Il sito neonazista Stormfront, conosciuto in Italia per fare capo all’ex leader del Ku Klux Klan Don Black fa ancora parlare di sé. Dopo la pubblicazione a gennaio di quest'anno della lista degli "ebrei italiani" arriva quella degli "italiani odiati ancor più degli immigrati". Una lista composta da nomi di religiosi, politici, magistrati, attivisti dei diritti umani, giornalisti la cui "colpa" è occuparsi d’immigrati. L’iniziativa è partita da un membro del forum chiamato Costantino. “Siamo stati accusati di razzismo verso gli immigrati, che li odiamo senza motivo ma anche gli italiani compiono atti di delinquenza. Io vorrei dimostrare che non odio gli stranieri, ma che anzi odio molto di più certi italiani. E' per questo che apro questa discussione in cui vorrei raccogliere il nome di italiani che compiono atti criminali, che aiutano gli allogeni e ne traggono un tornaconto economico” scrive.Cosi viene compilata la lunga lista con tantissimi nomi con l'immancabile aiuto degli altri membri del forum. Primo nome dell’elenco è don Ezio Segat, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto. “Ha preso i soldi raccolti dal veneto skin e li ha dati ai poveri fratelli immigrati”, prosegue Costantino. Sono indicati poi monsignor Cesare Nosiglia e don Fredo Olivero. Poi i politici. Il governo Monti al completo e amministratori come il sindaco di Padova Flavio Zanonato, il vicepresidente della giunta toscana Stella Targetti definita sempre da Costantino “bastarda immigrazionista", e l’assessore all’Integrazione di Torino Ilda Curti. Poi gli esponenti di Sel a Milano Luca Gibillini, Mirko Mazzali e Anita Sonego. I giudici: la pm Laura Longo che conduce le indagini sulla devastazione compiuta da un gruppo di cittadini in un campo rom alla periferia della città. Nel procedimento ha contestato l’aggravante dell’odio razziale. Il gup Carlo Fontanazza che giudicò il marocchino responsabile della morte di 8 persone a Lamezia Terme, il giudice Domenico Galletta, Antonella Consiglio, Giuseppina Di Maida e Filippo Serio, giudici del riesame. E avvocati: Emiliano Riba, avvocato dell’imam di Torino Khounati, Salvatore Staiano e Giorgio Bisagna . Nel sito neonazista sono citati anche Roberto Malini dell’organizzazione Everyone e i giornalisti Gad Lerner e Maurizio Costanzo. E c’è chi, come Flavio Giuliano, se la prende con Comunione e liberazione: “A livello di danni generali alla società che può fare un negroide? Uno stupro, travolgere 8 ciclisti e beccarsi 8 anni di carcere ai domiciliari con pc connesso, un furto. Che cosa può fare invece un ciellino? Farne arrivare 10 di negroidi. Quindi è più pericoloso un Comunione e liberazione in combutta con Caritas e banca vaticana”. EveryOne ha chiesto ai rappresentanti diplomatici degli Stati Uniti di mobilitarsi per la chiusura del portale. “L’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non avere ancora bandito il forum neonazista, com’è invece accaduto in Germania e Francia,questo poiché il portale si appoggia su un server americano con sede a West Palm Beach, in Florida, e ogni operazione di natura giudiziaria, se avanzata dalle sole autorità italiane, diviene estremamente complessa, se non impossibile”, hanno spiegato in una nota gli attivisti di EveryOne. “Cogliamo l’occasione dei sanguinosi fatti di Firenze e della volontà della Procura della Repubblica del capoluogo toscano di indagare per apologia di reato gli utenti del web che hanno diffuso, in concomitanza con l’omicidio dei due ragazzi senegalesi, contenuti di istigazione alla violenza e all’odio razziale (ampiamente apparsi su Stormfront Italia), per invitare la rappresentanza Usa in Italia a farsi portavoce presso il governo degli Stati Uniti della necessità urgente di dichiarare fuorilegge il portale www.stormfront.org e il movimento a esso connesso in quanto contrari ai valori di civiltà, democrazia e libertà sanciti, tra tutte, dalla Dichiarazione universale dei Diritti umani” precisa il portavoce del gruppo EveryOne.
Rezarta Selam Eminaj - DEApress
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