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L'8 marzo

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Oggi 8 marzo vorrei dire No alla Festa delle donne e Si ad una riflessione per una  progettualità di lotta contro le morti sul lavoro e  per il raggiungimento dei diritti negati, lasciando anche lo spazio al ricordo delle conquiste di quest’ultimo trentennio, la parola alle donne in piazza come valore aggiunto dopo un secolo di lotte sociali.
La “Festa della donna” è da molto tempo un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche che unisce  vari strati sociali. Una giornata di mobilitazione internazionale della donna che ci avvicina alle problematiche sociali comuni sia agli uomini che alle donne. Inoltre quest'oggi è anche il centenario dalla presa di coscienza femminile.

L’iniziativa di manifestare è nata cento anni fa per ricordare la morte di alcune lavoratrici uccise sul lavoro. Questa ricorrenza è più che mai attuale perché oggi come ieri si continua a morire sul posto di lavoro. Oggi 8 marzo 2008 ci accorgiamo che molte conquiste sono state rimesse in discussione e quindi non bisogna mai abbassare la guardia per  una difesa continua dei nostri valori, della nostra dignità di donna acquisita con la Costituzione, la conquista del diritto di voto, tutte le leggi per la parità nel lavoro, nei diritti civili, nella tutela della maternità e della paternità, nella condivisione dei lavori, di cura con i propri partners; della L.194, dello Statuto dei Lavoratori,  a partire dalla conciliazione fra tempi di vita privata, di lavoro e di famiglia; per il diritto di scegliere una maternità consapevole; contro ogni tipo di violenza. 
L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale e politico. Una possibilità è che la sua istituzione risalga al 1910 nel corso della II Conferenza dell’Internazionale socialista svoltasi a Copenaghen nella Casa del Pololo "Folkets Hus"  chiamata successivamente “Ungdomshuset”  che riconobbe la proposta di Clara Zetkin di dedicare questo giorno alle donne. Il movimento operaio e socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse le giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile.

L'unica data certa è l’8 marzo 1917 quando le operaie di S.Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la carenza di cibo (nell'ambito della rivoluzione di febbraio). Alcune lavoratrici ipotizzarono che per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza, si preferì omettere il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio della storia del movimento operaio.
In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu poi ripresa e rilanciata dall'UDI (Unione Donne Italiane) associando alla data dell'8 marzo l'ormai tradizionale fiore della mimosa.
In Italia è molto diffusa la storia delle operaie morte negli Stati Uniti, a causa dell'incendio della fabbrica dove queste lavoravano, certamente fu  un grave fatto di cronaca (anche se con corrispondono  le date) che lasciò traccia nelle memorie collettive dei lavoratori, facendola diventare così una mitica  "leggenda".

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 10 Marzo 2008 11:11 )  

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