Le nostre inchieste storiche - Sono passati sessantotto anni e non sappiamo cosa succese nel massacro di Katyn
Questo capitolo della storia del ‘900, rimasto nascosto e tuttora tristemente ignorato, è tra i più chiari esempi di come la conoscenza storica sia mediata e filtrata da interessi che trascendono dalle finalità di libera interpretazione della realtà, fondamentali per la formazione di un’ideologia critica.
Nel 1940, presso la foresta di Katyn (oggi Bielorussia), l’esecuzione di 22000 polacchi, prigionieri di guerra (solo in parte militari), è rimasta per oltre mezzo secolo avvolta nel mistero.
Della strage si ha notizia solo tre anni dopo ma senza che siano individuati i colpevoli. La Germania nazista accusa apertamente l’Unione Sovietica di essere responsabile del massacro di circa 10000 polacchi, uccisi con un colpo alla nuca e gettati in fosse comuni. L’informazione diffusa dalla radio tedesca e successivamente smentita dall’URSS, viene letteralmente insabbiata dall’Inghilterra, che teneva a che i rapporti con l’URSS non s’incrinassero, e poi respinta dalla Croce Rossa Polacca che non voleva alimentare la propaganda tedesca.
Questa prudenza nella comunicazione di notizie potenzialmente pericolose o semplicemente critiche nei riguardi dell’Unione Sovietica, vista, probabilmente, come un baluardo antinazista, ha contribuito a nascondere il ruolo dell’URSS, certamente meno distante dal nazismo di quanto a prima vista si potrebbe pensare. Lo dimostra chiaramente il caso polacco. In seguito all’invasione nazista della parte occidentale della Polonia e la presenza sovietica in quella orientale, la nazione si è trovata stretta in una morsa tra gli interessi a prima vista contrastanti delle due potenze.La tregua, stipulata tra i due paesi che prevedeva la spartizione della Polonia oltre alla non belligeranza, avrebbe dovuto scongiurare operazioni militari sul territorio polacco. Nonostante questo i polacchi avvertirono la logica della guerra direttamente sulla loro pelle. Da una parte infatti la Polonia, contraria ad una dominazione comunista, tentò in tutti i modi di sfavorire strategicamente la Russia, non consentendole il passaggio attraverso il suo territorio; dall'altro le super potenze occidentali non avevano interesse a favorire la Polonia rischiando in tal modo di compromettere i già tesi rapporti coll'URSS. La Polonia si trova così nell'occhio del ciclone senza nessuno che rappresenti i suoi interessi all'interno di questo conflitto.
L'unico modo per scongiurare la dittatura comunista potendo nello stesso tempo contare su di una protezione reale, sarebbe stato allearsi con i nazisti!!! In guerra non esistono nazioni perdenti o eserciti sconfitti. La guerra, come è accaduto per la seconda mondiale, nasce dal bisogno delle nazioni di riequilibrare i rapporti di potere tra loro stesse. I veri perdenti in guerra sono coloro che non godono di alcuna rappresentanza nazionale come in questo caso i polacchi, o come gli ebrei,gli zingari e tutte le minoranze non tutelate politicamente e militarmente. Questa logica ha contribuito a tenere lontana l'opinione pubblica dalla verità sul massacro di katyn. In fondo che importanza possono avere 22 000 vite polacche per gli interessi internazionali?
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