Stati Uniti, Denver, Columbine High School , 20 aprile 1999, 15 morti e decine di feriti. Finlandia, Tuusula, Jokela High School, 7 novembre 2007, 9 morti e 12 feriti.Località diverse, lontane. Stesso contesto, una scuola, e stesso scenario di morte.Mercoledì 7 novembre, nella tranquilla cittadina finlandese, un diciottenne si è introdotto nella sua scuola, armato di una pistola calibro 22, seminando terrore e sangue, per circa quattro ore, tra i cinquecento studenti del liceo, per poi togliersi la vita.Una strage annunciata, quella di Tuusula, un avvertimento che non è stato colto da nessuno fino al fatidico giorno della sua azione. Tutto sembra essere stato organizzato a dovere. Due settimane fa il giovane, che si firmava Sturmgeist 89, “lo spirito della tempesta”, aveva spedito al sito You Tube, uno dei più cliccati dei nostri tempi, un video niente affatto innocuo. Il prodotto della mente di un folle regista-protagonista che appare mentre prova la pistola, indossando una maglietta nera con la scritta “l’umanità è sopravvalutata” e dichiara la sua ammirazione per Hitler e Stalin. Si definiva esistenzialista critico e selezionatore naturale, pronto a combattere fino alla morte per eliminare tutti quelli che considerava inadeguati, disgrazie del genere umano.Ma nessuno è riuscito a fermarlo e oggi i risvolti di questa storia fanno il giro del mondo tra sgomento, incredulità e inevitabili confronti con il ricordo ormai lontano della vicenda di Columbine che ha sconvolto l’America di fine anni 90, di cui il regista americano Michael Moore ha dato una ricostruzione nel suo film documentario Bowling a Columbine.Viviamo nell’era della rete. Internet ha ormai preso il sopravvento su qualsiasi altro mezzo di comunicazione. Basta un click per essere in collegamento con il mondo e far arrivare le nostre idee anche dall’altra parte dell’Oceano, proprio mentre le stiamo pensando, ma in una società come quella di oggi non sempre “progresso” ha un’accezione positiva. La tecnologia avanza ma insieme a lei anche l’uso distorto che purtroppo ne viene fatto.È sempre più raro sentire storie come quella di un ragazzo che è stato assunto per curare la campagna pubblicitaria della Apple. Il protagonista è un giovane della stessa età dell’autore della strage della Finlandia , che attraverso lo stesso sito, You Tube, ha trovato, spedendo un video che aveva ideato sull’ Ipod, una speranza per il suo futuro. La Apple si è preoccupata di contattarlo, attratta dall’originalità delle sue idee, mentre il video di chi ha lanciato un messaggio di violenza e che ha attirato l’attenzione di circa 125 mila navigatori, non ha preoccupato nessuno, ed è stato lasciato indisturbato sul web, oscurato soltanto quando l’avvertimento si è trasformato in triste realtà. Eppure il messaggio era chiaro fin dal titolo “massacro alla Jokela High School – 7novembre 2007". Si parla tanto di sicurezza, in questi ultimi giorni, ma è impossibile mettere un filtro alle idee anche quando risultano pericolose e rischiano di confondersi con la “normalità”.
Emanuela Riolo - DEApress
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