“Non siamo padroni della propria vita” é stato il commento della Chiesa nella persona di Monsignor Scheggia riportato su “Repubblica” di oggi, alla notizia della morte di Lucio Magri – politico e intellettuale fondatore del PDUP – dovuta a scelta personale che la vita riservasse solo dolore profondo. Ha dovuto decidere di andare in Svizzera, dove il suicidio assistito non è vietato come qui in Italia. I cattolici affermano che non ne aveva il diritto ma anche l'area cattolica dei politici ha riconosciuto commozione e rispetto alla persona di Lucio Magri. Rocco Buttiglione ha dichiarato: “Prego perché Lucio Magri venga accolto nelle braccia del Signore”. La voce della Chiesa, invece, ha pronunciato per l'ennesima volta il suo pensiero arretrato e privo di considerazione per la persona e il dolore umanoi. Considerazione che in prima istanza non ha mai avuto. Gli scandali sulla pedofilia sono l'ultimo atto di una Istituzione dissacrante e eretica a se stessa. Se consideriamo la storia della Chiesa è stata piena di atrocità fin dai suoi esordi: la messa al rogo di persone, arse vive. lo spargimento di sangue in nome delle guerre “sante” come sono state le crociate. Le ricchezze che la Chiesa detiene a danno della povertà, una povertà che dovrebbe combattere con le azioni invece che con l'ipocrisia. La vita umana è sacra e inviolabile. Ma i padroni della propria vita siamo noi stessi!
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