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Eciclopedia Wikipedia: libera dove?

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Wikipedia è uno dei fenomeni della generazione Internet. Un'enciclopedia di rara completezza e dall'immediato aggiornamento, costantemente disponibile, gratuita e soprattutto libera. Wikipedia è infatti il frutto del lavoro di chiunque decida di spedere il proprio tempo alla creazione o al miglioramento di una voce: è un'enciclopedia formata da chi la usa.
Per anni Wikipedia è stata guardata con un po' di diffidenza dai più: nessuna affidabilità, nessun controllo da parte di un comitato scientifico. Eppure poco a poco ha preso campo e ha dimostrato nei fatti una capacità di autorevolezza e di precisione ragguardevoli. Adesso tutti la usano, ma la cosa davvero incredibile è che non ci si vergogna più di dichiarare di aver pescato da una fonte fino all'altro ieri misconosciuta. Ha avuto, insomma, il suo affrancamento pubblico.
Il sistema di controllo delle nuove voci da parte dei collaboratori più attivi, del resto, consente di evitare che rimangano a lungo online bufale e imprecisioni. Qualche difficoltà in più si riscontra invece su quei temi suscettibili di diversi punti di vista. Problema spesso risolto con un rimando a eventuali diverse posizioni scolastiche o storiografiche.

Se sulla qualità Wikipedia ha sostanzialmente sfondato il muro dei dubbiosi, è sulla reale e effettiva libertà di sviluppo che cominciano a sorgere dubbi. Si ha l'impressione infatti che i gestori del sistema, ovvero gli utenti registrati più anziani, comincino a preferire un più lento sviluppo dell'enciclopedia in favore di un maggiore controllo delle voci. Potrebbe sembrare un processo virtuoso, ma a ben guardare Wiki non può, in ogni caso, pretendere di avere attendibilità al pari di esperienze gestite da veri comitati scientifici; e quindi, snaturare una tradizione di sviluppo pubblico e spontaneo rischia di essere controproducente.
Wikipedia, al di là degli slogan, funziona in base a un rigidissimo sistema gerarchico sul modello Multi Marketing Level, in base al quale gli utenti più anziani (ovvero con più voci create o modificate) hanno un peso maggiore rispetto a quelli più giovani.
Si arriva però al paradosso, quando quell'anzianità comincia a diventare discriminante nelle pagine di discussione su una voce che lascia qualche perplessità. Vale a dire che se una definizione risulta non confermata, nasce un dibattito al quale sono ammessi soltanto gli utenti con un certo punteggio pregresso, mentre magari ne risultano esclusi utenti troppo "giovani" che potrebbero però avere una specifica competenza sull'argomento.
Si rompe di fatto il principio fondamentale di Wiki, ovvero che chi sa mette a disposizione le conoscenze. E si riproduce un sistema gerarchico, al cui vertice però non c'è una qualche autorevole personalità accademica, ma un qualche utente dal nickname crtiptico, che ha l'unico merito di darsi da fare di più di altri.
Ulteriore problema sta nella scelta di una maggiore affidabilità, a scapito di un più libero sviluppo. Wiki tiene particolarmente a che non esistano voci false, inventate, sbagliate o imprecise. Buona cosa, si dirà. Eppure questo comporta che molte voci assolutamente corrette vengano cancellate, perché un qualche utente ha manifestato dei dubbi sulla loro correttezza. E anche perché il consenso interno conta più della verità.
L'idea di fondo è che è meglio una voce in meno che una voce potenzialmente sbagliata; che è in definitiva il  corretto principio sui cui si fondano tutte le enciclopedie. Ma, al di là della buona affidabilità, Wikipedia non potrà mai competere con il rigore scientifico di una l'Enciclopedia Britannica o di una Treccani. La sua forza dovrebbe stare invece nella freschezza e nella rapidità di aggiornamento e di ampliamento; accettando anche il rischio (necessario e, in ogni caso, ineludibile) di qualche imprecisione.
Ma si è scelto di battere un'altra strada.

Giulio Gori

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Giugno 2008 12:29 )  

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