newsletter n. 325, anno 3°, luglio 2009
*MESSICO: assassinati due giornalisti in 24 ore, sale a sei il numero dei
reporter uccisi nel Paese dall'inizio dell'anno*
17.07.09 - Martín Javier Miranda Avilés, reporter del quotidiano 'Panorama'
e corrispondente dell'agenzia di informazione e di analisi Quadratin è stato
trovato morto nella sua abitazione della città di Zitacuaro (stato di
Michoacan, sud-ovest del Paese) ucciso da due coltellate alla schiena.
Nonostante il quadro del delitto possa condurre a qualsiasi pista, i suoi
colleghi non escludono che l'omicidio possa essere legato al lavoro di
Aviles, che recentemente aveva ricevuto minacce. Il quotidiano è stato,
inoltre, recentemente al centro di una dura polemica con la polizia che ha
portato, quindici giorni fa, all'attacco di alcuni strilloni che stavano
vendendo l'edizione in cui si parlava dell'arresto di un poliziotto per
traffico di droga. Poche ore dopo Ernesto Montañez Valdivia, redattore del
giornale locale ' Enfoque del Sol de Chihuahua', è stato ucciso a Ciudad
Juárez (nord del Paese), mentre era bordo della sua vettura, che è stata
crivellata di colpi di arma da fuoco. Il figlio diciassettenne che lo
accompagnava è rimasto gravemente ferito. (fonte: RSF)*
**Comunicato stampa di ISF: "Continua la guerra ai giornalisti nella Russia
di Putin**"*
17.07.09 - Per 'associazione Memorial non ci sono dubbi sul nome del
mandante dell`omicidio della collega Natalya Estemirova : Ramzan Kadyrov. Il
Presidente filorusso della Cecenia, insediato da Vladimir Putin è stato
indicato come mandante anche per l’omicidio della giornalista della Novajia
Gazeta Anna Politkovskajia. Perché Kadyrov? « Non solo perché governa la
Cecenia , ma lui ha minacciato Natalya dicendole che si sarebbe sporcato le
mani di sangue per punire i nemici» , dichiara il presidente di Memorial, la
più antica associazione umanitaria russa Oleg Orlov . I massacri e i molti
misteri legati alla guerra in Cecenia avvelenano la società alimentando un
contro sistema nelle mani di militari e intelligence che condiziona anche il
Cremlino e hanno già provocato molte vittime anche fra i colleghi. La Guerra
in Cecenia è stata il trampolino per la scalata al potere da parte di
Vladimir Putin e molti sospetti circondano gli attentati che colpirono Mosca
alla vigilia della sua prima elezione e che furono attribuiti alla
guerriglia cecena, anche se, secondo il colonnello dell’FSB Alexander
Litvinenko, ucciso a Londra con una dose di polonio 210, sarebbero invece da
attribuire ai servizi russi. Da allora i rapporti fra Putin, servizi,
militari e militanti filorussi della Cecenia, appaiono indissolubili. Per le
associazioni umanitarie sono oltre duecento i giornalisti assassinati nella
Federazione Russa dall’ascesa di Putin, nel 2000 a oggi. La Nuova Russia
mantiene la tradizione sanguinaria di repressione del dissenso del regime
che l’ha preceduta.
*L'UE sollecita una inchiesta per l'uccisione della giornalista Esterimova*
17.07.09 - Mentre la presidenza svedese di turno della Ue ha sollecitato le
autorità russe ad investigare sull'uccisione dell'attivista Natalia
Estemirova, il capo del comitato investigativo presso la procura generale
russa, Bastrikin, è arrivato ieri in Inguscezia per indagare sull'omicidio.
Bastrikin, considerato uomo legato al premier Putin, ha coordinato anche le
indagini sul delitto della giornalista Anna Politkovsakia,che hanno portato
ad un processo finito con l'assoluzione di tutti gli imputati. (fonte: ANSA)
*
**IRAN: la protesta che non fa più notizia*
17.07.09 - Invano i siti dei riformisti denunciano centinaia di morti e
nuove repressioni. Inutilmente Amnesty lancia appelli. Archiviato anche il
G8, con le sue prese di posizione di circostanza, i riflettori sembrano
definitivamente spenti su quel che sta accadendo in Iran. L'attenzione,
comunque scarsa, ruota attorno alla minaccia atomica, vera o presunta,
dell'assai vantato e ostentato sviluppo nucleare . Un silenzio mediatico e
politico che pare la smentita migliore ai timori di chi - in consonanza con
il regime degli ayatollah- ipotizzava un intervento "occulto" di Usa e Gran
Bretagna nell'orchestrazione delle proteste. Ultimo a smentire ogni
possibile pressione il segretario generale della Nato, Scheffer,
intervistato dalla tv saudita, al Arabiya, che pur esprimendo
«preoccupazioni» per quel che avviene in Iran, ha assicurato che «l’Alleanza
atlantica non ha e non avrà alcun ruolo in merito». Della rabbia degli
iraniani in rivolta contro quello che si rivela sempre di più un regime che
nulla ha di democratico il mondo se ne infischia. Invano ai 20 morti
"ufficiali" ammessi dal regime i siti riformisti e i dissidenti in esilio
oppongono notizie di «centinaia di persone scomparse», di corpi senza vita
accatastati nell’obitorio di Teheran e sottratti alle ricerche di congiunti
e amici. Secondo la tv satellitare al Arabiya sarebbero almeno 46 i
desaparecidos dall’inizio della rivolta dei moderati contro il
contestatissimo esito delle presidenziali del 12 giugno scorso. Il sito web
di «Musharakat Islami», organizzazione del fronte riformista che appoggia il
candidato sconfitto, Mir Hossein Mousavi, i cui capi sono quasi tutti in
carcere, sostiene di avere «informazioni certe dell’esistenza di centinaia
di cadaveri nella sede di Medicina Legale di Teheran. Apparterrebbero ai
manifestanti uccisi nei giorni scorsi durante gli ultimi scontri a Teherane
e sarebbero stati ammassati nell’obitorio usato dai medici legali della
capitale iraniana per evitare una immediata restituzione alle famiglie e
pericolosi funerali di massa. E' il caso di Suhran Arabi, 19 anni, il
giovane riformista ucciso il 15 giugno, ma consegnato alla famiglia solo
sabato scorso per essere seppellito domenica nel cimitero dei ’martiri di
Teheran. La madre ha denunciato: "Per 26 giorni mi hanno preso in giro e mi
mandavano da un carcere ad un altro e non mi dicevano cosa hanno fatto al
mio figlio". Sohrab secondo alcuni testimoni è stato ucciso sotto la tortura
mentre il regime sostiene che è stato colpito al cuore con una pallottola.
Il modo in cui le autorità iraniane hanno imposto restrizioni all'utilizzo
delle tecnologie di comunicazione, comprese le telecomunicazioni, delle
trasmissioni satellitari e dell'accesso a Internet; vietato le
manifestazioni pacifiche e aggredito e arrestato attivisti politici,
giornalisti, studenti e difensori dei diritti umani è oggetto di una
denuncia di Amnesty che sottolinea come la libertà di assemblea sia
espressamente stabilita dal Patto internazionale sui diritti civili e
politici, di cui l'Iran è stato parte e sia inoltre garantita dalla
Costituzione iraniana. Parole destinate a cadere nel vuoto. Invano da quasi
un mese l'associazione chiede alle autorità iraniane di consentire le
manifestazioni pacifiche, di assicurare che le forze di polizia agiscano con
equilibrio nel mantenimento dell'ordine durante le manifestazioni, di non
usare la milizia Basij come forza di polizia contro i manifestanti e
sollecita il governo a porre fine alle restrizioni alla libertà di
espressione, che comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere
informazioni e opinioni, di rilasciare immediatamente e incondizionatamente
tutti coloro che sono stati arrestati solo per aver espresso pacificamente
il proprio parere sulle irregolarità elettorali, di indagare a fondo su
tutte le uccisioni, comprese possibili esecuzioni extragiudiziali, e di
portare i responsabili di fronte alla giustizia. Non ascolta l'Iran. E
nemmeno il resto del mondo. (fonte: la Stampa)*
**RUSSIA: corrispondenza controllata*
17.07.09 - Addio privacy in Russia: tra pochi giorni tutta la corrispondenza
epistolare, pacchi compresi, potrà essere controllata. Non ci sara' nemmeno
bisogno dell'autorizzazione giudiziaria: otto strutture di forza del Paese,
tra cui servizi segreti, dogana, antidroga potranno compiere ispezioni. In
sostanza è un ritorno all'epoca zarista, o a quella del Kgb sovietico. Iuri
Vdoghin, difensore dei diritti umani, porterà alla corte suprema una
richiesta per cancellare il decreto. (fonte: Ansa)
* Information Safety and Freedom
* analisi, documenti e notizie sullo stato di
salute della libertà di stampa nel mondo *
* * sede: piazza D'Azeglio 18 - Firenze
* * sito web: http://www.isfreedom.org*
*ISF*
*MESSICO: assassinati due giornalisti in 24 ore, sale a sei il numero dei
reporter uccisi nel Paese dall'inizio dell'anno*
17.07.09 - Martín Javier Miranda Avilés, reporter del quotidiano 'Panorama'
e corrispondente dell'agenzia di informazione e di analisi Quadratin è stato
trovato morto nella sua abitazione della città di Zitacuaro (stato di
Michoacan, sud-ovest del Paese) ucciso da due coltellate alla schiena.
Nonostante il quadro del delitto possa condurre a qualsiasi pista, i suoi
colleghi non escludono che l'omicidio possa essere legato al lavoro di
Aviles, che recentemente aveva ricevuto minacce. Il quotidiano è stato,
inoltre, recentemente al centro di una dura polemica con la polizia che ha
portato, quindici giorni fa, all'attacco di alcuni strilloni che stavano
vendendo l'edizione in cui si parlava dell'arresto di un poliziotto per
traffico di droga. Poche ore dopo Ernesto Montañez Valdivia, redattore del
giornale locale ' Enfoque del Sol de Chihuahua', è stato ucciso a Ciudad
Juárez (nord del Paese), mentre era bordo della sua vettura, che è stata
crivellata di colpi di arma da fuoco. Il figlio diciassettenne che lo
accompagnava è rimasto gravemente ferito. (fonte: RSF)*
**Comunicato stampa di ISF: "Continua la guerra ai giornalisti nella Russia
di Putin**"*
17.07.09 - Per 'associazione Memorial non ci sono dubbi sul nome del
mandante dell`omicidio della collega Natalya Estemirova : Ramzan Kadyrov. Il
Presidente filorusso della Cecenia, insediato da Vladimir Putin è stato
indicato come mandante anche per l’omicidio della giornalista della Novajia
Gazeta Anna Politkovskajia. Perché Kadyrov? « Non solo perché governa la
Cecenia , ma lui ha minacciato Natalya dicendole che si sarebbe sporcato le
mani di sangue per punire i nemici» , dichiara il presidente di Memorial, la
più antica associazione umanitaria russa Oleg Orlov . I massacri e i molti
misteri legati alla guerra in Cecenia avvelenano la società alimentando un
contro sistema nelle mani di militari e intelligence che condiziona anche il
Cremlino e hanno già provocato molte vittime anche fra i colleghi. La Guerra
in Cecenia è stata il trampolino per la scalata al potere da parte di
Vladimir Putin e molti sospetti circondano gli attentati che colpirono Mosca
alla vigilia della sua prima elezione e che furono attribuiti alla
guerriglia cecena, anche se, secondo il colonnello dell’FSB Alexander
Litvinenko, ucciso a Londra con una dose di polonio 210, sarebbero invece da
attribuire ai servizi russi. Da allora i rapporti fra Putin, servizi,
militari e militanti filorussi della Cecenia, appaiono indissolubili. Per le
associazioni umanitarie sono oltre duecento i giornalisti assassinati nella
Federazione Russa dall’ascesa di Putin, nel 2000 a oggi. La Nuova Russia
mantiene la tradizione sanguinaria di repressione del dissenso del regime
che l’ha preceduta.
*L'UE sollecita una inchiesta per l'uccisione della giornalista Esterimova*
17.07.09 - Mentre la presidenza svedese di turno della Ue ha sollecitato le
autorità russe ad investigare sull'uccisione dell'attivista Natalia
Estemirova, il capo del comitato investigativo presso la procura generale
russa, Bastrikin, è arrivato ieri in Inguscezia per indagare sull'omicidio.
Bastrikin, considerato uomo legato al premier Putin, ha coordinato anche le
indagini sul delitto della giornalista Anna Politkovsakia,che hanno portato
ad un processo finito con l'assoluzione di tutti gli imputati. (fonte: ANSA)
*
**IRAN: la protesta che non fa più notizia*
17.07.09 - Invano i siti dei riformisti denunciano centinaia di morti e
nuove repressioni. Inutilmente Amnesty lancia appelli. Archiviato anche il
G8, con le sue prese di posizione di circostanza, i riflettori sembrano
definitivamente spenti su quel che sta accadendo in Iran. L'attenzione,
comunque scarsa, ruota attorno alla minaccia atomica, vera o presunta,
dell'assai vantato e ostentato sviluppo nucleare . Un silenzio mediatico e
politico che pare la smentita migliore ai timori di chi - in consonanza con
il regime degli ayatollah- ipotizzava un intervento "occulto" di Usa e Gran
Bretagna nell'orchestrazione delle proteste. Ultimo a smentire ogni
possibile pressione il segretario generale della Nato, Scheffer,
intervistato dalla tv saudita, al Arabiya, che pur esprimendo
«preoccupazioni» per quel che avviene in Iran, ha assicurato che «l’Alleanza
atlantica non ha e non avrà alcun ruolo in merito». Della rabbia degli
iraniani in rivolta contro quello che si rivela sempre di più un regime che
nulla ha di democratico il mondo se ne infischia. Invano ai 20 morti
"ufficiali" ammessi dal regime i siti riformisti e i dissidenti in esilio
oppongono notizie di «centinaia di persone scomparse», di corpi senza vita
accatastati nell’obitorio di Teheran e sottratti alle ricerche di congiunti
e amici. Secondo la tv satellitare al Arabiya sarebbero almeno 46 i
desaparecidos dall’inizio della rivolta dei moderati contro il
contestatissimo esito delle presidenziali del 12 giugno scorso. Il sito web
di «Musharakat Islami», organizzazione del fronte riformista che appoggia il
candidato sconfitto, Mir Hossein Mousavi, i cui capi sono quasi tutti in
carcere, sostiene di avere «informazioni certe dell’esistenza di centinaia
di cadaveri nella sede di Medicina Legale di Teheran. Apparterrebbero ai
manifestanti uccisi nei giorni scorsi durante gli ultimi scontri a Teherane
e sarebbero stati ammassati nell’obitorio usato dai medici legali della
capitale iraniana per evitare una immediata restituzione alle famiglie e
pericolosi funerali di massa. E' il caso di Suhran Arabi, 19 anni, il
giovane riformista ucciso il 15 giugno, ma consegnato alla famiglia solo
sabato scorso per essere seppellito domenica nel cimitero dei ’martiri di
Teheran. La madre ha denunciato: "Per 26 giorni mi hanno preso in giro e mi
mandavano da un carcere ad un altro e non mi dicevano cosa hanno fatto al
mio figlio". Sohrab secondo alcuni testimoni è stato ucciso sotto la tortura
mentre il regime sostiene che è stato colpito al cuore con una pallottola.
Il modo in cui le autorità iraniane hanno imposto restrizioni all'utilizzo
delle tecnologie di comunicazione, comprese le telecomunicazioni, delle
trasmissioni satellitari e dell'accesso a Internet; vietato le
manifestazioni pacifiche e aggredito e arrestato attivisti politici,
giornalisti, studenti e difensori dei diritti umani è oggetto di una
denuncia di Amnesty che sottolinea come la libertà di assemblea sia
espressamente stabilita dal Patto internazionale sui diritti civili e
politici, di cui l'Iran è stato parte e sia inoltre garantita dalla
Costituzione iraniana. Parole destinate a cadere nel vuoto. Invano da quasi
un mese l'associazione chiede alle autorità iraniane di consentire le
manifestazioni pacifiche, di assicurare che le forze di polizia agiscano con
equilibrio nel mantenimento dell'ordine durante le manifestazioni, di non
usare la milizia Basij come forza di polizia contro i manifestanti e
sollecita il governo a porre fine alle restrizioni alla libertà di
espressione, che comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere
informazioni e opinioni, di rilasciare immediatamente e incondizionatamente
tutti coloro che sono stati arrestati solo per aver espresso pacificamente
il proprio parere sulle irregolarità elettorali, di indagare a fondo su
tutte le uccisioni, comprese possibili esecuzioni extragiudiziali, e di
portare i responsabili di fronte alla giustizia. Non ascolta l'Iran. E
nemmeno il resto del mondo. (fonte: la Stampa)*
**RUSSIA: corrispondenza controllata*
17.07.09 - Addio privacy in Russia: tra pochi giorni tutta la corrispondenza
epistolare, pacchi compresi, potrà essere controllata. Non ci sara' nemmeno
bisogno dell'autorizzazione giudiziaria: otto strutture di forza del Paese,
tra cui servizi segreti, dogana, antidroga potranno compiere ispezioni. In
sostanza è un ritorno all'epoca zarista, o a quella del Kgb sovietico. Iuri
Vdoghin, difensore dei diritti umani, porterà alla corte suprema una
richiesta per cancellare il decreto. (fonte: Ansa)
* Information Safety and Freedom
* analisi, documenti e notizie sullo stato di
salute della libertà di stampa nel mondo *
* * sede: piazza D'Azeglio 18 - Firenze
* * sito web: http://www.isfreedom.org*
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