Ho provato a fare delle domande su come la pensa la gente, a proposito di questa situazione che si è imposta ultimamente sulle bocche di tutti, sperando di portare la voce di chi contesta e di chi invece la approva. Ecco le mie domande e le risposte che ho ricevuto.
F. S. – Una politica di tagli e di “porte separate”, rischia di invecchiare la mentalità di un paese? Lo trovate dannoso?
-B. M. Forse dannoso è anche poco per definire la situazione che ci si prospetta!! Se non ci saranno delle modifiche radicali temo che la situazione precipiterà sempre di più...che tristezza!!
M.d.S. (Università Di Napoli "Federico II" )
Provvedimenti sempre più stupidi.....odio questo governo di incompetenti.
F.S- Riconoscersi, diversità, avvenire, sono dei concetti concreti i quali vi appartengono?
G.S. (Università di Bologna)
Purtroppo nemmeno noi riusciamo più a riconoscerci in questo paese. Non capiamo chi abbia il potere di decidere per chi, perche c'è in atto una spaventosa regressione. Sono profondamente triste e avvilito, e incontro sempre più persone che come me non riesco a capacitarsi di questi cambiamenti assurdi.
S. D. (Università di Firenze)
Come ci si può riconoscere in uno stato, con un governo simile, capace di venir meno ad un diritto come quello allo studio uno stato che fa dell’ignoranza la sua forza, che manipola i media.
F. S- Ho saputo che hai partecipato alla manifestazione che è stata svolta a Roma, cosa ha significato per te questo corteo?
S.D.
Giovani uniti per lo stesso intento, a favore della cultura.. l’unione fa la forza un gruppo solido può fare tanto, l’importante è crederci... Non permettiamo a questi padroni di compromettere il nostro futuro, di dover essere costretti ad immigrare dalla nostra terra. Fermiamo la fuga dei cervelli perché uno stato senza ricercatori è uno stato senza futuro né progresso .
F. S- Pensate questa riforma come un dovere o credete che abbia uno scopo?
L . Z. (laureato presso l’università di Firenze)
Era dovere del governo di riformare il sistema universitario, ma queste riforme anche se dovevano avere un scopo ben preciso (quello di sistemare al meglio possibile i problemi che già esistevano)….penso che si potrebbe trovare il modo di riformare senza danneggiare ( o danneggiare meno) le categorie interessate. Fatto in questo modo si va ben lontano da quello che dovrebbe essere lo scopo vero di una riforma.
F.S Questa riforma è sinonimo di futuro?
G. L . ( Ricercatore presso CNRF - Strasburgo)
Ricerca senza fondi è sinonimo di ricerca senza speranza di sviluppo….Io definirei questo periodo “ La stagione della caccia alla ricerca”. Questi politici non fanno altro che “ricercare l’arma migliore per uccidere la ricerca”.
F.S- L ‘Europa, quanto conta sul capitolo riforma?
M. C.
Volevo ricordare e anche dare un pò di speranza, prossimamente ci saranno le elezioni per il parlamento europeo il quale una volta eletto potrà indicare le linee di condotta dei vari paesi e dare il veto a certe così dette riforme qualora fossero tacciate di antidemocraticità e razzismo. In massa a votare, non c' è solo la piazza, non c' è solo il governo nazionale, anzi, l' EUROPA è ancora più importante. Queste elezioni sono ancora più importanti di quelle politiche nazionali. Certo che se poi la destra....................
R. S. (Università di Firenze)
Leggendo la testata di due importanti giornali stranieri, El paìs e Die Zeit – credo che risalgano alla settimana scorsa – sono rimasta colpita dalle parole usate nei rispettivi titoli, che voglio qui riportare: “Atto criminale contro l’Università italiana”, “Scandalo nell’istruzione pubblica italiana”. Pensandomi in un contesto extra-nazionale e quindi in un contesto più ampio, quale cittadino appartenente alla comunità europea, credo che la riforma attuata dal ministro Tremonti potrà essere molto contestata. Una riforma, in particolare la parte che si riferisce all’istruzione pubblica, che smantella quei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
G. B. (Università di Catania)
La mia paura è sia per il mio di futuro ma soprattutto per quello di chi verrà in seguito. Io parlo da studente di una terra che ha già parecchi problemi e che mi costringerà a prescindere a rifugiarmi nel nord Italia. Paura per coloro che ancora devono approcciarsi al mondo universitario e magari lavorare nel frattempo per pagare dei servizi, molto igienici..
F S - Cosa condividi e cosa disapprovi?
E. d. D.(Università di Firenze)
Non posso dire che sono a favore o a sfavore, perché questa riforma è stata sì strumentalizzata ma anche ridotta ai minimi termini. Con questo non voglio dimostrare che appoggio la maggior parte di ciò che tratta, ma che a volte siamo un gran branco di pecore che marciano sull'operato della politica, attaccando anche le intenzioni dei politici. Questo non è uno di questi casi, ma ostacola e favorisce tanti malintesi, aldilà di ciò che veramente non và.
Il nostro è un paese che da un parte è succube di un sistema che ci sta impoverendo e che ci toglie le possibilità di svolta e di crescita che una società, ed in questo caso l'istruzione, dovrebbe garantire, e dall'altro fà autolesionismo dietro le paure dei cambiamenti
F .S -Molti altri studenti (sopratutto simpatizzanti di destra) approvano questa riforma, questo per indifferenza o per appartenenza politica?
E. d. D. ( Università di Firenze)
Non voglio badare a quelli che protestano, nella loro forma e nella loro apparenza, anche perché se andiamo a vedere appartengono, in molti, allo stesso stereotipo, e basta vederlo, avvicinarlo, durante le occupazioni degli istituti pubblici.
Ma voglio ascoltare le loro motivazioni di controriforma e di lotta, che posso condividere, ma non estremizzare e portare questa Riforma ad uno strumento di perdita del paese.
E' senz'altro vero che i tagli (come la riforma può essere anche soprannominata:riforma dei tagli) sono senza dubbio drastici e probabilmente per la maggior parte dei casi sarà vero tutto quello che viene protestato, ma purtroppo, sono consapevole che l'Italia, è figlia dei suoi sbagli e pagheremo per sempre quelli fatti, da tutti reciprocamente.
F.S- Qual è la vostra paura oggi?
L. D. R. (Università di Bologna)
Le mie paure oggi sono tante: non riuscire a realizzare i progetti per cui ho investito in questi anni universitari studio e soldi, lasciare il mio paese perché non potrà garantirmi la realizzazione di questi progetti, in generale la paura dell’ignoto che mi aspetterà dopo l’Università – non voglio certo continuare a fare il cameriere, mestiere per altro dignitosissimo, con una laurea in antropologia e tanti anni di affitto pagati a vuoto. La mia paura è in fin dei conti paura del futuro, e se un giovane come me ha una visione pessimistica riguardo al proprio avvenire, significa che stanno uccidendo la forza che anima ogni stato, ogni nazione del mondo. In questo caso dello stato italiano, l’anomalia europea.
Fatjona Seko – DEApress
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