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L’uso dell’AI ha già tagliato 425mila lavoratori in tre anni

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Secondo i dati elaborati dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), il numero di lavoratrici e lavoratori licenziati negli ultimi 3 anni come conseguenza dell’IA sono circa 425.000 a livello globale. Di questi 142mila sono in Europa.

Da quanto riportato dall’International Labour Organization, il 25% dell’occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all’Intelligenza Artificiale e, significativamente con percentuali più elevate nei paesi ad alto reddito (34%) dove un lavoratore su 4 potrebbe essere sostituito da una macchina nei prossimi anni.

I lavori più a rischio sono quelli che prevedono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili: call center, assistenza amministrativa, assistenza clienti, impiegati di banche e poste, cassieri e traduttori. 

Secondo uno studio condotto dal Politecnico di Torino, lo scorso anno il numero di annunci di lavoro in Italia che hanno richiesto competenze legate all’AI è cresciuto del 93%, un incremento che va di pari passo all’evolversi del mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale che ha raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del +50% rispetto al 2024.

Oltre quattro lavoratori italiani su dieci (il 42,6%) vivono con la paura che verranno presto sostituiti dall’intelligenza artificiale. A rivelarlo è il 9° Rapporto Eudaimon-Censis, che misura un fenomeno che gli esperti hanno battezzato “AI Anxiety”. Non si tratta tanto di una preoccupazione passeggera, quanto di un blocco psicologico che mina la capacità di adattamento e genera una profonda insicurezza rispetto al proprio futuro professionale. Dal rapporto emerge anche un dato “paradossale” secondo il quale il 70% degli intervistati ammette che l’AI migliora concretamente la qualità del lavoro.

Sul fronte dell’opinione pubblica, l’indagine internazionale SCOaPP-10 mostra come oltre il 50% degli italiani si dichiara preoccupato per l’avvento delle nuove tecnologie, mentre circa il 60% ritiene di non possedere competenze digitali adeguate per affrontare la trasformazione in corso. 

https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2026/06/16/luso-dellai-ha-gia-tagliato-425mila-lavoratori-in-tre-anni-0196118

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