Riportiamo di seguito il programma del "River to River. Florence Indian Film Festival" diretto da Selvaggia Velo
I lungometraggi
Tra i lungometraggi di questo anno, quattro prime europee:
L’ironica gangster story Dubai Return di Aditya Bhattacharya, in cui il protagonista Aftab Angrez è
un ex criminale che vuole riguadagnare la gloria perduta nel bizzarro mondo della malavita di
Mumbai.
Infinite Justice, una coproduzione UK-Pakistan del regista indipendente pakistano di origini
francesi Jamil Dehlavi, in cui un giornalista ebreo americano, catturato da fondamentalisti islamici
a Karachi, viene in seguito usato come merce di scambio con i prigionieri di Guantanamo Bay.
Il letterario Herbert di Suman Mukhopadhyay, in cui la vita del protagonista si scontra con il
dolore, i primi amori, la lotta con il comunismo e gli interessi per lo spiritismo.
Maine Gandhi Ko Nahin Mara (I did not kill Gandhi) dell’assamese Jahnu Barua,
acclamatissimo nei festival in India, che connette insieme due eventi disparati: la storia
contemporanea di una famiglia della media borghesia indiana alle prese con il capofamiglia Uttam
Chaudhary, professore di hindi in pensione ora sofferente di una forma di demenza precoce, e
l’assassinio del padre della nazione, Mohandas Karamchand Gandhi.
River to River. Florence Indian Film Festival - Piazza Santo Spirito 1 - 50125 Firenze
Tel. +39 055 286929, +39 335 5743364 - Fax +39 055 284983 - Email info@rivertoriver.it
E ancora Being Cyrus di Homi Adajania: la storia - omaggio anche al cinema noir classico - di una
famiglia Parsi in cui i sei personaggi, tutti coloriti, si muovono a seconda del ritmo del film,
passando agilmente dallo psicologismo drammatico alla commedia bizzarra.
Infine Dombivli Fast di Nishikant Kamat, vincitore di numerosi premi a festival in India, dove è
raccontato l’eccesso di una vita estremamente ripetitiva che si ribella ai soprusi quotidiani a scapito
della povera gente.
I cortometraggi
Otto in tutto, i corti spaziano tra temi e storie diverse.
Il significativo Detail di Kanwal Sethi, l’immaginario Dog di Daniel Lang, l’antica favola indiana
Flower Girl di Rajan Khosa, il chapliniano Kalakaar di Tejas Deoskar; e ancora il drammatico
Madsong di Natasha Mendonca, l’assurdo The Cherry on Top di Ayesha Sood e Nitya Mehra,
l’animazione Ud Jayega (Empty Train) di Kunal Sen e il divertente Where’s Sandra? di Paromita
Vohra.
La docu zone
Tra i documentari, i realistici e dolorosi Ayla, the tsunamigirl di Wilma Ligthart e Waiting… di Atul
Gupta e Shabnam Ara: il primo, un’intervista ad una bambina scampata al terribile tzunami del 26
dicembre 2004, e il secondo, un racconto degli uomini strappati alle loro famiglie dalle forze armate
in Kashmir.
Un folto gruppo di lavori di registi italiani: Kalasam di Anna Pitscheider, che con mano delicata e
realistica racconta la condizione delle donne indiane che lavorano organizzandosi in gruppi
autogestiti; Le nozze di Mongla di Pietro Silvestri, che mostra il rito del matrimonio presso la tribù
dei Santali del Bengala, nelle varie fasi simboliche conservatesi intatte ancora oggi; Varanasi
Bang di Filippo Papini, sette minuti di piccole scene di vita quotidiana a Varanasi; e infine Cricket
Cup di Massimilano Pacifico e Diego Liguori, incentrato sulla comunità srilankese di Napoli e la
passione per il cricket, con una partita finale al parco delle Cascine di Firenze.
E ancora Ayurveda - The Wisdom of Life di Nicole Maria Krieger che tratta delle millenarie
tecniche curative ayurvediche e il commovente I for India di Sandhya Suri, già proiettato al
Sundance Film Festival.
Gli ospiti
Tra gli ospiti di questo anno, per i lungometraggi, i registi Aditya Bhattacharya di Dubai Return e
Jamil Dehlavi di Infinite Justice, e la produttrice di Herbert Abanti Chakraborty.
Per i documentari, i registi Pietro Silvestri di Le nozze di Mongla, Anna Pitscheider di Kalasam,
Filippo Papini di Varanasi Bang e Massimiliano Pacifico e Diego Liguori di Cricket Cup.
La retrospettiva
La retrospettiva è dedicata ad una donna del cinema indiano dei giorni d’oggi, il cui ultimo
lungometraggio, The Namesake, è uscito da poco in Italia: si tratta di Mira Nair.
Le opere di Nair che verranno proiettate sono lo struggente ma bellissimo Salaam Bombay!
(1988) e il Leone d’Oro a Venezia Monsoon Wedding (2001).
River to River. Florence Indian Film Festival - Piazza Santo Spirito 1 - 50125 Firenze
Tel. +39 055 286929, +39 335 5743364 - Fax +39 055 284983 - Email info@rivertoriver.it
Proiezione speciale
L’ultimo giorno di festival verrà proiettato Notturno Indiano (1989) di Alain Corneau, adattato da
un romanzo breve (1984) di Antonio Tabucchi. Un viaggiatore senza nome arriva a Mumbai alla
ricerca di un amico, per poi proseguire il suo viaggio verso sud. Il fascino inquietante del film nasce
dal contrasto tra la concretezza della realtà e lo sguardo assorto e perplesso del viaggiatore, ora
angosciato, ora attraversato da lampi di follia. La musica di Schubert (Quintetto per archi in do
magg. D.956) risuona misteriosamente intonata a questo film multitonale.
Florence Indian Film Festival Digichannel Audience Award
Per ognuna della tre categorie (lungometraggi, corti e documentari) sarà premiato il film più votato
dal pubblico e vincerà il Florence Indian Film Festival Digichannel Audience Award: un estratto
fino a 15 minuti di ciascuno dei tre vincitori sarà visibile in streaming per tutto il 2007 sul sito
www.digichannel.net.
Nel corso del 2006 il River to River. Florence Indian Film Festival ha avviato nuove
collaborazioni con altri festival: in agosto il pacchetto di corti dell’edizione 2005 è stato ospitato al
festival Open Cinema di San Pietroburgo, e in novembre i corti 2005 saranno presenti al festival
Visionaria di Siena.
Tra un film e l’altro, da non perdere l’appuntamento con gli assaggi del ristorante India, paradiso
della cucina dei Maharaja a Fiesole e Pisa.
Per informazioni:
River to River. Florence Indian Film Festival
Piazza Santo Spirito, 1
50125 Firenze
tel. +39 055 286929
fax +39 055 284983
info@rivertoriver.it
www.rivertoriver.it
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