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No TAV

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riceviamo e pubblichiamo -  http://www.linkiesta.it/no-tav-polizia

 

Mauro Ravarino

L’allarme è scattato con i fuochi d’artificio poco dopo le 4.30.

Verso le 6 sono arrivate le prime volanti e le ruspe accolte da grida «Vergogna!» e «Servi!».

L’ora x è scattata alle 7.45 con un attacco su tre fronti. Il primo a cedere è stato quello della strada dell’Avanà,

dove alle 8.05 la polizia dopo un fitto lancio di lacrimogeni è riuscita a sfondare il blocco e a penetrare nel territorio difeso dai No Tav.

 

27 giugno 2011 - 07:41

Guarda le foto dell’area prima degli scontri

VAL DI SUSA – 10.58 Dopo aver risalito la montagna qualche centinaio di manifestanti in fuga ha raggiunto il borgo di Ramat. La gente del posto ha dato soccorso ai feriti e acqua. Intanto si diffonde la notizia dell'occupazione del municipio di Chiomonte da parte delle donne del paese.

10.31 Parla il leader dei no tav Alberto Perino: «Abbiamo perso un round, non la guerra. Oggi è andata come si pensava. Non abbiamo potuto resistere a un attacco delle forze dell'ordine che hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Andiamo avanti». Intanto il punto di raccolta per riorganizzarsi è fissato a Bussoleno.

10.30 Confermato dal segretario piemontese della Fiom, Giorgio Airaudo, lo «sciopero spontaneo» in diverse fabbriche metalmeccaniche della Val di Susa. Ferme la Teknocar di Sant'Antonino, la Vertek di Condove, la Savio di Chiusa San Michele. Blocchi stradali sulla SS25, con qualche incidente tra manifestanti no tav e autisti di camion (ricordiamo che l'autostrada è chiusa e i collegamenti con la Francia sono bloccati).

10.25 Il bilancio aggiornato dei feriti: 27 tra le forze dell'ordine (dati Questura) di cui 25 poliziotti, un carabiniere e un finanziere. Cinque di loro sono stati trasferiti in ospedale a Torino. Quattro tra i no tav (nessuno grave). Molti invece gli intossicati dai gas lacrimogeni.

9.54 Ci sarebbero 25 agenti feriti negli scontri, di cui almeno 6 trasportati in ospedale. Anche i no tav segnalano due feriti.

9.40 Il grosso dei manifestanti si è ritirato verso l'alto della valle. Le comunicazioni sono difficili ma le forze dell'ordine dovrebbero aver preso il controllo dell'intera area, anche se potrebbero esserci sacche di resistenza da parte delle fasce più dure dei no tav. Si diffondono tra i manifestanti voci di blocchi stradali e scioperi spontanei in altre zone della Val di Susa, ma la notizia attende ancora conferme.

9.36 La strada dell'Avanà, riferisce la polizia, è cosparsa di chiodi a 4 punte, nonchè ricoperta di pece e olio per rendere scivoloso il terreno e difficile l'avanzata del convoglio. Intanto, a quanto riferiscono i manifestanti, sembra che alcune tende e la barricata centrale abbiano preso fuoco.

9.27 Ora le forze dell'ordine sparano lacrimogeni anche sui sentieri lungo i quali i manifestanti (tra loro diversi anziani del posto, oltre ai giovani venuti da fuori) cercano di fuggire. Il rimbombo degli spari è continuo.

9.18 Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Davide Bono, presente sul luogo, ha comunicato che per decisione del prefetto di Torino anche l'area del campeggio, su cui era stata pagata la concessione del suolo pubblico, «è stata dichiarata nella disponibilità delle forze dell'ordine e pertanto da sgomberare». «Ritengo – ha aggiunto Bono –poco corretta la procedura usata perchè l'ordinanza è stata letta quando già le forze dell'ordine erano schierate e quindi non è stato possibile avvertire prima la popolazione che aree a loro disposizione ora non lo sono più».

9.14 I manifestanti risalgono il crinale, lungo i sentieri nella zona archeologica, in direzionde della strada panoramica della Ramat. La nebbia causata dai lacrimogeni riduce la visibilità in tutta l’area a pochi metri, rendendo difficile il coordinamento. Restano a valle solo gli amministratori locali che devono cercare di entrare in contatto con le forze dell'ordine e che sostengono, con gli avvocati no tav, l'illegittimità dello sgombero della zona del campeggio, per il quale è stata pagata la concessione del suolo pubblico.

9.11 I manifestanti risalgono la valle, cercando rifugio nei boschi alla pioggia di lacrimogeni. I sindaci dalla parte della protesta ribadiscono i non voler lasciare la zona ma starebbero cercando contatti col prefetto per una mediazione che qualcuno già chiama resa.

9.00 I no tav sono ormai quasi tutti accerchiati nella zona del piazzale. Blindati e uomini di polizia e carabinieri salgono da tutti i lati. I manifestanti gridano «Basta!», ma continua un lancio fitto di lacrimogeni.

8.52 Attacco durissimo. Con pioggia di lacrimogeni sui manifestanti del piazzale centrale che cercano di coprirsi con fazzoletti per difendere le vie respiratorie dal gas.

8.47 I carabinieri hanno sfondato le difese anche dalla zona della barricata Saigon e stanno risalendo lungo l'area archeologica. I manifestanti in rotta dalle zone di cui hanno perduto il controllo si stanno radunando nel piazzale centrale. Lì gli amministratori locali cercano di mettersi in contatto col prefetto, senza riuscire, al momento. E al megafono contestano l'Ordinanza di sgombero dell'intera zona.

8.41 I manifestanti chiudono i cancelli della zona del piazzale verso la strada dell'Avanà. Arrivano i blindati dei carabinieri dall'autostrada. In una galleria ci sono i poliziotti pronti a intervenire. Alla barricata Saigon distrutte le difese in cemento. Le ruspe aprono la strada a decine di blindati, spazzando via una dopo l'altra le difese di alberi lungo i vigneti. I manifestanti cercano di tagliare altri alberi, ma il lancio di lacrimogeni rende difficile l'operazione.

8.37 Contro una ruspa, vicino al tunnel autostradale, sono stati lanciati sassi, rompendo il parabrezza. La gran parte dei manifestanti ha però iniziato a intonare: «No pietre! No pietre!».

8.30 Lungo la strada centrale, dopo lo sfondamento sulla strada dell'Avanà salgono decine di blindati e centinaia di poliziotti. A  rallentarne il percorso barricate formate da alberi abbattute. Dopo l'attacco su tre fronti la strategia sembra quella di accerchiamento dei no Tav.

Alle 8.25, dopo l’attacco vincente delle forze dell’ordine dal lato della strada dell’Avanà, dove la polizia è riuscita a penetrare, e quello finora respinto alla barricata Stalingrado, è iniziato l’assalto alla barricata Saigon (sempre sul lato autostrada).

Alle 8.05 la prima barricata (quella della centrale, sulla strada dell'Avanà) è stata sfondata dalla polizia.

Alle 7.45 è partito il primo attacco della polizia contro il piazzale del presidio anti Tav. Le forze dell’ordine, con una ruspa cercano di divelgere le difese in ferro e sassi della barricata Stalingrado e sparano acqua con gli idranti. I manifestanti rispondono sparando spray con gli estintori e vernice contro il parabrezza del ruspista. Tensione alle stelle. Ci sono cariche anche alla barricata della centrale, dal lato della strada dell’Avanà, con fitto lancio di lacrimogeni.

L’allarme era scattato, con i fuochi d’artificio, a pochi minuti dalle cinque del mattino. Fin dalle tre si susseguivano notizie di spostamenti ingenti di truppe (oltre duemila uomini tra polizia, carabinieri e guardia di Finanza) da Bardonecchia e da Torino.
Le forze dell’ordine stanno attaccando la cosiddetta Libera repubblica della Maddalena da tre fronti: dalla strada dell’Avanà, da Giaglione e dell’autostrada. Non si è ancora capita bene la strategia usata per cercare di espugnare la zona che dovrà diventare entro il 30 giugno il primo cantiere della Tav e che è difesa da qualche migliaio di persone che, dopo l’allarme si sono alzate dai giacigli di fortuna e divisi tra i vari fronti. È arrivata anche una ruspa con grossa pinza meccanica che  a lungo ha fatto solo movimenti, senza attaccare direttamente le barricate di sassi e ferro. Il pacifista Turi Vaccaro (da mesi in sciopero della parola) è sceso da solo sull’autostrada, opponendosi col corpo alla ruspa, ed è stato fermato. Insieme ai manifestanti e al leader del movimento No Tav Alberto Perino sono rimasti al presidio alcuni amministratori, medici ed avvocati, il politico Paolo Ferrero e intellettuali come Marco Revelli e Ugo Mattei.
Un elicottero sorvola continuamente la zona facendo da ponte tra i reparti della polizia, ma il grosso degli uomini a lungo non è stato visibile, restando nascosto nelle varie gallerie dell’autostrada in attesa di ordini.



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/no-tav-polizia#ixzz1QSw263D4

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Giugno 2011 11:09 )  

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