Un evento immancabile: si parla molto di integrazione culturale, ma spesso a senso unico.
Con l’evento sottodescritto a cui siete invitati, vi è la possibilità di accedere concretamente alla conoscenza di uno dei maggiori artisti internazionali Maghrebini. Il poeta, calligrafo e cantore AHMED BEN DHIAB, che vive tra Parigi e Milano, sarà a Firenze venerdì 1° luglio con due eventi di cui di seguito il programma.
Il primo con la mostra (prima a Firenze) dei suoi calligrammi di grafica e pittura alle ore 18, per poi trasferirci tutti assieme alla Villa ‘La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea’ dove, dopo il buffet, alle 21 si terrà il secondo evento con il concerto di Ahmed Ben Dhiab.
Nell’occasione il Maestro lascerà traccia vocale nell’ ‘ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI in azione’
Vi aspettiamo, cordialità
Alessandra Borsetti Venier e Massimo Mori
La S.V. è invitata:
Venerdì 1° Luglio
Omaggio ad:
AHMED BEN DHIAB
PROGRAMMA:
Ore 18:
Mostra di Pittura e Grafica
’Les Jardins de l’invisible’
Area N.O.
Via Panicale 24R
Firenze
Ore 21:
Concerto
‘DISORIENTE’
la narrazione del sole
‘LA BARBAGIANNA: una casa per l’arte contemporanea’
Via di Grignano 25
Pontassieve (FI)
Alla ‘Barbagianna’ saranno visitabili le esposizioni:
Materiali dall’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI in azione’.
Enzo Minarelli ‘Nembrot e altri libri&oggetto 1974-2010’.
Massimo Mori e Gianna Scoino ‘SILENZIO’, libro–oggetto.
Massimo Mori catalogo–oggetto del poema concreto ‘Codex’.
Il maestro Ahmed Ben Dhiab esplora e reinventa l’arte vocale e il canto arabo attraverso differenti modi dell’estetica musicale orientale e altri. Una voce soffio dai molteplici colori, registri e timbri.
Una voce pura e commovente, che modula all’infinito con estrema finezza e sensibilità gli arabeschi più belli del canto orientale. Una celebrazione dei più bei testi della poesia mistica arabo-musulmana di: Hallaj, Ibn Arabi, Rabia... La sua voce non canta la poesia, è poesia essa stessa, soffio poetico.
Una voce che ha per missione di elevarci e avvicinarci alla più alta espressione del bellezza e dell’estasi. Scrive di lui il poeta Stetié: «Rilke avrebbe amato, voce e intenzione, il canto nero e dorato di Ahmed che dice lo splendore intimo dello Spirito. Un canto che ricuce i mondi».
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