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Sul nuovo piano paesaggistico

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Riceviamo e pubblichiamo da parte dei "Comitati dei Cittadini dell' area fiorentina": 
"CAMERA CON PISTA -IL NUOVO PIANO PAESAGGISTICO DELLA TOSCANA 
 

Lo scorso 16 giugno il Consiglio Regionale ha adottato il Piano del Paesaggio della Regione Toscana. Dopo l’approvazione del Piano di Indirizzo territoriale (PIT), avvenuta a marzo, con questo strumento si vuole completare la regolamentazione degli interventi possibili sul territorio regionale. Dal momento della pubblicazione sul “Bollettino Ufficiale della Regione Toscana” ci saranno due mesi di tempo per le osservazioni dei cittadini. 
Una volta approvato il Piano, probabilmente entro la fine dell’anno, i Comuni dovranno verificare se i loro strumenti urbanistici siano coerenti con le indicazioni ed eventualmente adeguarli.
Fin dalla sua adozione, la Rete Toscana dei Comitati per la difesa del Territorio e i Comitati dei Cittadini, insieme a Italia Nostra hanno mosso profonde critiche al PIT; ora il Piano paesaggistico che completa il PIT ripropone gli stessi criteri e la stessa filosofia.
Apparentemente si tratta di un alleggerimento del carico burocratico per le Soprintendenze le cui pratiche passerebbero da 30.000 a 10.000 all’anno. Attualmente, infatti, nelle aree tutelate “per decreto” o “per legge”, anche le piccole modifiche (dalla manutenzione ordinaria fino a piccoli aumenti di volumetria) sono soggette al parere della Soprintendenza.
Ma la novità del nuovo Piano, di rilevante impatto, è che le competenze in materia paesaggistica vengono delegate ai Comuni i quali dovranno recepire, nei loro strumenti urbanistici, i parametri del piano paesaggistico: solo i progetti di maggior impatto territoriale verranno sottoposti al parere, obbligatorio ma non più vincolante, della Sovrintendenza la quale si limiterà, in questi casi, a certificare se il Comune abbia correttamente adeguato il proprio strumento urbanistico ai parametri indicati nel Piano paesaggistico. In una parola, come abbiamo già detto altre volte, il paesaggio appartiene al Sindaco.
Per intendere pienamente la portata di questa novità bisogna inquadrarla e contestualizzarla nell’attuale situazione nazionale e locale del governo del territorio e dei beni culturali.
Questi gli elementi più rilevanti:
  • grave indebolimento tecnico-scientifico dell’amministrazione statale, in particolare con lo smantellamento e la delegittimazione delle Soprintendenze per i Beni Culturali; 
  • sottodotazione dei Comuni, che al momento non possiedono le competenze culturali e tecniche né gli strumenti organizzativi per fronteggiare l’improvviso carico di pratiche, che si produce per di più in una situazione di grave indebitamento delle finanze locali;
  • recentissima soppressione da parte del ministro Bondi della Direzione per il paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: giustificata con esigenze di riorganizzazione, si traduce di fatto in un indebolimento dell’attività di controllo e di emanazione di pareri di merito;
  • rinvio da gennaio a luglio, di fatto sine die, dell’approvazione del Codice dei Beni culturali, chiesto e ottenuto dalla Regione Toscana, insieme ad altre Regioni anche di centrodestra;
  • dimissioni di Salvatore Settis da Presidente del Consiglio superiore dei beni culturali per protesta contro il taglio di bilancio di un miliardo di euro, la mancanza di personale e il ricorso sistematico al commissariamento delle Soprintendenze;
  • il Piano casa proposto dal governo Berlusconi, poi ridimensionato dopo il terremoto in Abruzzo, che liberalizza aumenti volumetrici proporzionali dell’edificato esistente. E’ seguita una conferenza unificata delle Regioni (1° aprile 2009) che ha approvato un’intesa con la quale le Regioni rivendicano autonomia decisionale in proposito;
  • il Piano casa della Regione Toscana che, spontaneamente, legittima aumenti volumetrici anche in zone vincolate.


 L’ineffabile assessore regionale all’Urbanistica Riccardo Conti sostiene che affidare il paesaggio ai Comuni è soprattutto più democratico, che la Toscana, essendo una regione viva e dinamica, ha bisogno di avere le mani libere per promuovere la propria economia, che difendere certi paesaggi fa solo il gioco dei proprietari terrieri, magari provenienti dall’estero o da altre regioni. Insomma: la Toscana ai toscani! (Ha ragione Ilvo Diamanti quando afferma che Regioni bianco-rosse e regioni verdi, al di là delle ideologie, hanno in comune un forte localismo).
L’opinione secondo cui tutelare un territorio attraverso l’imposizione di vincoli sarebbe sottrarlo alla democrazia è una mistificazione. 
Su questa strada l’Italia si è giocata il Veneto, la Liguria e, per quanto riguarda la nostra Regione, il 15,71 per cento del suo territorio, tra il 1990 e il 2005.
Il paesaggio è tutelato dalla Costituzione (art. 9) perché non appartiene solo ai residenti ma costituisce nel suo insieme la stessa identità della Nazione (ed è per questo che è tutelato dalla Costituzione nazionale, tra i suoi Principi fondamentali), e appartiene in sostanza a una comunità più vasta anche transnazionale.
La pur buona tradizione urbanistica dei piccoli Comuni toscani non può certo bastare a fronteggiare le spinte speculative globalizzate che un simile territorio e i suoi valori immobiliari richiamano.
Al di là delle denunce dei Comitati ecco che cosa scriveva pochi giorni fa Cristopher Hume, del “Today’s Toronto Star”, in un articolo intitolato Il moderno degrado assedia la Toscana. Dopo aver ricordato ed esaltato le architetture e i paesaggi storici, l’autore osserva: 

“Lo sprawl (rapida e disordinata crescita delle aree urbane – ndt) non sembra qui lo stesso di  Vaughan o Mississauga (sobborghi di Toronto - ndt), ma è ugualmente allarmante. Forse ciò è inevitabile [...]. Quei giganteschi outlet IKEA lungo la QEW (Queen Elizabeth Way – autostrada canadese ndt) si possono trovare anche in Toscana lungo la A1, la tetra autostrada che percorre in lunghezza la penisola italiana. Non bisogna dimenticare, neanche, che l’Italia è un paese di 60 milioni di abitanti, e ognuno deve pur vivere da qualche parte. La campagna è super costruita in molte parti” (vedi http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=58167).


Anche a Mississauga si sono accorti che la Toscana non è più la stessa 

E NOI?
 
Comitato dei cittadini dell'area fiorentina"
 
Fabrizio Cucchi, DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Luglio 2009 16:13 )  

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