Come dono per Natale l'aumento della disoccupazione
Finisce l'anno e le prospettive sull'occupazione, la disoccupazione e le non prospettive di nuova occupazione ci lasciano ebetiti. Non solo i precari degli Enti pubblici rimangono per un altro anno (sei mesi) in attesa per nuove proroghe (nella speranza di una futura assunzione...),, non solo i cassaintegrati non sanno se saranno licenziati, ma anche sul fronte dell'occupazione abbiamo come prospettiva nuovi licenziamenti e restrizioni nelle assunzioni (dei giovani) a causa del mercato in crisi. Dall'inizio dell'anno ad oggi la corsa della disoccupazione non si è mai fermata e ora nel terzo trimestre si arriva addirittura al 6,1%, mentre gli occupati hanno subito una frenata (0,4%). L'offerta del lavoro è fermo ai mesi precedenti e si fa fatica a trovare un posto di lavoro: i dati dell'Istat sul mercato del lavoro ci fotografa un "deciso rallentamento rispetto al passato". Grazie al Governo i nostri figli restano a casa e noi restiamo a lavorare all'infinito.
Un dono non gradito che non si può restituire al mittente perché loro non sanno cosa vuol dire "lavorare a nero, a tempo determinato, anzi addirittura non sanno cosa vuol dire lavorare con fatica..."
Silvana Grippi
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