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FutuLIBERo: arte, futuro e tradizione

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FutuLIBERo è un progetto che nasce nell’anno 2009, centenario del Futurismo, come occasione di “ripensamento” della tradizione artistica italiana, in un contemporaneo libero slancio verso il futuro. Ma “LIBER” è anche (e soprattutto) l’oggetto “libro”, ripensato negli anni delle avanguardie paroliberiste anche nella sua struttura fisica. L’idea (culminata in una mostra allestita presso la Biblioteca Nazionale di Firenze nel dicembre 2009) è stata quindi quella di porre a confronto le opere avanguardistiche (ma ormai centenarie) di Fortunato Depero, Tullio D’Albisola e Filippo Tommaso Marinetti con i libri d’artista della contemporaneità, realizzati dai docenti dell’Accademia di Belle Arti (come Andrea Granchi, Gianna Scoino, Tommaso Tozzi e Massimo Orsini) – ma ancor più dai loro allievi. Il progetto, poi, è ulteriormente evoluto negli anni successivi, coinvolgendo gli ancor più giovani allievi dei Licei fiorentini, e valorizzando in particolare le sottili differenze dettate dai diversi indirizzi formativi.

ph. Naomi Muirhead

L’idea di formazione è stata nucleo centrale del progetto FutuLIBERo, ma proprio scegliendo gli elementi più “costruttivi” del Futurismo, si è tenuta lontana da qualsiasi tendenza in-formante: perché come sottolinea Franca Gattini (ricercatrice ANSAS Toscana), il compito principale della scuola pubblica dev’essere quello di «contribuire alla realizzazione di una testa ben fatta». Un’educazione intesa quindi in chiave moriniana, come percorso di ricerca capace di stimolare nell’individuo la formazione di quelle strutture e metodologie di approccio al reale capaci di controllarne la complessità, senza però mai negarla o esaurirla. L’espressione artistica, in questo senso, diviene strumento fondamentale per la crescita dell’individuo; strumento ricco di potenzialità intrinseche, ma che rimarrà amputato e dimidiato, quando incapace di guardare alle risorse che la storia continuamente gli offre.

ph. Naomi Muirhead

La scelta del Futurismo, sottolinea ancora Franca Gattini, risulterebbe all’apparenza contraddittoria: perché questo movimento distruttore delle tradizioni avrebbe rifiutato categoricamente l’inserimento in un programma scolastico, ed allo stesso tempo la sua dirompente “originalità” impallidirebbe ormai di fronte agli scenari attuali. Ma «[i]l Futurismo, per primo, accolse la dirompente dimensione tecnologica nella sfera dell’umano come qualcosa di non alieno, anzi, di profondamente connaturato all’uomo nella sua modernità». E nella «tecnocrazia» del mondo attuale noi vediamo «[l]’uomo, una macchina meravigliosa, inserita come parte di un gigantesco meccanismo, nella macchina mondo. Ecco come il Futurismo giunge fino ai giorni nostri in tutta la sua attualità»: «Ecco quindi che il progetto, partendo da un futuro che è passato, cerca di fornire gli strumenti per capire un futuro che è presente».

ph. Jon Verney

Ma i brani qui citati sono anche testimonianza del passo finale – o meglio, l’ultimo sulla linea cronologica – del progetto: la pubblicazione di un libro (dal titolo appunto FutuLIBERo, a cura di Franca Gattini e Andrea Granchi per Morgana Edizioni, nella Collana “Diritto all’Arte”) che raccoglie in elegante veste grafica le testimonianze e la ricca documentazione su questo progetto.

ph. Jon Verney

La presentazione del libro è avvenuta presso la SACI (Studio Art Centers International) di Firenze lo scorso 27 settembre, accompagnata da una nuova esposizione dei lavori nella sede di Via Sant’Egidio. Il ricco programma della giornata ha contato gli interventi di molteplici operatori culturali – dal Direttore dell’ANSAS Toscana Francesco Verzillo, alla Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Firenze Giuliana Videtta, oltre a Mary Beckinsale, Presidente del SACI, Riccardo Farinelli del Centro per l’Arte Contemporanea “L. Pecci” di Prato e l’artista ed editore Alessandra Borsetti Venier – che si sono succeduti davanti a un folto pubblico, ognuno sottolineando il valore intrinseco di questo percorso di ricerca, anche a fronte delle critiche facilmente rivolte alla scelta del Futurismo come punto di partenza storico. Perché come già detto, del movimento avanguardistico FutuLIBERo coglie unicamente le componenti costruttive e veramente “attuali”, rivolgendo la sua particolare attenzione a quel “medium autosignificante” che è il libro d’artista (nella definizione di Germano Celant), vero punto focale attorno a cui ruotano i momenti opposti e complementari della rievocazione del passato (nella tradizione) e della proiezione verso il futuro.

Franca Gattini e Alessandra Borsetti Venier (ph. Jon Verney)

Andrea Granchi e Francesco Gurrieri (ph. Jon Verney)

A confermare questo indirizzo di svolgimento, a seguito della conferenza e prima della visita alla mostra, si è svolto un breve “intermezzo musicale” (realizzato da Mauro Borri, clavicembalo; Simone Butini, violino; Giacomo Granchi, violino; Cecile Peyrot, violoncello; e Francesco Verzillo, trombone), lungo cui sono state significativamente accostate la sofisticata armonia barocca e le sperimentazioni atonali di Luciano Berio. Un segno di come il passato e la contemporaneità restino legati da un fil rouge sottile ma decisivo, in cui il futuro è contenuto in potenza, e l’energia creativa dello scorrere del tempo è destinata a non esaurirsi mai.

ph. Jon Verney

[tutte le immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa della Galleria SACI - Naomi Muirhead]

FutuLIBERo
sarà visitabile presso la sede della SACI fino al 28 novembre p.v.
con orario: lun/ven 9.00-17.00 e sab/dom 13.00-17.00, chiusura 29 ottobre - 6 novembre. Info: 055 240 910
Tutte le attività sono consultabili sui siti:

Per DEApress,

Simone Rebora

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 01 Ottobre 2011 09:23 )  

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