DEApress

Friday
May 22nd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Maya Deren

E-mail Stampa PDF

Oggi dedico la giornata a Maya Deren

Maya Deren  nata a Kiev il 29 aoruke 1917 e morta a New York il 13 ottobre del 1961.

Ai chiamava Eleonora Drenkovskaja ed era nata a Kiev in Ucraina, lavorò come regista negli Stati Uniti e fu attiva tra gli anni quranta e cinquanta del ventesimo secolo. Era di famiglia ebrea benestante e vide lo scoppio della rivoluzione d'Ottobre.  Entrambi i genitori di Elin'ka erano persone di grande cultura e in particolare il padre era uno psichiatra allievo di Pavlov. Nei suoi video le allusioni psicoanalitiche affiorano abbondantemente e sono dovute all'influenza dell'ambiente familiare, la stessa Eleonora si definisce un'escrescenza della mente paterna.
Le simpatie del padre verso Trostskji e la paura per le rappresaglie antisemite indussero i Derenkovskij a lasciare l'Unione Sovietica nel 1922 per trasferirsi a New York negli Stati Uniti. I Derenkovskij ottennero la cittadinanza statunitense nel 1928, adottando il cognome di Deren. Maya  studiò giornalismo e scienze politiche alla Syracuse University. Negli anni trenata, cominciò a frequentare i movimenti socialisti newyorkesi, sviluppando le forti convinzioni femministe che ritroviamo anche nelle sue opere. Contemporaneamente cominciò a interessarsi alla scena dell'avanguardia, legata soprattutto alle suggestioni provenienti dal surrealismo francese. Sposò un compagno di studi, Gregory Bardacke, che era anche un attivista di sinistra. Nel 1939 si laureò in letteratura inglese  allo Smith College e divorziò da Bardacke. Negli anni trenta e quaranta si dedicò alla danza, facendo anche turnée intarnazionali con la compagnia della ballerina e antropologa afroamericana Katherine Dunham. Insiene alla compagnia si trasferì a Hollywood negli anni quaranta e conobbe il regista cecoslovacco Alexander Hamid detto Sasha. I due si sposarono nel 1942, e si trasferirono a New York nel 1943. La danza è una forma di espressione artistica che, anche nei successivi sviluppi della sua attività di cineasta, rimarrà una delle passioni e degli interessi principali di Deren. Anche negli anni della maturità, amerà esibirsi in pubblico durante i party organizzati dai circoli di intellettuali di New York. All'inizio degli anni '40, usando parte dell'eredità paterna, Deren acquistò di seconda mano la sua prima cinepresa, una Bolex 16 mm, che usò per girare il suo primo film, Meshes of the Afternoon (1943), da molti considerato il suo capolavoro, e una delle pellicole più influenti della storia del cinema statunitense. Nello stesso anno, Eleanora adottò il nome d'arte di Maya che Arthur Schopenhauer intendeva come illusivo binomio tra realtà e sua rappresentazione, vettori che percorrono trasversalmente la carriera dereniana. Il nome "Maya" si riferisce inoltre all'omonima divinità indù e alla madre del Buddha, in questo periodo i coniugi Hammid si avvicinano alla fede buddhista, la lettura del The tibetan book of Dead influenza molte delle scelte stilistiche di Meshes of the Afternoon come la famosa figura in nero con il volto di specchio che ellitticamente ritorna nel corso del film o la "doppia soggettiva" dello specchio con Sasha, è nota pratica buddhista di depersonalizzazione l'osservare il mondo attraverso la realtà filtrata dello specchio, ancora una volta realtà e sua rappresentazione, che così diventano vettori trasversali a tutta la carriera dereniana. Un nome decisamente metacinematografico. Hamid contribuì alla realizzazione di Meshes of the Afternoon, in cui recitò insieme alla stessa Deren. La loro unione durò solo alcuni anni. Hamid in seguito si sposò con Hella Hamon, un'amica comune della coppia, che aveva contribuito alla realizzazione del secondo film di Deren, At Land (1944). Meshes of the Afternoon procurò alla sua autrice una certa notorietà presso i circoli dell'avanguardia newyorkese gravitanti intorno al Greenwich Village. In quegli anni Deren ebbe modo di conoscere e frequentare intellettuali come la scrittrice Anaïs Nin, l'artista Marcel Duchamp, il compositore John Cage e il filosofo Gregory Bateson, al quale si legò anche sentimentalmente per un breve periodo. Il suo secondo film, At Land, fu realizzato nel 1944, sempre in 16mm. Le prime due pellicole di Deren sono caratterizzate da un uso poetico delle immagini, legate tra loro non secondo criteri (crono)logici, ma simbolici e associativi. In esse si può scorgere l'influsso degli autori del Surrealismo, come Luis Buñuel e Jean Cocteau. A breve seguirono A Study in Choreography for Camera (1945) e Ritual in Transfigured Time (1946) con la partecipazione di Anaïs Nin e le performance dei danzatori Rita Christiani e Frank Westbrook.
L'interesse per il Vodun - Nel 1946 Deren ottenne una borsa di studio Guggenheim.[1] Il premio, frutto anche delle raccomandazioni di Bateson e di altri sodali della Deren, rappresenta il primo caso di assegnazione della borsa a un regista. Deren usò i soldi della borsa per compiere un viaggio a Haiti, dove ebbe modo si studiare sul campo la cultura Vodun e i suoi riti. Tra il 1946 e il 1954 compì tre lunghi viaggi nell'isola, raccogliendo numerose ore di materiale filmato sui riti locali, in particolar modo quelli legati alle performance di possessione. Scrisse anche un libro, in collaborazione con Joseph Campbell, Divine Horsemen: the Living Gods of Haiti, che ancora oggi è considerato tra i meglio documentati sull'argomento.L'interesse di Deren per il Vodun andò sempre più approfondendosi, e si trasformò infine in una vera e propria adesione ai principi spirituali di questa religione. Durante i suoi soggiorni a Haiti, Deren prese a partecipare attivamente alle cerimonie e le fu assegnato uno spirito-guida, identificato nella dea dell'amore, Erzulie.

Gli ultimi anni

Nel corso degli anni cinquanta, tornata a New York, Deren prese a condurre una vita piuttosto precaria. Da un lato cominciò a organizzare performance di musiche e riti Vodun, spesso accompagnandole a proiezioni dei suoi film, o a conferenze sull'argomento; dall'altro continuò le sue ricerche filmiche sulla danza. Il risultato finale può essere considerato The Very Eye of Night, in cui la Deren profuse buona parte delle sue energie e convinzioni estetiche. Il film fu segnato da grosse difficoltà produttive (dovute in gran parte a carenza cronica di fondi) e fu completato solo nel 1955 (dopo circa 3 anni di lavorazione) e distribuito nel 1959. Sempre negli anni cinquanta Deren ebbe modo di conoscere intellettuali come il poeta James Merrill e il giovane regista Stan Brakhage, che di Deren si è sempre considerato idealmente un discepolo. Nel 1952 Deren conobbe e si legò sentimentalmente al compositore giapponese Teiji Itō, figlio di una sua amica ballerina, più giovane di lei di 18 anni. Itō realizzò la colonna sonora di diversi suoi film, tra cui Meshes of the Afternoon. I due si sposarono infine nel 1960, dopo una lunga convivenza. Itō rimase al fianco della regista fino al suo letto di morte. Deren morì nel 1961, a seguito di un'emorragia cerebrale. Si suppone che la causa principale della sua morte prematura sia stata l'aggravarsi dello stato di debilitazione in cui si trovava. Pare infatti che a causa delle privazioni economiche e delle difficoltà incontrate nella produzione dei suoi film, Deren versasse in una grave condizione di denutrizione e di prostrazione psicologica. Condizione aggravata dall'eccentrico comportamento della regista, in gran parte frutto delle sue credenze legate al Vodun, e dai cocktail di psicofarmaci e amfetamine di cui era diventata dipendente. C'è anche chi ha ipotizzato che la morte sia stata causata da una maledizione Vodun, ma questa tesi (sebbene la stessa Deren potrebbe trovarla credibile) ha oggi poco credito.

Dopo la morte

Dopo la sua morte, gli amici e collaboratori curarono il completamento delle opere rimaste incompiute. Uno degli interventi più significativi sull'opera postuma della regista è il montaggio del materiale filmato a Haiti in un lungometraggio dal titolo Divine Horsemen. Nel 2001, la regista austriaca Martina Kudláček ha realizzato un documentario su Maya Deren, dal titolo In The Mirror of Maya Deren, con musiche originali di John Zorn.

Filmografia

 

Notizie reperite su Wikipedia

Share

Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Marzo 2011 11:46 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvio Terenzi . 21 Maggio 2026
Lydia Montelier“O’ahu” Lydia Montelier torna alla narrativa storica con “O’ahu”, un romanzo che attraversa la tragedia di Pearl Harbor intrecciando il rigore documentale con il destino umano dei suoi protagonisti. Ambientata nelle Hawaii alla fi...
Silvana Grippi . 19 Maggio 2026
 Comune di Firenze Q.2    Galleria DEA FESTIVAL MEDIAMIX - "L'Arte è ..." Piazza della Libertà - Parterre - Firenze   dal 27 al 30 maggio "full immersion" di quadri e sculture, video e teatro, musica e poesi...
Antonio Desideri . 19 Maggio 2026
Trovarsi di fronte ad una fotografia - più ancora che davanti ad un dipinto o ad una scultura per i quali secoli di teorie e pratiche critiche hanno già definito e sedimentato significati di qualsiasi segno - allo spettatore più smaliziato dovrebbe r...
Silvana Grippi . 18 Maggio 2026
Il 19 maggio debutta al Teatro Grazia Deledda di Paulilatino, il nuovo spettacolo del Teatro Instabile e della compagnia Pupi di Stac di Firenze “Pinocchio… burattino di strada”. Aldo Sicurella ed Enrico Spinelli insieme...
simone fierucci . 16 Maggio 2026
La Francia ha condannato formalmente “l’attacco rivendicato dal Fronte Polisario contro la città di Smara”, affermando che “minaccia la stabilità regionale e compromette il processo negoziale avviato dopo l’adozione della risoluzione 2797 del Consigl...
Silvana Grippi . 15 Maggio 2026
    Grazia Giaume psicoterapeuta lavora con l'Arteterapia da molto tempo, organizza laboratori in cui mette corpo e anima per  creare insieme ai partecipanti usando metafore e rendo agevole messaggi motivazionali con l'uso dell’...
Silvana Grippi . 15 Maggio 2026
Il corrispondente un po`perso   Dopo circa di un mese di permanenza in Italia, ho avuto tempo di parlare con persone molto gentili su vari argumenti; classici, come il cibo, il programma di lavoro, il mezzo di trasporto… e altri. Dif...
Silvana Grippi . 14 Maggio 2026
  L'artista Salvatore Marti nasce nel salento a Curofiano (Le) e fin da giovane si presenta con opere di pittura che riflettono la sua origine pugliese ma successivamente approfondisce altri settori artistici che riflettono una progettualità ...
Silvio Terenzi . 14 Maggio 2026
Michela Volpi“Noi, generazione dei trent’anni” Si intitola “Noi, generazione dei trent’anni”, il primo libro di Michela Volpi, un percorso lucido e profondo dentro le dinamiche familiari, le emozioni irrisolte e il desiderio di libertà interiore. ...

Galleria DEA su YouTube