Firenzeprecaria comunica:
Questa mattina una cinquantina fra lavoratori, studenti e militanti dei
centri sociali hanno manifestato alla Fortezza da Basso con un volantinaggio
per ricordare Moustapha, il ragazzo marocchino di 22 anni morto la scorsa
settimana mentre lavorava a nero e senza protezioni per una ditta di
allestimenti a Pitti uomo.
Abbiamo scelto l'inaugurazione dell'ennesima kermesse della moda, Pitti
Filati, per richiamare l'attenzione di una città ormai attenta solo a ciò
che è immagine e profitto, sulla tragedia delle morti sul lavoro, ed in
particolare sulla morte di un giovane immigrato, resa ancora più
inaccettabile dalla lucida volontà dimostrata da parte dei responsabili di
nascondere ciò che è successo per non far emergere la realtà di sfruttamento
e discriminazione che si nasconde dietro alla vetrina di Pitti immagine.
Abbiamo alzato la voce per stigmatizzare l'imperdonabile silenzio di
padroncini, amministratori e perfino dei sindacati che preferiscono
aspettare i risultati delle inchieste della magistratura piuttosto che
ascoltare le tesimonianze dei colleghi di Moustapha e denunciare con forza
le condizioni ed i ritmi di lavoro cui sono costretti.
Per questo continueremo ad esigere verità per Moustapha, per la sua
famiglia, e per chi come lui è costretto a rischiare la vita sul lavoro ogni
giorno. Continueremo a ricordare la sua storia che è poi quella di altre
migliaia di persone che sono costrette dal bisogno a condizioni di
lavoro umilianti e pericolose. Non si può dimenticare, non si può far finta
di niente se un giovane uomo, padre di due figli, viene ucciso sul lavoro a
Firenze, alla Fortezza da Basso.
Perchè non è possibile voltarsi dall'altra parte
Perchè rifiutiamo di essere complici di coloro che si indignano solo per i
morti "in regola".
Perchè anche questo, come purtroppo tanti altri, lo sentiamo come uno di noi!
centri sociali hanno manifestato alla Fortezza da Basso con un volantinaggio
per ricordare Moustapha, il ragazzo marocchino di 22 anni morto la scorsa
settimana mentre lavorava a nero e senza protezioni per una ditta di
allestimenti a Pitti uomo.
Abbiamo scelto l'inaugurazione dell'ennesima kermesse della moda, Pitti
Filati, per richiamare l'attenzione di una città ormai attenta solo a ciò
che è immagine e profitto, sulla tragedia delle morti sul lavoro, ed in
particolare sulla morte di un giovane immigrato, resa ancora più
inaccettabile dalla lucida volontà dimostrata da parte dei responsabili di
nascondere ciò che è successo per non far emergere la realtà di sfruttamento
e discriminazione che si nasconde dietro alla vetrina di Pitti immagine.
Abbiamo alzato la voce per stigmatizzare l'imperdonabile silenzio di
padroncini, amministratori e perfino dei sindacati che preferiscono
aspettare i risultati delle inchieste della magistratura piuttosto che
ascoltare le tesimonianze dei colleghi di Moustapha e denunciare con forza
le condizioni ed i ritmi di lavoro cui sono costretti.
Per questo continueremo ad esigere verità per Moustapha, per la sua
famiglia, e per chi come lui è costretto a rischiare la vita sul lavoro ogni
giorno. Continueremo a ricordare la sua storia che è poi quella di altre
migliaia di persone che sono costrette dal bisogno a condizioni di
lavoro umilianti e pericolose. Non si può dimenticare, non si può far finta
di niente se un giovane uomo, padre di due figli, viene ucciso sul lavoro a
Firenze, alla Fortezza da Basso.
Perchè non è possibile voltarsi dall'altra parte
Perchè rifiutiamo di essere complici di coloro che si indignano solo per i
morti "in regola".
Perchè anche questo, come purtroppo tanti altri, lo sentiamo come uno di noi!
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