiglia con politiche fiscali avanzate e si curano dell'istruzione della salute e del mantenimento dei propri figli???

 Invece mr. Monti va regalando ai terzisti ( e badate non agli Industriali, seppur la Mercegaglia vorrebbe umiliare la CGIL e così cancellare il Sindacato non solo dall'esposizione dei bollettini sindacali e dei giornali amici nelle bakeke delle fabbriche, ma dal corpo sociale e politico della Nazione sul modello Marchionne che per gli interessi finanziari della FIAT s'è fatto forte con la complicità dell'allora Ministro Sacconi, fervente ex-socialista oggi very nazional-socialista

 Fiat, Marchionne e Sacconi, modello per Tremonti prima e per Monti adesso, un trio lescano dolente, che si è tanto impegnato a dimostrare che le cause della crisi automobilistica erano e per loro sono ancora , dei lavoratori.....dimenticando il menegement, la testa dell'industria, i suoi programmi e lo sviluppo ( d'altronde il Governo Berlusconi non ha mai varato una politica industriale nazionale, lui pensava alle televisioni con il dekoder a pagamento e al viagra)

 Così ci ritroviamo che mentre la wolksvagen regala 7500 euro ai propri dipendenti, per l'attivo delle vendite, ed ha 11 marchi associati, la FiAT campava e camperà con le rottamazioni statali, e negli anni del dono/dolo ha venduto la SEAT proprio ai tedeschi che quasi si erano preoccupati quando l'Alfa Romeo scoprì il common-rail e che la testa pensante della FIAT ha venduto alla Bosch perché incapace di essere project e forza economica in Europa e nel Mondo. Penso a cosa ne avrebbero fatto i tedeschi se loro avessero potuto sostituire l'iniettore pompa aol nuovo sistema frutto della scoperta italian. Ma la FIAT butta sui turni e sui dipendenti le proprie incapacità non rendendosi conto che in un mercato globale sei alla frutta quando non hai nel proprio listino una coupè, un SUV, un Pick.cup. una trazione posteriore e un 3000 AWD. Oggi si fanno risa sbandierando il tutto a posto niente in ordine, complice regali Obama/Chevrolet e con l'etterno sorriso mistificante della 500 e della Panda.... piccole auto per piccole ambizioni lavorative, ma grandi interessi e paghe finanziarie, a scapito ancora dei lavoratori. 

Ma proviamo a ricordarci cosa è il Sindacato. Le prime forme di associazione dei lavoratori sorsero in Gran Bretagna: le Trade Unions. Le Trade Unions furono le prime vere forme di rappresentanza sindacale. Furono essenzialmente dei sindacati nazionali di mestiere che si formano in Gran Bretagna nel 1824, con lo scopo di rendere più sopportabili le condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche dopo la rivoluzione industriale. La debolezza del nascente movimento operaio inglese viene però messa in luce nel 1834, quando fallisce il suo tentativo di unificarsi in una grande unione sindacale nazionale. Tra il 1868 e il 1871 vennero legalizzate e creato un organismo di coordinamento delle organizzazioni sindacali (il TUC). In breve si diffusero anche in Belgio, Austria, Spagna, Francia (Bourses du Travail) e Germania (Gewerkschaften); in Francia e Germania furono aspramente avversati. 

In tutti questi Paesi i sindacati furono accettati per legge. Nel 1901 nacque la Federazione Internazionale Sindacale con sede ad Amsterdam cui aderirono sindacati inglesi, francesi e degli Stati Uniti d'America. Questa Unione, sospesa durante la prima guerra mondiale ,si ricostituì nel 1919 e nel 1921 contava già venticinque milioni di aderenti, nonostante fossero venute a mancare le adesioni dei sindacati russi e statunitensi.

In Italia: precedute dalle società del Mutuo Soccorso, in Italia solo nel 1870 si formarono delle associazioni operaie che nella loro costituzione si avvicinano molto alle strutture del sindacato moderno come le Camere del Lavoro, che divennero il bersaglio favorito delle camicie nere fasciste.

Queste associazioni ebbero il nome di Leghe di resistenza e si svilupparono in importanza e numero con il crescere delle imprese industriali. Si allearono al movimento cooperativistico, si conquistarono con lo sciopero del 1901 il diritto di organizzazione ed ebbero una colorazione politica principalmente socialista.

Dopo l' enciclica Rerum Novarum, si svilupparono nelle campagne anche le leghe bianche, di ispirazione cattolica. Il movimento sindacale ad intonazione cattolica, che si ispirava appunto alle tesi della grande enciclica sociale, ebbe una notevole importanza nella formazione della coscienza dei lavoratori cattolici e di tutto il mondo cattolico italiano, (Opera dei Congressi, Confederazione Italiana dei Lavoratori ).

Nel 1912 nacque a Modena l'USI ( Unione Sindacale Italiana) per opera di lavoratori precedentemente iscritti alla CgdL. Essi ritenevano infatti che tale sindacato fosse ormai troppo asservito alla politica portata avanti in parlamento dal Partito Socialista. All'USI. aderirono rapidamente tutte le camere del lavoro più di sinistra (tra cui, in Emilia, le Camere del Lavoro di Bologna, Modena, Parma, Piacenza e Ferrara).

Durante i suoi primi anni di vita l'organizzazione fu impegnata in una serie di lotte tendenti a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei proletari, senza mai trascurare l'impegno antimilitarista che la caratterizzerà nel corso di tutta la sua storia.

Dopo la parentesi fascista, durante la quale i Sindacati furono sciolti per dar posto alle Corporazioni, in stretta e diretta collaborazione col regime anti-lavoratori, la Resistenza prima e la Liberazione poi portarono alla rinascita del Sindacalismo Libero.

Fu allora deciso di dar vita ad un'unica organizzazione: la Confederazione Generale del Lavoro (CGL). Essa era costituita da 3 correnti: comunista, socialista e cristiana. In seguito ognuna di queste componenti si andò particolarizzando e nacquero CGIL, CISL e UIL che con varie e multiple adesioni e lotte stanno resistendo nell'interesse generale comunque della componente del Lavoro meno protetta e garantita: i lavoratori.!

Ecco l'Italia s'è destra ed avanza, sostituendo un ormai consunto e squalificato impresario kaimano, ligio ai propri interessi ed incapace di essere Europeo il quale andava perdendo consenso e fiducia anche dai suoi conterranei brianzoli e bauscia meneghini. La lunga fila di veline, tronisti, terzisti, avvocati, partite IVA, leghisti, fascisti, egoisti, ignoranti, caciaroni e cacini che per venti anni hanno fatto brutta mostra di sé e una ignobile rappresentanza del Paese, della Nazione e dell'Italia.

Questa nostra, vostra Cives che anche perdendo merita migliore rappresentanza della propria Storia e della prpria secolare Cultura. Hanno baciato mani sporche di sangue libico lorde quanto quelle dell'allora comandante generale Graziani, il quale fa impiccare il Resistente Al Makbar citando a sproposito Giulio Cesare, dimenticando però la leggendaria clemenza cesarea, dopo 20 anni di assoluto valore e difesa delle proprie genti e del proprio Paese, il mio buon Caio Giulio avrebbe salvato la sua vita, proprio per l'omaggio al valore, suo ed anche di quel derelitto esercito Italiano, che solamente nell'ala nero-fascista fu rappresentante ed iniziatore di quei metodi nazisti, dell'orrore

Pratiche e metodi che solo dopo il 1945 i Paesi liberi e liberati andarono scoprendo come vittime parecchi, e come complici alcuni, ma che è solo e tutta nostra ingloriosa pagina e damnatio di memoria historica, perché fu quel regime che inventò e realizzò i campi di concentramento, i primi lager di trista memoria-

Si legge che almeno il 57% degli Italiani apprezza questo Governo. Solo a ottobre erano il 78%, sta calando anche lui, malgrado lo spread in rimonta, dimostrando che la qualità di vita non è solo denaro e tassi bancari. . Sappiamo che almeno il 67% degli Italiani non capisce perché si voglia togliere una garanzia come l'art.18 invece di estenderla.

Ed io mi accorgo sempre più che questi Governi, e politici e rappresentanti del popolo italiano, rappresentano solamente sé stessi. Molti sono obsoleti nei comportamenti e vecchi di pensiero. Siamo entrati nel 3° millennio ormai da 10 anni con una band di governanti politici, amministratori regionali e comunali, pagati da noi tutti, che è ancora ed è rimasto solamente figlio ed erede del secolo breve, del 1900, l'ultimo secolo buio.

Nessun coraggio, poca ambizione di squadra, solo un egoistica visione del patrimonio, del proprio ombelico. Italiani? No italioti! Europei? No provinciali! Progressisti? No Conservatori! Coraggiosi? No impauriti! Intelligenti? No imbecilli! Una generazione di imbecilli comanda questo nostro Mondo, proviamo a farli smettere! 

walter maccari

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Marzo 2012 11:24 )  

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